L’innovazione varietale delle pesche piatte paga

Un esempio di come si sta sul mercato

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La più classica delle risposte alle crisi commerciali dei singoli prodotti ortofrutticoli consiste nell’innovazione di prodotto. Fanno forse eccezione le pesche e le nettarine, per le quali è capitato che l’innovazione varietale sia risultata fin troppo ampia e anarchica, sino a diventare addirittura disorientante e controproducente, come ha scritto sull’ultimo numero della Rivista di Frutticoltura dell’Edagricole l’esperto Carlo Fideghelli, già direttore dell’Istituto sperimentale per la frutticoltura di Roma.

Ma quando queste risposte sono solide, chiare e ben definite, come è avvenuto nel caso delle pesche piatte di cui ora discuteremo, allora possono risultare vincenti. Anzi, possono costituire un esempio per i produttori di altre referenze frutticole e orticole su come si può affrontare il mercato.

E non può dirsi un caso se l’ultimo approfondimento sulle pesche piatte è stato proposto a coltivatori e tecnici proprio dal centro ricerche Crea-Fru di Roma, oggi diretto da Davide Neri, il centro ricerche che ha ricevuto il testimone dall’Istituto sperimentale per la frutticoltura.

Infatti, come abbiamo già visto anche sul numero 19.2016 di Terra e Vita, questo centro è particolarmente sensibile al momento della divulgazione. L’iniziativa cui stiamo alludendo è stata una giornata tecnica, organizzata appunto dal Crea-Fru presso la propria sede, che ha visto la presenza di circa 200 visitatori, tra frutticoltori e tecnici.

Una giornata tecnica con mostre pomologiche, visite ai frutteti sperimentali, colloqui coltivatori-ricercatori. Ma soprattutto arricchita da un convegno particolarmente incisivo, dedicato a una delle idee di punta in ambito peschicolo, appunto l’idea di proporre al mercato nuovi tipi di prodotto come le pesche piatte (o platicarpe).

Perché sono vincenti

Il convegno del Crea di Roma ha in sintesi sottolineato come le pesche piatte negli ultimi anni siano riuscite ad attirare su di sé le attenzioni di produttori e commercianti di frutta perché hanno dimostrato di essere vincenti sul mercato. Lo ha dimostrato per esempio l’esperienza spagnola, di cui ha parlato al convegno il ricercatore Ignasi Iglesias, dell’istituto di ricerca Irta, in Catalogna: in Spagna c’è stato un boom produttivo negli ultimi anni, ma ne parliamo nel box pubblicato fra due pagine.

Leggi l’articolo completo su Terra e Vita 36/2016 L’Edicola di Terra e Vita

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