Un nuovo modo per dire Ornellaia

La cantina fondata nel 1981 seleziona le uve in base alle mappe di vigore e sta testando un metodo di vinificazione inedito per il suo vino più pregiato

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Viticoltura di precisione e innovazione in cantina. Queste le “rivoluzioni” che stanno mettendo in pratica a Bolgheri, nell’azienda vinicola che produce uno dei vini più famosi del mondo. Dato che i suoi vigneti possiedono caratteristiche pedologiche assai variegate, servendosi della viticoltura di precisione, nello specifico di mappe di vigore rilevate ogni due anni, il personale esegue una raccolta mirata delle uve, dividendole non solo in base al vigneto di provenienza ma anche in funzione di specifiche zone selezionate rispetto al vigore presentato.

Le botti utilizzate per la vinificazione in barrique

Le botti utilizzate per la vinificazione in barrique

Questo minuzioso lavoro permette di ottenere circa 65-75 vini base, ognuno rappresentante una diversa area di provenienza dalle caratteristiche uniche, mantenuti in vasche separate per un periodo di circa 12 mesi. Il comparto destinato alla vinificazione, è provvisto di vasche in acciaio di piccole dimensioni (75 ettolitri) che consentono una gestione personalizzata delle singole partite di vino.

Oltre alla vinificazione tradizionale, l’azienda sta sperimentando una forma di produzione una integrata. Si tratta di vinificare una parte del prodotto direttamente in barrique, motivo per il quale, a partire dal 2010, sono state acquistate delle particolari botti con chiusura in acciaio, al fine di agevolare i rimontaggi così come le altre operazioni normalmente eseguite in vasca.

L'assistente enologo di Ornellaia Olga Fusari

L’assistente enologo di Ornellaia Olga Fusari

«Al momento questa pratica è condotta solamente su 5-6 barrique – spiega l’assistente enologo Olga Fusari – questo perché i rimontaggi fatti con queste botti sono praticati a braccia ed è difficile calibrare la tecnica in funzione degli obiettivi enologici». Nonostante le difficoltà connesse alla movimentazione, l’azienda sembra essersi fatta un parere positivo sul ricorso alla vinificazione integrata ed è intenzionata a proseguire la sperimentazione.

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