Vino Libero, la qualità che rispetta l’ambiente

TESTIMONIAL

Alberto Grasso, direttore agronomico di Fontanafredda, sottolinea i vantaggi di un grande progetto che ridisegna il modo di fare viticoltura.


Roberto Bartolini
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Alberto Grasso direttore agronomico di Fontafredda a Serralunga d’Alba

Il
progetto nasce a Fontanafredda, l’azienda di Serralunga d’Alba (CN) che
raccoglie uve dai 130 ettari di proprietà e da altri 600 ettari di oltre 400
viticoltori conferenti, e al momento viene portato avanti da dodici realtà
vitivinicole italiane che hanno sposato una nuova filosofia di produzione.

“E’
dal 2009 che lavoriamo al progetto “Vino Libero”, dice Alberto Grasso responsabile agronomico di Fontanafredda, con la
collaborazione di centri universitari e di specialisti che hanno contribuito a
mettere a punto un disciplinare di produzione, certamente molto impegnativo
sotto il profilo professionale. Concimare solo con
prodotti di origine organica e non impiegare diserbanti, lasciando le erbe
spontanee nei vigneti, comporta un cambio di rotta importante rispetto alla gestione agronomica tradizionale.
Altrettanto grande è l’impegno per la gestione della
difesa, dove l’imperativo è la prevenzione, con il monitoraggio
sistematico di parassiti e malattie, l’utilizzo di sistemi previsionali e di
lotta naturale come la confusione sessuale e il ricorso
ai trattamenti con agrofarmaci avviene solamente
quando strettamente necessario e quindi nelle fasi critiche di inizio stagione.
Questo significa che dal momento della fioritura in avanti nei vigenti del
“vino libero” si prediligono prodotti come il
rame e lo zolfo.”

I
vantaggi del nuovo modello produttivo

Quali sono i principali vantaggi che
avete conseguito adottando il disciplinare di “ vino libero”?
“ La contemporanea possibilità di garantire un ottimo livello qualitativo delle uve e dei vini con un
miglioramento degli standard di sicurezza per il consumatore. Nel tempo siamo
riusciti a ridurre i residui di agrofarmaci in numero e quantità e oggi, quando
presenti, hanno concentrazioni molto inferiori ai limiti di legge. Nel prossimo
futuro ci attendiamo ulteriori miglioramenti e lavoriamo per ottimizzare
ulteriormente l’impiego degli agrofarmaci e potenziare la fertilità dei terreni. Per
questo investiremo in ricerca e innovazione allargando le collaborazioni con
università, centri di ricerca, ditte private e consulenti. Abbandono delle
lavorazioni meccaniche “distruttive”, aumento degli apporti organici, semina di
sovesci e utilizzo di mezzi biologici per migliorare l’efficienza naturale
delle piante sono già oggi una realtà nei vigneti del progetto VinoLibero..”

Quale ruolo svolge Syngenta nell’ambito del
progetto “ vino libero”?
“ Syngenta
ha fornito un supporto molto importante già nella fase di avvio del progetto,
aiutandoci a capire come ottenere i massimi risultati in campo dall’applicazione
mirata di specifici agrofarmaci e successivamente a verificare gli effetti sul
prodotto finale dopo la vinificazione. Inoltre, grazie
al contributo di Syngenta, abbiamo già messo in pratica progetti importanti
come Operation Pollinator con il fine di aumentare la biodiversità nelle nostre superfici aziendali. Oggi insieme a Syngenta lavoriamo su due
filoni: la formazione degli operatori sull’uso sostenibile degli agrofarmaci e la
messa in campo di nuovi formulati di difesa di origine biologica che, a mio
parere, costituiscono davvero una nuova frontiera di enorme interesse.”


Sui 130 ettari di vigneto di Fontanafredda si applica il disciplinare “vino libero”


Wine cellar “vino libero” significa meno trattamenti antiparassitari e anche meno solfiti in bottiglia

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