Innovazione. Nuove tecnologie al servizio dell’allevamento

Sviluppo, sostenibilità, automazione, zootecnia di precisione secondo l’ultimo congresso del Mastitis Council Italia

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Si sente sempre più spesso parlare delle caratteristiche che dovrà avere l’allevamento dei bovini da latte nei prossimi anni, e di come le nuove tecnologie siano già oggi in grado di essere investimenti che costituiscono un valido aiuto per l’allevatore, riuscendo a ridurre i costi, l’impiego di manodopera e migliorando la salute e il benessere degli animali.

Per approfondire queste tematiche, durante l’ultimo congresso del Mastitis Council Italia, che si è tenuto a Reggio Emilia, sono state prese in esame diverse soluzioni già disponibili sul mercato. Giorgio Tavasanis di Interpuls ha affrontato il ruolo dell’allevamento di precisione, mentre Freek van Essen della Lely ha evidenziato come l’innovazione in chiave sostenibile sia necessaria per rispondere con successo alle richieste sempre crescenti del mercato.

Risparmio di energia

L’innovazione infatti, ha detto van Essen, dovrà permettere uno sviluppo sostenibile, vale a dire uno sviluppo che risponde ai bisogni del presente senza compromettere la capacità delle generazioni future di soddisfare le proprie esigenze. Va infatti considerato che la popolazione umana è in costante espansione e all’agricoltura spetta il compito di nutrirla, riducendo però il consumo d’acqua e la produzione di inquinanti. Dovrà quindi essere più ecocompatibile di quanto non lo sia oggi, producendo di più e inquinando di meno.

Una delle possibili soluzioni, ha sottolineato il tecnico Lely, è che le aziende smettano di essere consumatrici di energia per diventarne produttrici, utilizzando ad esempio il biogas.

Un’altra soluzione è il risparmio energetico che si può ottenere producendo macchinari che consumino meno energia, ad esempio sistemi di alimentazione automatica che risparmino combustibile utilizzando energia solare o eolica, alimentando le vacche in funzione delle loro esigenze specifiche e riducendo così la produzione di metano.

Un’altra strategia prevede l’allungamento della vita media dei bovini, perché è stato osservato che se l’età aumenta diminuisce la CO2 prodotta per litro di latte e aumenta il guadagno per l’allevatore. È stato inoltre osservato che le manze a più alta sopravvivenza sono quelle allevate nel modo più corretto: crescono rapidamente nei primi 9 mesi, partoriscono prima delle altre, a 23 mesi, e producono più latte.

Questi dati, ha sottolineato Van Essen, dimostrano come sia fondamentale una corretta gestione dell’allevamento per avere vacche più produttive, più sane e più longeve. Tutto questo è possibile rispettando le cosiddette “sei libertà del pascolo” da cui dipende la salute della vacca: cibo, acqua, luce, aria, riposo, spazio. Le bovine infatti sono fatte per stare fuori al pascolo, bevendo, mangiando e riposando quando vogliono. Se queste sei libertà vengono introdotte in allevamento, migliorano il benessere, la salute, la longevità degli animali e aumentano l’efficienza dell’allevamento e la produzione.

L’utilizzo delle nuove tecnologie è funzionale a questo scopo quando permette di migliorare lo stato sanitario dei bovini. Ad esempio, il robot di mungitura fornisce all’allevatore numerosi parametri per capo al giorno, tra cui produzione di latte, contenuto in grasso e proteine, conta cellulare, peso dell’animale e ingestione dell’alimento. Con una misurazione continua del livello di cellule somatiche si può individuare precocemente il problema e intervenire per tempo, migliorando la qualità del latte, riducendo l’uso di antibiotici e quindi prevenendo i casi gravi di mastite.

In allevamento è importante riuscire a contenere lo spreco di acqua ed energia, riducendo anche l’emissione di gas serra (figure 1 e 2). È quindi importante avere tecnologie pensate non solo per aumentare l’efficienza dell’allevamento ma anche per ridurre l’impatto ambientale.

Vanno in questa direzione i sistemi di foraggiamento automatici, macchinari a risparmio di energia che riescono a ridurre sensibilmente la produzione di metano grazie ad un’alimentazione di precisione. Sono disponibili sistemi di alimentazione anche per i vitelli, che permettono all’animale di manifestare il suo comportamento naturale e alimentarsi in tutto l’arco della giornata, con porzioni piccole e bilanciate che favoriscono lo sviluppo dell’apparato digerente e il benessere.

Anche gli asportatori mobili di deiezioni permettono di migliorare il benessere dei bovini, la loro salute e l’efficienza dell’allevamento, con un minore spreco di acqua ed energia. L’obiettivo in questo caso è l’eliminazione di umidità e letame dai grigliati della stalla, per consentire agli animali di camminare su una superficie pulita e asciutta. Un ambiente sporco infatti favorisce la diffusione delle malattie, aumenta le problematiche degli unghioni, l’imbrattamento della mammella e i casi di mastite. Le vacche con problemi agli unghioni hanno problemi a camminare, mangiano di meno, producono meno latte e non vengono facilmente identificate quando vanno in calore.

Una macchina in grado di muoversi da sola in stalla, nel rispetto degli animali, ha concluso van Essen, offre il vantaggio di non dover movimentare i bovini per la pulizia, è in funzione tutto il giorno e può essere programmata dall’allevatore per pulire in modo approfondito le zone più utilizzate.

Controllo a distanza

Sono personalizzabili in funzione delle esigenze dell’allevatore anche i sistemi per il controllo della mandria a distanza, che costituiscono una risorsa dell’allevamento di precisione, come ha sottolineato Tavasanis.

I sensori costituiscono una tecnologia per la gestione dei bovini in tempo reale, e sono costituiti da pedometri e collari, utilizzabili sia per le vacche in stalla sia per quelle libere di muoversi all’esterno.

I sensori rilevano ogni movimento, se l’animale è sdraiato o cammina. I pedometri collocati sui piedi sono utili per segnalare i casi di zoppia, mentre quello applicato al collo registra i tempi di alimentazione, quindi ogni azienda può scegliere il tipo di sensore più adatto alle sue esigenze. Questo sistema è utile anche per dividere gli animali in gruppi con un cancello separatore che li smista automaticamente.

Quando la vacca è in calore il sistema invia un’e-mail alle persone indicate dall’allevatore, ad esempio al veterinario, all’allevatore stesso e al responsabile dell’inseminazione. Il supporto tecnologico è presente anche in sala parto, dove si fissa un sensore sulla coda per identificare il momento del parto. In questo caso, quando il parto può essere imminente, il sistema avverte con una telefonata l’allevatore che può anche vedere in diretta l’animale grazie ad una telecamera.

L’utilizzo dei sensori per l’individuazione del calore è stato pensato anche per accorciare l’intervallo parto-concepimento, che in Italia è in media di 178 giorni, con l’obiettivo di portarlo a 80-100 giorni. Tavasanis ha sottolineato che è stato calcolato che dopo i 100 giorni c’è un costo per singola vacca di 5 euro al giorno, derivanti dal mancato guadagno e da problematiche varie, compresa la rimonta. Significa quindi che l’allevatore italiano perde in media 380 euro per vacca, che in un allevamento da 100 animali diventano 38mila euro solo per i problemi legati al mancato concepimento.

Le nuove tecnologie al servizio dell’allevamento sono dunque uno strumento in più per l’allevatore, e sono utili per ridurre i costi e gli sprechi attuali in un’ottica di maggiore efficienza dell’allevamento e maggiore sostenibilità.

*L’autore è del Dipartimento di Scienze Veterinarie e Sanità Pubblica (Divet) – Università degli studi di Milano

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