Seminatrici, la versatilità è la vera arma in più

SEMINATRICI

I nuovi modelli esprimono la necessità di adattarsi a diversi tipi di serre e di passare rapidamente da un prodotto all’altro


Ottavio Repetti, Terra e Vita
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Versatilità ed efficienza nella deposizione del seme: è questo che gli agricoltori chiedono alle seminatrici per la serra. O perlomeno sono i plus su cui puntano i costruttori, a guardare i nuovi modelli e le innovazioni apportate a quelli già da qualche anno sul mercato. Facciamo dunque una veloce panoramica su quanto propongono le ditte, sfruttando anche quanto visto recentemente a Eima 2010.

Tanti prodotti seminati in tanti modi diversi. Possibilmente, con tempi di trasformazione tendenti allo zero. Se esistesse, la seminatrice perfetta sarebbe così: capace di passare dalla lattuga alla barbabietola e di seminare a spaglio, a file singole, doppie o triple praticamente girando un interruttore. Inutile dire che la macchina perfetta non esiste, altrimenti il resto dei costruttori potrebbe chiudere bottega. Esistono, però, interessanti tentantivi per avvicinarvisi, soprattutto in tema di versatilità.

Matermacc MULTILINE

Matermacc non è certo un nome sconosciuto nell’ambito della semina. Nota per le seminatrici di precisione destinate al campo aperto, ha in catalogo anche una macchina per le orticole e la serra: si tratta della Multiline, una pneumatica pensata per adeguarsi alla enorme variabilità dei semi in campo orticolo. Lo fa grazie a un dosatore costituito da un rullo con quattro scanalature diverse. Selezionando una misura piuttosto che l’altra ci si può adattare con notevole precisione alle dimensioni del seme utilizzato. Inutile dire che il passaggio tra i vari tipi di prodotto non richiede molto tempo, visto che basta cambiare la posizione del rullo dosatore. Comunque, per evitare inquinamenti con colture indesiderate si deve anche fare una pulizia accurata della macchina, cosa che ovviamente richiede un po’ di tempo in più.

La Ml è presente sul mercato da qualche anno, ma la sua versatilità è aumentata notevolmente nel 2010 grazie all’adozione del secondo serbatoio, adatto sia ai semi minuti sia al geodisinfestante; ma si può sfruttare, naturalmente, anche per la concimazione localizzata. Inoltre la ditta friulana (la sede è in provincia di Pordenone) sta lavorando a un progetto per una nuova pneumatica, anche se è presto per dire qualcosa di più sull’argomento.

Sfoggia CALIBRA

A non molti chilometri dalla Matermacc troviamo un’altra azienda che ha fatto della semina uno dei suoi biglietti da visita. È la Sfoggia di Montebelluna (Tv) che ha recentemente messo a punto una pneumatica di precisione simile, per campo applicativo e potenzialità, alla Multiline di Matermacc. La Calibra è infatti adatta a una svariata tipologia di semi, dalla cicoria al fagiolino, passando per bietola e cavolo. Ma l’aspetto che più la caratterizza è, in realtà, il fatto che può seminare da una a tre file di ortaggi semplicemente cambiando falcione e disco. Il quale, secondo Sfoggia, è peraltro il più grande della categoria per diametro. L’operazione, sempre secondo le affermazioni della casa costruttrice, si esegue in un tempo relativamente veloce e questo consente alla macchina di adattarsi alle condizioni di lavoro dell’orticoltura, settore in cui si seminano in un giorno cinque o sei varietà diverse. Per finire, la Calibra è dotata di una doppia turbina per il trasporto del seme: una che crea pressione d’aria e l’altra che aspira, così da evitare la formazione di condensa all’interno dei corpetti.

Agricola Italiana M-620 snt e ai-680

Restiamo in Veneto (terra che assieme all’Emilia ha il primato nella costruzione di macchine per orticoltura) con le proposte dell’Agricola Italiana, altra ditta storica per il settore. La sua offerta spazia dalla macchina per campo aperto, con 15 elementi tandem, alla piccola pneumatica di precisione con motore incorporato. L’ultima nata in quel di Massanzago è proprio di questo tipo. La M-620 Snt è una semovente con conducente appiedato. La parte anteriore è infatti formata da un motocoltivatore Bcs da 11 CV (7,5 kW) con avviamento elettrico e cambio a 4 marce (tre in retromarcia). Dietro troviamo un rullo, che può essere a gabbia o liscio, sul quale si innesta la trasmissione e che fa quindi da cilindro-motore. Un secondo rullo, anch’esso liscio o tubolare, completa l’attrezzo, con il chiaro compito di compattare il terreno dopo la semina.

La parte più propriamente di semina è formata da quattro distributori meccanici con rullo a spugna, ciascuno corredato di un proprio serbatoio. Ogni distributore può avere 4 o 6 uscite, con larghezza totale di lavoro di un metro. L’azionamento dei distributori può essere con motore elettrico o cambio meccanico. Gli interratori sono a falcione, singoli o tandem, sfalsati e con manopole per la regolazione della profondità. L’interfila minimo è di 4 cm. Si tratta, dice Agricola Italiana, di una seminatrice meccanica adatta a tutti gli ortaggi che richiedono semina su fila. La stessa ditta ha presentato all’Eima 2010 anche un porta attrezzi (AI-680) cui si può abbinare, ovviamente, una seminatrice pneumatica o meccanica. Con un’altezza massima di 1,8 metri, è un attrezzo che si adatta senza problemi anche alla serra. Il motore è un 4 cilindri Kubota da 33 kW (44,2 CV) e raffreddamento idraulico. La trasmissione è idrostatica con motori Poclain, per una velocità massima di 15 km orari (massima velocità in assetto da lavoro, 7 km orari).

Bassi & bassi ms 2000

Concludiamo questa breve carrellata – ovviamente incompleta ma il cui intento è dare una panoramica sulle tendenze del mercato – con una chicca elettronica. L’ha presentata la Bassi & Bassi di Medicina (Bo), brevettando la MS 2000 che può essere dotata di una centralina elettronica per la regolazione della quantità di seme distribuito in alternativa alla classica regolazione manuale. Permette di mettere a dimora semi di diverso calibro con dosaggi da 1 a 1.000 kg per ettaro. La distribuzione è ancora con cono di spugna, azionato da un motore elettrico.

Tra i vantaggi sottolineati dal costruttore citiamo la rapidità di trasformazione (Bassi dichiara un minuto di tempo per cambiare seme) e la notevole possibilità di personalizzazione nelle dimensioni e nella larghezza dell’interfila (da 3 a 16 cm).

Nel complesso, dunque, l’industria cerca di proporre macchine che siano in grado di adattarsi alle caratteristiche, spesso molto diverse, delle aziende agricole. Tanti tipi di seme, interfila molto variabili, necessità di passare rapidamente da un prodotto all’altro. Questo per andare incontro alle esigenze della moderna orticoltura sotto serra, che sia di IV gamma o tradizionale. In ogni caso, comunque, si richiede una notevole versatilità di prodotto, tempi di lavoro ridotti, possibilità di far usare le macchine anche a personale poco esperto o poco abituato ad attrezzature complesse.

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