Melotto, il kaki innovativo e redditizio

Arriva dalla Basilicata l’innovazione che promette di rivoluzionare la coltivazione dei kaki in Italia, offrendo un prodotto in grado di soddisfare le attuali richieste del mercato e remunerativo per gli agricoltori

Melotto

Diecimila euro di produzione lorda vendibile a ettaro a fronte di quattromila euro di costi di gestione, compreso l’ammortamento per la realizzazione dell’impianto. Questi i numeri promessi dal progetto Melotto, un circuito interattivo che ha lo scopo di promuovere e rilanciare la diospiricoltura in Italia rendendola moderna e competitiva, per riportarla ai fasti del dopoguerra, quando la superficie coltivata a kaki era di 15mila ettari, contro gli attuali poco più di duemila. Ideato dall’agronomo Vito Vitelli, general manager del consorzio vivaisti lucani (Covil) e consulente tecnico di aziende agricole in Italia e all’estero, Melotto parte dalla messa a dimora di piante della varietà Rojo Brillante, cultivar di origine spagnola caratterizzata da frutti attraenti, di colore aranciato intenso e uniforme, con polpa soda e croccante, molto gustosi, privi di seme e con una shelf life di oltre 15 giorni. Tecnici specializzati seguono tutte le fasi della produzione, poi il raccolto viene inviato in appositi centri per la detannizzazione, quindi i kaki sono commercializzati con un bollino e un packaging che li caratterizzano.

Melotto

Vito Vitelli

Il network
Melotto è un network di aziende che producono kaki secondo un protocollo e seguendo tecniche compatibili con la buona pratica agricola, dal campo fino alla lavorazione e al confezionamento, al fine di mettere in commercio un prodotto standard, di alta qualità, pensato per soddisfare i gusti dei consumatori di oggi, sempre più attenti agli aspetti salutistici e ambientali.
Per entrare nel network Melotto, occorre disporre di un diospireto, o realizzarlo, e sottoscrivere una tessera di adesione della durata di un anno, rinnovabile, che nei dodici mesi dà diritto a cinque incontri con l’esperto agronomo e assistenza continuativa on line tramite la piattaforma web dedicata. «Oggi il network Melotto conta una cinquantina di imprese fra Lazio, Campania, Puglia, Calabria, Basilicata, Sicilia e Sardegna – precisa Vitelli – per un totale di circa 200 ettari destinati alla produzione di kaki».

MelottoLa tecnica
Un imprenditore agricolo che voglia realizzare un diospireto deve prevedere una superficie minima di due ettari e attendere tre anni perché le piante entrino in produzione. «Ricorrendo a specifiche tecniche colturali, il frutto si mantiene sulla pianta per circa due mesi – spiega Vitelli – il prodotto potrebbe essere conservato per altri 40 giorni in celle frigorifere, monitorando costantemente le temperature, (intorno a +2 oC), e la concentrazione di etilene. La stagione commerciale è quindi piuttosto ampia e potrebbe andare da ottobre a febbraio».
La gestione della chioma è tra gli aspetti tecnici di maggiore rilevanza per il kaki Melotto, perché in grado di influenzare sensibilmente la qualità delle produzioni e le rese dei diospireti. Melotto mette a disposizione dei frutticoltori una squadra di tecnici specializzati che attraverso visite in campo e avvalendosi dei moderni strumenti interattivi di comunicazione (mail, whatsapp, ecc…), affiancano gli operatori nelle diverse fasi della produzione, dalla scelta del materiale vivaistico, alla messa a dimora delle piante, alla conduzione degli impianti, con particolare riguardo alla gestione della chioma, alla nutrizione e alla difesa dagli organismi nocivi come la mosca mediterranea della frutta e la mosca bianca fioccosa.

MelottoIl post raccolta
Una volta raccolti, i frutti devono subire il trattamento detanninizzante in centri specializzati. Melotto si avvale del processo Loto Sweet, messo appunto dell’azienda Saim di Fondi (Latina), specializzata nel post raccolta e consiste nel trattare i frutti in ambiente saturo di anidride carbonica. L’operazione viene realizzata in una cella dotata di particolari apparecchiature che garantiscono l’assoluto successo della detannizazione. L’azienda di Latina garantisce un servizio di 24 ore a ciclo continuo, durante tutto l’anno e su tutto il territorio nazionale.
«È il secondo livello del network – racconta l’agronomo lucano – quello della lavorazione e del confezionamento. Le aziende non sono obbligate a conferire ma possono scegliere di farlo affidandosi alla nostra rete che ha due strutture accreditate per la lavorazione dei kaki. Una è in provincia di Agrigento (Azienda Baldacchino), l’altra in provincia di Roma (Terresabine), ma stiamo pensando di implementare questo servizio con altre strutture in Basilicata e Calabria».
I loti coltivati e processati secondo i protocolli di Melotto possono fregiarsi di un bollino di qualità e sono confezionati in una cassetta in cartone griffata. La distribuzione dei kaki a marchio Melotto è ancora in fase di sviluppo. Quest’anno si concentra nei punti vendita Conad di Roma, di Unicoop Firenze in Toscana e nei mercati generali di Palermo. Per quanto riguarda il marketing sono state ingaggiate le “melottine”, hostess che nei reparti ortofrutta dei punti vendita, hanno raccontato ai clienti la qualità e i benefici del consumo del kaki.

MelottoI conti tornano
Negli ultimi anni la frutticoltura italiana sta facendo i conti con redditività in calo se non addirittura con campagne che chiudono avendo coperto a malapena i costi di gestione. Le cause sono molteplici e non di facile e rapida soluzione. È ancora una volta l’innovazione a offrire agli imprenditori agricoli una strada alternativa, un’opportunità per convertire del tutto o in parte le produzioni sovrabbondanti, obsolete, o non più redditizie, come ad esempio le albicocche.
«Quest’anno i prezzi del kaki Melotto sono oscillati da 1,20 a 1,80 euro al kg, in base alla qualità e al periodo – precisa Vitelli – ai frutticoltori è riconosciuto un prezzo minimo di 40 centesimi al chilo, ma si può arrivare anche a 50». La resa per ettaro è di circa 30 tonnellate e garantisce una Plv di diecimila euro a cui bisogna sottrarne quattromila di costi di gestione comprensivi di ammortamento per la realizzazione del diospireto. Leggi qui le testimonianze degli imprenditori agricoli che hanno impiantato un diospireto.

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