Same guarda ben oltre il miliardo

MECCANIZZAZIONE

Nel periodo 2010-2015 investimenti per 350 milioni di euro


Gianni Gnudi, Terra e Vita
TV_14_45_Trattore_Same

«In questo momento ci sono tutte le condizioni
per aumentare considerevolmente
il nostro fatturato. Abbiamo uomini di valore,
prodotti all’avanguardia, stabilimenti ben locati
e nel periodo 2010-2015 abbiamo investito
qualcosa come 350 milioni di euro per
migliorare la nostra posizione». Con queste
parole e un ottimismo insolito per un momento
di mercato non certo facile, Vittorio Carozza,
presidente Same Deutz-Fahr, chiude
la convention del gruppo dedicata al lancio
del nuovo Explorer, vero e proprio trattore-icona
per il marchio di Treviglio (si veda lo specifico
articolo su Terra e Vita 42/2014, p. 94
) .
È l’amministratore delegato Lodovico Bussolati
a dare i numeri del buono stato di salute
del gruppo e a tracciare lo scenario di
riferimento. «Abbiamo definito un piano industriale
2010-2015 e stiamo centrando gli
obiettivo che ci eravamo posti. Nel 2010 abbiamo
avuto un fatturato di 855 milioni di euro,
nel 2013 abbiamo chiuso a 1.212 milioni e il 2014 dovrebbe essere sulla stessa lunghezza
d’onda. Una crescita netta, ottenuta
migliorando sensibilmente i margini: l’Ebitda
era di 44 milioni nel 2010, di 87 nel 2011, di
99 nel 2012 e di 111 nel 2013. Sarà analogo
nel 2014».

Una redditività che ha permesso gli investimenti
citati da Carozza. «Dei 343 mililoni investiti
– continua Bussolati – 93 sono stati
destinati alle acquisizioni (Gregoire in primis,
ndr), 91 al miglioramento del processo produttivo
e ben 169 milioni di euro allo sviluppo
prodotti. Il gruppo ha rinnovato completamente
la propria gamma e ora ha un orizzonte
ben delineato, fatto di prodotti adatti alle aree
storiche caratterizzate da meccanizzazone
avanzata (Europa soprattutto), ma anche di
macchine adeguate per le aree in via di sviluppo.
Un segnale forte di questa apertura al
mondo arriva proprio dai numeri: nel 2013 il
fatturato di Same Deutz-Fahr era realizzato
per l’84% in Europa e per il 16% nel resto del
mondo. Quest’anno la percentuale del Vecchio
Continente scenderà al 75% e salirà al
25% la quota restante». Sul fronte produttivo
il 2014 chiuderà con circa 35mila trattori (erano
stati poco più di 23mila nel 2010, 34mila
nel 2013) e con 600 macchine da raccolta
(166 nel 2010, 502 nel 2013)».

La strategia del gruppo si basa su quelli che
il management di Treviglio definisce i centri
di eccellenza e competenza nel mondo: in
Cina (trattori da 35-170 Cv), India (35-80 Cv),
Germania (140-440 Cv), Turchia (50-105 Cv),
Croazia (mietitrebbie), Francia (vendemmiatrici),
per approdare a Treviglio, dove è rimasta
la produzione degli specialistici ma, soprattutto,
la ‘mente’ dell’intero gruppo, con
tutta la ricerca e sviluppo a livello mondiale.
E per il futuro uno dei messaggi chiave arriva
da Francesco Carozza, figlio di Vittorio,
la nuova generazione destinata a guidare il
gruppo: «Quotazione in Borsa? No. Siamo
andati avanti 90 anni senza aprire il capitale
a nessuno, anche in momenti peggiori di questo.
Andremo avanti così. Del resto i risultati
ci stanno dando ragione».

Pubblica un commento