Potatura – Le nuove forme ad asse per contenere i tempi

Colonnare o doppio, sistemi meccanizzabili che riducono le altezze. L’influenza della potatura su qualità del raccolto e costi di produzione della frutta

potatura

In frutticoltura la potatura è, dopo la raccolta, l’operazione che richiede più ore di manodopera. Sulle varie specie le ore dedicate alla potatura rappresentano infatti in media il 30% del monte-ore necessario per la gestione colturale di tutta la stagione.

Presto e bene

Per questo motivo i frutticoltori sono sempre alla ricerca di sistemi di allevamento in grado di permettere una riduzione del numero di ore necessario per l’esecuzione di questa importante operazione, che però ha degli importanti risvolti sia sulla resa di produzione per ettaro, sulla pezzatura dei frutti e sulla costanza e regolarità della stessa nel tempo.

La riduzione dei tempi di potatura deve comunque permettere una buona e possibilmente massima resa di produzione per unità di superficie e l’ottenimento di frutti di qualità intendendo come tale il calibro, che ha una diretta influenza sul valore di commercializzazione del frutto, ma anche di colorazione e regolarità di maturazione. Caratteristiche che, influendo in modo sensibile su tempi di raccolta e sulle rese orarie degli addetti a questa operazione, finisce indirettamente con il contribuire ad una riduzione dei costi di produzione pur non venendo attribuita ai minori oneri di potatura. Uno dei fattori che può avere la maggiore rilevanza nella riduzione dei tempi di potatura è la forma di allevamento che fra le sue principali peculiarità oggi deve innanzitutto potere offrire quelle della semplicità di gestione e modesto numero di tagli da realizzare. Anche la riduzione dell’altezza della parete produttive, nel momento in cui non va ad incidere sensibilmente sulla resa produttiva per ettaro, ha una sua importante rilevanza nella riduzione dei costi visto che può arrivare a non rendere necessario l’utilizzo di carri semoventi, sia per la potatura che per la raccolta, semplificandone notevolmente le caratteristiche ed i costi di acquisto iniziali. Forme d’allevamento semplificate, semplici da realizzare e da gestire oltre che di taglia ridotta sono quindi in grado non solo di ridurre i tempi di potatura ma soprattutto di generare una serie di importanti sinergie che nel loro complesso possono portare, a seconda delle realtà e delle specie sulle quali saranno adottate, ad un contenimento dei costi di produzione. Particolarmente interessanti da questo punto di vista risultano i sistemi ad asse colonnare o doppio asse che, restringendo in modo rilevante lo spessore della parete vegetativa rispetto alle forme in volume, permettono anche di sperimentare il ricorso ad interventi meccanici se non altro di potatura verde o di diradamento.

La parete diventa asse

I vecchi sistemi di allevamento a parete, le classiche palmette hanno fatto la storia della nostra frutticoltura, avevano a suo tempo lasciato spazio alle forme in volume nei confronti delle quali esiste ancora un grande interesse che oggi però deve essere messo a confronto con sistemi ulteriormente semplificati e che sono in qualche modo riconducibili ai sistemi appiattiti cosiddetti ad “asse”.

L’Asse colonnare ed il Doppio asse sono due sistemi d’allevamento fra loro concettualmente molto simili e costituiti da un asse principale dal quale si sviluppano rami anticipati. La sostanziale differenza consiste nel numero di piante che si rendono necessarie in un ettaro visto che nell’asse colonnare ogni pianta forma un singolo asse rispetto ai due che vengono realizzati da una pianta a doppio asse. Nell’asse colonnare l’asse principale è perfettamente verticale mentre nel doppio asse i due assi che partono da un unico punto devono mantenere una posizione leggermente inclinata. Condizioni che ovviamente hanno anche una loro influenza sulla vigoria e sul portamento degli alberi da tener sempre ben presente in fase di potatura. Al di la delle forti differenze sui costi iniziali d’impianto gli aspetti più importanti da considerare in fase di scelta di un sistema rispetto ad un altro riguardano la fertilità del terreno e la vigoria che le piante potranno essere in grado di esprimere in ogni specifica realtà. La potatura, sia secca che estiva, da questo punto di vista avrà una straordinaria importanza nel mantenimento dell’equilibrio vegeto-produttivo delle piante nel tempo. Per entrambi i sistemi, ai fini di ottenere una immediata entrata in produzione, è necessario ricorrere a piante preformate in vivaio, generalmente di costo superiore ad astoni comuni, in termini che variano fra un 25 ed un 40%. AA livello di numero di piante per ettaro invece rivestono particolare importanza i sesti di impianto individuati che a parità di condizione e di specie variano solo lungo la fila e non nelle distanze fra le file. In genere nei sistemi ad asse colonnare si utilizza un numero di piante doppio rispetto al doppi asse che però talvolta viene ulteriormente infittito. Il sistema ad asse colonnare è sicuramente il più costoso ed il costo di ammortamento delle piante su questa forma d’allevamento può incidere anche per 600-700 euro in più rispetto a quello di altri sistemi.

Sistemi in cui si può credere

Entrambi i sistemi sono stati sperimentati in questi ultimi anni su varie realtà e su differenti specie frutticole. Oltre alla rapida costituzione di una parete produttiva completa in queste forme d’allevamento sono state particolarmente apprezzate la qualità della fruttificazione sia in termini di pezzatura che di colorazione oltre che di praticità di raccolta. Frutti in posizione estremamente vicino al fusto principale permettono di ottenere una buona pezzatura che risulta soprattutto molto omogenea e qualitativamente interessante. Cosa che si traduce in una minore percentuale di scarto ed in una migliore produttività nella raccolta oraria degli addetti. Sistemi semplici, bassi e fortemente illuminati favoriscono la migliore colorazione dei frutti nelle specie nella quali questa caratteristica è importante.

Formazione e gestione

Le forme d’allevamento ad asse non necessitano di forti interventi di formazione della pianta nei primi anni che tuttavia devono essere eseguiti rispettando la fisiologia degli alberi e favorendo l’emissione di rami anticipati che nel tempo andranno semplicemente sfoltiti. Su questi sistemi, a taglia ridotta, e ad elevata capacità produttiva, è fondamentale un buon impianto di sostegno ed una adeguata fertilizzazione. Una volta completata la formazione della parete produttiva la gestione dell’impianto risulta particolarmente semplice e la resa della manodopera in tutte le operazioni colturali, potatura, diradamento e raccolta in particolare, sarà notevolmente ridotta rispetto a quella necessaria su altre forme. Anche l’esecuzione dei trattamenti fitosanitari è certamente favorita dalla semplicità dell’architettura delle piante allevate a “asse” nelle quale la penetrazione dei prodotti è eccellente in tutte le fasi vegetative.

Una volta completato lo sviluppo della pianta nei primi anni d’impianto la potatura di produzione sarà limitata alla semplice alla eliminazione dei rami eccessivamente vigorosi avendo l’avvertenza di eseguire sempre un modesto numero di tagli. In genere non si rendono necessari interventi di piegatura. Anche la cima, che tende a caricarsi di produzione visto che nei sistemi ad asse la produzione tende a spostarsi verso l’alto, non richiede particolari interventi.

Potatura secca invernale – Queste forme molto appiattite, che presentano una estrema regolarità nel tipo di lignificazione lungo tutti i punti della parete, si presta in modo particolare anche all’esecuzione di una pre-potatura meccanica che pur essendo stata sperimentata in diverse realtà non offre interessanti vantaggi economici soprattutto in relazione ai tempi di lavoro manuale già di per se fortemente ridotti in rapporto all’effettivo risparmi di tempo che l’utilizzo di una potatrice al bruno potrebbe permettere.

Potatura meccanica estiva – Molto più interessante dal punto di vista della meccanizzazione è invece l’esecuzione della potatura verde su determinate specie e cultivar sulle quali può avere un importante effetto sul mantenimento dell’equilibrio vegetativo di queste forme. Oltre al controllo sulla vegetazione, che permette di mantenere la parete produttiva sufficientemente stretta, la potatura meccanica estiva, realizzabile in modo rapido e tempestivo, permette una migliore penetrazione della luce assicurando una migliore colorazione dei frutti. La potatura verde ha anche un fondamentale effettuo sulla differenziazione delle gemme a fiore per l’annata successiva.

Diradamento – Le forme ad asse si prestano in modo eccellente all’adozione di macchine per il diradamento meccanico che su questi sistemi diventa particolarmente preciso proprio in funzione del modesto spessore della parete e della omogeneità caratteristica dei rami produttivi. Per la geometria assunta dagli alberi ed il posizionamento delle fruttificazioni questi sistemi sono anche particolarmente adatti a migliorare le condizioni operative sia del diradamento chimico che manuale.

Foto di Claudio Corradi

 

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