Una strategia aziendale in sintonia con la nuova Pac

TESTIMONIAL

Due giovani imprenditori nel bolognese gestiscono 600 ettari con un’impostazione che interpreta già le nuove direttive comunitarie.


Roberto Bartolini
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I digestori del biogas assorbono
notevoli quantità di insilati e costituiscono un punto di riferimento
importante per aziende di grandi dimensioni.

A Fiorentina, un frazione agricola in provincia di Bologna, buona terra forte e
generosa un tempo vocata tutta a bietole e grano, Lucia Perdisa e il marito Fabrizio
Baldazzi sono due giovani
imprenditori che gestiscono direttamente 3 aziende di proprietà per un totale
di 600 ettari, la maggiore delle quali è la Società Agricola e Zootecnica
Valletta. Alla conduzione diretta dell’azienda aggiungono come attività
connessa quella di contoterzi.


A sinistra Fabrizio Baldazzi con Lucia Perdisa.

Gli ingredienti per fare reddito

Questi due
giovani imprenditori della pianura bolognese costituiscono un esempio virtuoso
perché la gestione aziendale è già in perfetta sintonia con i nuovi indirizzi
che la Pac ha fissato da oggi sino al 2020. Innovazione tecnologica basata su
attrezzature che consentono di rispettare il suolo e diminuire i passaggi in
campo, di mirare al meglio la difesa e la concimazione senza sprechi di
prodotto e nel massimo rispetto dell’ambiente. Ma anche una rotazione colturale
ampia, con tutti i vantaggi che ne conseguono dal punto di vista agronomico e
dei conti aziendali. Infine una stretta collaborazione con altre aziende del
territorio. “Per un’azienda agricola con
duecentoventi ettari a seminativo, dice Fabrizio, avere nelle vicinanze ben 7 digestori
di biogas possiamo definirla una coincidenza fortunata che permette di far quadrare i bilanci in tempi
caratterizzati da prezzi molto altalenanti.”

 

Ampia rotazione basata sugli insilati

Noi produciamo soprattutto insilati
per i digestori, tranne qualche ettaro a bietola da seme, una decina di ettari
a coriandolo, grano duro, ai quali si aggiunge quest’anno una nuova coltura, il
sorgo rosso destinato ad un mangimista che produce becchime. Il mais da
trinciato in primo raccolto occupa il 55% della superficie e la restante viene
suddivisa tra i secondi raccolti di sorgo e mais. Teniamo presente che circa 70
ettari sono occupati stabilmente dalla medica che viene destinata
principalmente al bestiame aziendale costituito da 120 capi di razza Blonde
Aquiten (detta anche Garronese) e al mercato corrente i quantitativi in esubero.”


Ecco gli splendidi esemplari da carne della
razza Blonde Aquiten detta anche Garronese.

Un cantiere per semplificare le
lavorazioni

Lavorazioni
del terreno semplificate per evitare eccessivi compattamenti ed abbassare i
costi? “ In un solo passaggio si prepara
il letto di semina grazie ad un cantiere innovativo che abbiamo acquistato di
recente costituito da un cingolato Challenger da 360 cavalli abbinato ad un
preparatore Maag che ho fatto allestire appositamente per questi terreni.
Questo attrezzo può operare sia su terreno lavorato sia direttamente sui
residui colturali e dopo si semina”.

 

 


Il cantiere per preparare il
terreno in un unico passaggio. Challenger cingolato da 360 cv abbinato ad un
preparatore Cultirapid Evo Maag dotato di una serie di attrezzi particolarmente
adatti alle terre del bolognese.


L’allestimento del Maag partendo
da destra. Dissodatore anteriore, seguito da una fila di dischi, da due file di
molle a sezione quadrata da vibro che hanno la funzione di arieggiare il
terreno, due file di dischi frantumatori ed infine un rullo per pareggiare la
superficie. Questa macchina, larga 4 metri, non impacca il terreno e in dieci
ore lavora circa 30 ettari. Il segreto è andare veloci, non meno di 12 km/ora.

 

Nuova seminatrice versatile

Nuove
attrezzature arrivate in azienda? Una
nuova seminatrice Maschio-Gaspardo telescopica che varia l’interfila di semina
da 45 a 75 cm. Naturalmente con guida satellitare che va ad affiancare le atre
due già presenti nel parco macchine sempre della marca Maschio Gaspardo. E’ importante con la stessa macchina poter
seminare colture diverse come cereali e oleaginose o bietola, così come ci
chiederà la Pac.”


La seminatrice Maschio-Gaspardo
a sinistra in assetto 45 cm di interfila e a destra per seminare ad interfila 75
cm.


Un particolare della seminatrice
che fa anche il sodo di Maschio-Gaspardo
che viene usata per i cereali vernini o per i secondi raccolti.

Lo stoccaggio cereali, scelta
strategica

Cinque
moderni silos per una capacità complessiva di stoccaggio di 35 mila quintali. “Produciamo grano duro, dice Lucia e da
quando abbiamo i silos, pur non facendo più i contratti di coltivazione,
riusciamo sempre a spuntare prezzi molto interessanti, portando sul mercato un
prodotto ben conservato e di alta qualità. Nei silos stocchiamo anche prodotto
di altri agricoltori della zona”.

 


Ecco la batteria di silos per lo stoccaggio aziendale dei cereali
prodotti, una mossa vincente per spuntare i migliori prezzi dell’annata.

 

 

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