Redditività, Combi Mais prova a invertire la rotta

Sta per partire il quarto anno del progetto innovativo dedicato alla coltivazione del mais con l’obiettivo di aumentare le rese, la qualità del raccolto e il guadagno per gli imprenditori agricoli

Mario Vigo - Presidente Innovagri

Superfici dedicate in calo, rese non troppo soddisfacenti e prezzi che non consentono agli agricoltori di fare reddito. Le difficoltà della maiscoltura italiana sono note, ma il 2017 potrebbe essere l’anno della svolta o almeno dell’inizio dell’inversione di tendenza. Innanzitutto i terreni coltivati dovrebbero rimanere invariati rispetto al 2016, poi l’innovazione e la sperimentazione stanno facendo passi da gigante per aiutare a risolvere le criticità del comparto.
Un esempio è il progetto Combi Mais, giunto quest’anno al quarto anno di attività e per il quale si annunciano alcune importanti novità nel protocollo di produzione, che saranno introdotte per migliorare ancora i risultati produttivi sia in termini di volumi sia di qualità della granella.
«Quest’anno introdurremo cambiamenti sul calendario degli interventi e metteremo a punto la concimazione minerale con il rateo variabile – spiega Mario Vigo (nella foto in alto), presidente di Innovagri e titolare assieme al fratello Alberto dell’azienda agricola Folli dove si svolge il progetto – per migliorare ancora le rese e avvicinarci ulteriormente all’obiettivo dei 200 quintali di granella per ettaro».

www.novagricoltura.comIl protocollo di produzione definitivo per il 2017 sarà presentato a fine febbraio, ma queste anticipazioni fanno già capire che si lavorerà sui dettagli, che, in un sistema già collaudato, sono spesso in grado di fare la differenza. Per la concimazione a rateo variabile l’azienda Folli introdurrà una spandiconcime Kuhn che evita i sormonti e sta studiando una modifica alla seminatrice Kuhn Maxima per ottimizzare la semina. Anche il trattore Same Deutz-Fahr utilizzato per le lavorazioni dei 30 ettari di campo sperimentale avrà nuove caratteristiche.
Combi Mais è un progetto realizzato in collaborazione con la facoltà di Agraria dell’Università di Torino e con la partnership di alcune importanti aziende come Syngenta che fornisce le sementi, Netafim per l’irrigazione, Same Deutz-Fahr per le trattrici, Cifo per il rafforzamento e la protezione delle piante, Unimer per i concimi e Kuhn per le macchine. A chiudere il cerchio delimitando quella che può essere considerata una vera e propria filiera c’è la collaborazione con il molino La Veronese di Vigasio (Vr), al quale viene conferita la materia prima, per la produzione di farine di alta qualità.

Obiettivo: qualità sostenibile
L’obiettivo di Combi Mais è quello di rendere la coltura sostenibile sotto tre aspetti: economico, ambientale e sociale. Dal punto di vista economico, in questi primi tre anni di sperimentazione, la redditività è stata superiore a quella della media nazionale. L’anno scorso la resa media per ettaro si è attestata sui 160 quintali, ma con punte di 190/200 in alcune parcelle.
Dal punto di vista ambientale il sistema Netafim di irrigazione a goccia garantisce un notevole risparmio idrico, quantificabile intorno al 30% rispetto all’irrigazione tradizionale Da considerare, inoltre, anche la riduzione nei costi mano d’opera e un consumo di energia (gasolio) pari a 90 €/ha (-60% rispetto sistemi tradizionali). Infine, in questi primi tre anni di progetto è stata condotta la Operation Pollinator di Syngenta, ossia la semina dei bordi campo con essenze specifiche ricche in nettare e polline che attirano gli impollinatori, allo scopo soprattutto di dimostrare che le attività agricole possono coesistere con una gestione ambientale adeguata. Per quanto riguarda la qualità, il livello è alto, perché l’ibrido usato consente di ricavare una granella adatta anche all’alimentazione umana, condizione indispensabile per ottenere prezzi soddisfacenti.

Se sei un agricoltore innovativo e vuoi segnalarci la tua storia scrivi a: simone.martarello@newbusinessmedia.it

 

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