Produrre in inverno ora si può

ENERGIA IN SERRA

Il caro gasolio ha costretto i floricoltori Campani a ridurre pesantemente le specie con più elevate esigenze termiche. Un modo per rilanciare le coltivazioni nei mesi più freddi è rappresentato dalle caldaie a biomassa vegetale


Carlo Borrelli, Colture Protette
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La sfida della floricoltura campana, per fronteggiare il costante aumento dei costi energetici per il riscaldamento delle serre, è trovare alternative al caro gasolio affinché sia possibile esitare prodotto durante tutto l’anno e a prezzi competitivi sia per i produttori sia per la filiera commerciale.

In effetti, l’incremento del prezzo del gasolio (+37,8% negli ultimi anni) ha determinato una diminuzione pari al 477% dell’acquisto del combustibile per riscaldare le serre floricole presenti nella provincia di Napoli. Dai dati Conflomer si rileva che la contrazione delle specie floricole con più elevate esigenze termiche nel 2011 è stata del 30% rispetto al 2006.

«Per alcune specie – dice Salvatore Colonna, presidente del Conflomer – si è assistito a un vero tracollo: -47% per le rose, -68% per i Lilium, –30% per la gerbera. Evidentemente, gli elevati costi necessari per mettere in produzione queste specie nel periodo invernale hanno pesato in maniera determinante sulle scelte dei floricoltori campani».

Incidenza sulla plv

L’incidenza del gasolio sulla plv (produzione lorda vendibile), varia tra il 15 e il 30%: «Si va dai 16 l/mq delle specie più esigenti (rose, Lilium orientali, Anthurrium, crisantemi) ai circa 12 l/mq di quelle che richiedono temperature meno elevate (15 °C) quali gerbera, calla, Lilium LA, ecc.. Pertanto, considerando un prezzo di circa 0,9 €/litro la spesa oscilla tra i 10,8 e i 14,4 €/mq».

La mancata produzione invernale comporta evidentemente una perdita netta della plv più una serie di conseguenze negative. «Altre problematiche connesse a tale scelta – precisa Colonna – sono: traslazione della produzione nei mesi più caldi e conseguente intasamento dei mercati, mancanza di una gamma produttiva nel periodo invernale, eccesso di prodotti che non presentano particolari esigenze termiche nel periodo più freddo».

L’alternativa ecocompatibile

Tra le alternative al gasolio l’impiego della biomassa vegetale sembra tra le più promettenti. «L’utilizzo delle biomasse vegetali – continua il presidente – presenta indubbi vantaggi di economici e ambientali. Il costo dell’energia da biomassa, rispetto a quella da gasolio (litro equivalente gasolio) è in tutti i casi nettamente inferiore. Inoltre, se le biomasse sono utilizzate all’interno di un ciclo continuo di produzione-utilizzazione rappresentano una risorsa energetica rinnovabile e rispettosa dell’ambiente».

I vantaggi indotti sul settore agricolo e sull’ambiente sono:

– diminuzione di accumulo di carbonio nell’atmosfera;

– freno all’aumento dell’effetto serra;

– utilizzazione delle risorse agro-forestali delle zone marginali della regione;

– creazione di nuova filiera produttiva di carattere energetico;

– indipendenza energetica, con la possibilità di scegliere una diversa forma di energia.

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