Produttività e sostenibilità. Lo strano binomio del futuro

SCENARI

Entrambi gli obiettivi sono necessari per il benessere futuro dell’umanità.


Angelo Frascarelli, Terra e Vita
sostenibilità

L’agricoltore è spesso confuso da tante informazioni – a volte contraddittorie – sul futuro dell’agricoltura mondiale ed europea.

Da una parte, si pone l’enfasi sull’aumento della domanda mondiale e sulla necessità di aumentare la produzione agricola. Dall’altra, si constata una proliferazione normativa sulla sostenibilità ambientale che accresce i vincoli e le prescrizioni all’attività agricola: dalla Direttiva Nitrati alle zone SIC e ZPS, dalle norme sulla condizionalità alla recente Direttiva sull’uso sostenibile dei fitofarmaci.

In altre parole, da una parte, si prospetta la necessità di una maggiore produttività e, dall’altra, di una maggiore sostenibilità.

Tante domande e tante contraddizioni

Produttività e sostenibilità sono due obiettivi in contraddizione?

L’agricoltore afferma giustamente: come aumentare la produttività agricola se i vincoli sono sempre più stringenti e penalizzanti?

Come aumentare la produzione di mais se l’irrigazione è una pratica sempre più soggetta a limitazioni?

Come aumentare la produzione di ortaggi se alcune molecole di agrofarmaci molto efficaci, non si possono più utilizzare?

Come aumentare la produzione zootecnica con le attuali norme sullo smaltimento dei reflui?

Come mantenere la produzione agricola nelle zone a parco, se le specie selvatiche protette (in particolare i cinghiali) producono danni rilevanti?

Anche sul fronte della Pac, si constata la stessa contraddizione: da una parte l’obiettivo della competitività, dall’altro lo spostamento dei pagamenti diretti verso la remunerazione dei beni pubblici, senza tener conto in nessun modo della produzione. Il pagamento ecologico, il cosiddetto greening, è la dimostrazione di questa tendenza.

Ma allora dove si sta orientando l’agricoltura?

La risposta è chiara: produttività e sostenibilità sono due obiettivi inscindibili con cui ogni agricoltore dovrà confrontarsi nel futuro; entrambi gli obiettivi sono necessari per il benessere futuro dell’umanità (vedi box).

Crescita demografica e crescita economica

Secondo le stime della Fao, la popolazione continuerà ad aumentare fino al 2050. Gli scenari ipotizzati dalla Fao sono tre (tab. 1), differenziati in base agli aumenti del tasso di fertilità (n. di figli per donna).

Lo scenario centrale prevede una crescita annuale della popolazione mondiale di 59 milioni, ovvero dello 0,8%, che porterà ad una popolazione superiore a 9 miliardi di persone nel 2050.

L’aumento della popolazione interesserà prevalentemente l’Africa (in 15 Paesi africani la popolazione triplicherà), il Pakistan e alcuni Paesi del Medio Oriente e dell’America Centrale, dove la popolazione raddoppierà, e il Sud-est asiatico (Cina +20% e India +50%). All’opposto, si stimano diminuzioni della popolazione in Europa, in Giappone e a Cuba.

Secondo la maggior parte degli analisti, l’economia mondiale continuerà a crescere notevolmente fino al 2050. In particolare la crescita riguarderà sette grandi Paesi in transizione (Cina, India, Brasile, Russia, Indonesia, Messico e Turchia) che realizzeranno insieme, in relazione al potere d’acquisto della popolazione, un Pil superiore del 75% a quello degli Stati del G7.

L’aumento della popolazione e del Pil procapite generano un incremento dei consumi alimentari e anche un cambiamento dei comportamenti alimentari. Le previsioni della Fao sugli sviluppi della domanda di generi alimentari sono impressionanti:

– la domanda globale mondiale espressa in calorie aumenterà del 70%;

– il consumo procapite della popolazione resterà relativamente stabile nei Paesi industrializzati, negli altri Paesi è previsto un forte aumento della domanda di prodotti di origine animale (carne, formaggi, uova).

L’agricoltura sarà capace di soddisfare questa impressionante richiesta di derrate alimentari? Negli ultimi decenni si è registrato un significativo incremento della produttività dell’agricoltura, ma negli ultimi anni questa tendenza ha segnato un rallentamento nei paesi sviluppati. Tuttavia, fino ad oggi, l’aumento della domanda è stato soddisfatto da un aumento della produzione (Fig. 1). Ma nel futuro, dovrà aumentare la produttività, se si vuole rispondere alle nuove richieste di derrate alimentari.

La sostenibilità

Il risultato dell’aumento della domanda alimentare sarà un’enorme pressione sulle risorse naturali che si riverserà sulla produzione agricola (suolo, acqua, aria e biodiversità).

Già oggi, il modello attuale di agricoltura è insostenibile (v. box): diminuisce la sostanza organica dei terreni, aumenta l’erosione, diminuisce la biodiversità.

In questi ultimi anni l’agricoltura ha compiuto notevoli sforzi nel conciliare la produzione con l’esigenza di gestire in modo sostenibile le risorse naturali e di salvaguardare l’ambiente; questi sforzi rischiano di essere compromessi dal previsto incremento della produzione agricola a fronte dall’aumento della domanda mondiale.

Se le aziende agricole seguiranno il modello di sviluppo attuale, le conseguenze ambientali saranno particolarmente gravi per gli habitat e la biodiversità esistenti, come pure per la funzionalità dei suoli e per le risorse idriche.

Una produzione competitiva e sostenibile

La produttività e la sostenibilità devono riguardare tutta la catena agroalimentare. A che serve aumentare la produzione se permangono gli attuali sprechi lungo la filiera?

La Commissione europea è particolarmente attiva in questa direzione: una produzione sostenibile deve comprendere anche la sostituzione dei fattori di produzione e del prodotto con l’uso intelligente e il riciclaggio della biomassa e la bioraffinazione, senza dimenticare la riduzione delle perdite successive alla raccolta.

La sostenibilità deve coinvolgere anche il consumatore. Modificando i modelli di consumo, i consumatori possono attenuare la spinta all’incremento della produzione primaria

Si tratta di una sfida per l’intera catena di approvvigionamento, dalla produzione primaria fino al consumatore. Da questo punto di vista occorre puntare sull’istruzione e sulla formazione che offrono potenzialità enormi per migliorare l’alimentazione, per l’adozione di stili di vita sani e la riduzione degli sprechi alimentari.

Redditività, ricerca e innovazione

È necessario un cambiamento di rotta in direzione di una crescita diversa, per dar vita a una produzione di cibo, mangimi, fibre, biomassa e biomateriali, secondo condizioni di competitività e sostenibilità.

Per accrescere la produttività e la competitività dell’agricoltura è necessario innanzitutto un uso più efficiente delle risorse, per riuscire a produrre con meno acqua, meno energia, meno fertilizzanti (soprattutto fosforo e azoto) e meno pesticidi.

Come fare? La ricetta è: redditività, ricerca e innovazione.

Per garantire una maggiore produttività, occorre una maggiore redditività. Secondo gli analisti, i prezzi dovrebbero aumentare in modo rilevante nei prossimi anni, per effetto del divario fra offerta e domanda alimentare.

È finita l’era del cibo abbondante a basso costo.

Questo non vuol dire che i prezzi saranno sempre alti, ma si verificherà una forte volatilità. Ad esempio il 2012 dovrebbe essere un anno di prezzi dei cereali relativamente più bassi rispetto al 2011, ma la tendenza di lungo periodo è verso un aumento dei prezzi per tutte le commodity.

La redditività è fondamentale, senza di essa le aziende agricole non potranno aumentare la produttività né perseguire la sostenibilità ecologica.

L’incremento della produzione agricola e della sua sostenibilità sarà realizzabile solo con un ingente sforzo di ricerca e innovazione a tutti i livelli (tab. 2), che dovranno essere trasferite agli agricoltori.

Infatti, i risultati della ricerca scientifica si traducono con difficoltà in pratiche agricole innovative. Le nuove metodologie impiegano troppo tempo per arrivare sul terreno e i bisogni pratici degli agricoltori non sono comunicati in modo sufficientemente efficace alla comunità scientifica: ne consegue che l’applicazione pratica di innovazioni importanti non avviene su scala sufficientemente ampia e settori di ricerca promettenti non sempre ricevono l’attenzione che meriterebbero.

Per la ricerca pubblica e privata si apre una sfida altrettanto affascinante: innovazioni per aumentare la produttività con minori input. Innovazioni che devono essere prontamente trasferite agli agricoltori.

L’agricoltore, da parte sua, dovrà imparare ad aumentare la produzione, con una maggiore sostenibilità. Quindi i vincoli ambientali saranno destinati ad aumentare nei prossimi anni.

Produttività e sostenibilità saranno le parole chiave per l’agricoltura del futuro.

Pubblica un commento