Ponte Vecchio: con il robot foraggio sempre fresco

Un sistema completamente automatizzato per l’alimentazione dei bovini. È questa la scelta che ha fatto questo allevatore, conduttore di un allevamento da 300 bovine da lattea Vidor (Tv). «Un’innovazione semplice da gestire, flessibile e funzionale che migliora in modo significativo la gestione economica della stalla»

Ponte Vecchio

Sembravano ormai senza speranze i titolari dell’azienda Ponte Vecchio di Vidor di Treviso quando nel luglio 2012, dopo oltre 100 anni di attività vinicola e zootecnica, un fulmine ha semidistrutto la loro stalla (le vacche si sono salvate perché erano in alpeggio). Ma Italo (il papà), Stefano e Fabio (i figli) non si sono dati per vinti e hanno deciso di riprendere l’attività, con tutto ciò che questo comportava in termini di investimenti. In modo particolare, sono stati i figli Stefano e Fabio a decidere di proseguire e rilanciare.

Dopo la ricostruzione a fine 2014, all’interno della stalla, è entrato in funzione il Vector della Lely, un sistema completamente automatizzato per l’alimentazione dei bovini. Grazie al software della Lely, la nuova macchina si è poi coordinata con i 2 robot di mungitura Lely Astronaut, arrivati in azienda nel 2015, e la Lely Calm, allattatrice automatica dei vitelli. Nel 2016 è stato installato un nuovo impianto di ventilazione e raffrescamento.

24 ore su 24 7 giorni su 7

«Il Vector rappresenta un’innovazione assoluta – spiega Fabio Curto, veterinario trentaduenne -. È semplice da gestire, è di utilizzo flessibile e funzionale. Lavora tutto in bluetooth e le sue modalità di funzionamento possono essere impostate, controllate e modificate direttamente dal cellulare, attraverso una app, o dal computer aziendale».

Essendo completamente automatico, anche senza la presenza dell’operatore, lavora 24 ore su 24, 7 giorni su 7.

Il Vector, che a seconda del modello ha un costo d’acquisto variabile tra i 130 e i 150 mila euro, è composto da due macchine assolutamente integrate e dialoganti tra loro. La pinza che carica gli “ingredienti” della razione prelevati dalla “cucina” (che viene rifornita ogni 3 giorni) e la “ciotola” (del volume di 2,5 mc e alimentata a batterie) che li raccoglie, li pesa, comanda la pinza, taglia i foraggi grossolani e fibrosi, miscela gli ingredienti solidi e liquidi, distribuisce la razione al bisogno (anche 8-9 volte al giorno). Muovendosi nelle corsie spinge il foraggio nelle mangiatoie e ne controlla (a ogni passaggio, con i suoi sensori) la disponibilità per le bovine. Durante il percorso in stalla (e fuori in seguito alla predisposizione, a terra, del “binario” metallico di guida) può distribuire anche 7-8 razioni diverse (per vacche in lattazione o gravide, manze, tori…), come nel caso dell’azienda Ponte Vecchio. Nella fase di riempimento o di “riposo”, la ciotola ricarica le batterie collegandosi autonomamente alla presa elettrica.

I vari passaggi silenziosi del Vector non disturbano le bovine e consentono di distribuire, senza sprechi, un foraggio sempre fresco, migliorando la gestione economica della stalla, il benessere animale e la produzione di latte.

Il collare che caratterizza e controlla le prestazioni di ogni singola bovina, tra l’altro, trasmette informazioni molto importanti su tutta l’attività che la vacca svolge giornalmente, compresi i suoi movimenti (in sostituzione al podometro), la ruminazione, i calori. Il programma dà anche indicazioni sullo stato di salute di ogni singolo capezzolo (ancora più precisa rispetto a quelle sul singolo quarto) analizzando, tra l’altro, la conducibilità e le cellule. In questo modo, si conosce in tempo reale lo stato delle eventuali infiammazioni in atto, che possono generare mastiti, e intervenire in via preventiva.

«Inoltre – aggiunge Fabio – il Vector rende non più necessaria la trattrice (con relativo gasolio) per la distribuzione del foraggio o il carro unifeed e l’impegno per le relative manutenzioni è assai ridotto. Si risparmia pure sulla manodopera: per la nostra mandria di 300 capi, prima dedicavamo 3 ore di lavoro al giorno per l’alimentazione; ora bastano 30 minuti». Complessivamente, spiega ancora Fabio, ora l’azienda gestisce il 25% di capi in più rispetto a prima dell’introduzione dei robot, con la metà del tempo di lavoro dedicato.

La razione

In seguito all’ingresso in azienda del Vector, la razione alimentare delle bovine dell’azienda Ponte Vecchio ha subito alcune variazioni al fine di rendere ancora più efficiente la miscelazione degli ingredienti e la distribuzione. Perciò, si è passati da una ricetta a base di: silomais, insilato di sorgo, fieno di prato stabile e di medica, erbaio fasciato, farina di mais e di soia (e colza), polpa di barbabietola, melasso e integratori vitaminici a quella attuale con: 15 kg di frumento e sorgo zuccherino (fasciato); 6 kg di farina di mais; 5 kg di foraggio da medicaio vecchio; 2 kg di farina di soia; 1,5 kg di farina di girasole; 1 kg di fieno di medica; 1 kg di buccette di soia e un po’ di integratori. Ci si sta orientando verso la conservazione in balloni (con fieni ed erbai già pretagliati in fase di raccolta), rispetto all’insilato.

Altri aspetti dell’allevamento

Dei 300 capi in stalla, 120 sono le vacche in mungitura, per l’85% di razza Bruna Alpina di alta genealogia (il restante 15% sono Frisone Italiane). La stabulazione è libera, con cuccette (alcune con materassino di gomma e altre con sola paglia). La rimonta è completamente interna (con una media di 4 parti per vacca) e la fecondazione è esclusivamente artificiale scegliendo il seme selezionato per far nascere animali più longevi, più funzionali e con una buona qualità del latte. Si pratica l’embryo transfer e anche i maschi si ingrassano in azienda.

Nei mesi estivi (giugno – settembre), buona parte degli animali viene portata in alpeggio, nella malga Mariech del monte Cesen (1.200 m.s.l.m.).

 

LA SCHEDA AZIENDALE

Denominazione: Azienda agricola Ponte Vecchio.

Titolari: famiglia Italo Curto.

Località: via Monte Grappa 53, Vidor (Treviso).

Bovini allevamento: 300.

Bovini in lattazione: 120.

Razze allevate: Bruna Alpina (85%); Frisona Italiana (15%).

Ettari coltivati: 30 a Vidor, 120 in alpeggio, a Pianezze di Valdobbiadene (Treviso);

Produzione latte: 31 l/capo/giorno.

Qualità del latte: 4,3% di grasso; 3,75% di proteine; 120mila cellule.

Produzione di energia: sulla stalla è stato installato un impianto fotovoltaico da 90 kWh che contribuisce per il 60% delle necessità energetiche aziendali.

 

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