The good growth plan: Sette impegni concreti in sette anni

FILIERE

Syngenta lancia in Toscana progetti “misurabili” per le filiere italiane di qualità.


Lorenzo Tosi, Terra e Vita
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«Più che un’integrazione di filiera, una comunità che trasmette un vero senso di appartenenza» Così dice di Grano Armando Marco De Matteis, ad dell’omonimo pastificio. Uno dei progetti presentati da Syngenta in occasione del Convegno “The good growth plan: il futuro dell’agricoltura”, che si è tenuto presso il castello di Poppiano a Montespertoli (Fi) il 12 giugno. L’occasione scelta dalla società con sede a Basilea per “uscire allo scoperto”, a 13 anni dalla nascita, lanciando impegni precisi da realizzare entro il 2020 in favore di un’agricolura che sia sostenibile sì, ma anche produttiva e redditizia per gli operatori. «Si tratta di produrre di più e meglio – afferma Luigi Radaelli di Syngenta – integrando le migliori tecnologie e collaborando con partner con la stessa visione del futuro dell’agricoltura». Un approccio che mira a: rendere le colture più efficienti, aumentando le rese del 20% a parità di consumo di suolo, acqua e input; migliorare la fertilità di 10 milioni di ettari a rischio degrado, arricchire la biodiversità di 5 milioni di ettari di suolo agricolo, rendere più competitivi 20 milioni di piccoli produttori, contribuire alla formazione sulla sicurezza sul lavoro di 20 milioni di agricoltori, garantire condizioni eque per tutta la rete di fornitori. E a questi sei obiettivi la filiale italiana ne ha aggiunto un altro che si sta realizzando: far sì che il progetto “The good growth plan” abbia una forte connotazione tricolore. Perché i sette progetti con cui Syngenta intende raggiungere questi obiettivi “vanno forte” proprio nel Belpaese (si veda l’approfondimento sotto).

Impegni che vedono al fianco dei produttori finalmente anche le istituzioni. Qualcosa sta infatti cambiando, soprattutto nel secondo pilastro della Pac. «Nell’elaborazione del Psr – testimonia Gianni Fava, assessore all’agricoltura della Regione Lombardia – abbiamo scelto il nuovo modello dell’integrazione verticale, anche per la misura di diffusione dell’innovazione». «La sfida – aggiunge Andrea Olivero, viceministro delle Politiche agricole – di nutrire una popolazione mondiale in crescita esponenziale è fondamentale anche in vista di Expo 2015». Una sfida che secondo il viceministro va affrontata con una nuova visione della globalizzazione che tuteli la biodiversità e l’ambiente, ma anche le specificità attraverso la tutela efficace del “made in”.

 

I PROGETTI Tracce da seguire per i Psr

Mille anni di tradizione agricola sono
una garanzia di sostenibilità anche
per il futuro. Quella del conte Ferdinando
Guicciardini
, titolare del castello di Poppiano,
è una delle aziende viticole leader
della Doc del Chianti dei Colli fiorentini,
coinvolta nel progetto dei protocollo di qualità per la filiera vitivinicola
di Syngenta. Operation pollinator è invece un progetto multifunzionale
in favore della biodiversità attraverso la semina di essenze
floricole autoctone nelle bordure. Secondo Tiziano Gardi dell’Università
di Perugia l’adozione di questa misura nel Psr dell’Umbria ha
garantito l’aumento del 600% dei pronubi, del 75% delle farfalle e
[ I PROGETTI
Tracce da seguire
per i Psr
del 40% degli uccelli nei campi. Un’esperienza che soddisfa i vincoli
del greening, che merita il sostegno anche di altri Piani di sviluppo
rurale. Al Castello di Poppiano è stato presentato anche il bilancio di
Grano Armando, primo brand premium di pasta ad alto contenuto
proteico da grano 100% italiano realizzato grazie a un disciplinare di
coltivazione sviluppato da Syngenta. «Con l’ultimo raccolto – dice
Marco De Matteis – abbiamo coinvolto 11.400 ettari in 9 regioni
(+56%), 945 agricoltori (+40%) e 38 centri di stoccaggio» E grazie
al protocollo la resa media è aumentata del 30% e l’88% degli
agricoltori coinvolti hanno raggiunto l’obiettivo del 14,5% di proteine.


I lavori del convegno sono stati seguiti con video e in diretta
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