Mais, semine precoci senza stress: ecco come fare

Anticipare di qualche settimana la posa del seme porta notevoli vantaggi ma anche qualche rischio, come quello di ritorni di freddo. Ecco le soluzioni ideali per supportare le colture nella fase più delicata dello sviluppo

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Le semine precoci del mais sono una pratica agricola sempre più diffusa, sia per evitare periodi eccessivamente piovosi che pregiudicherebbero la possibilità di entrare in campo, sia per la disponibilità di ibridi con caratteristiche adatte all’anticipo della posa del seme, sia, soprattutto, per scongiurare la fioritura in periodi troppo caldi e ridurre il rischio di sviluppare micotossine o attacchi di diabrotica. Inoltre, un interramento tempestivo del seme garantisce fioritura e allegagione in epoche ottimali, l’anticipo della formazione della granella, una minore sensibilità delle piante alla piralide, una maturazione completa che permette raccolte anticipate e la conseguente possibilità di eseguire prima l’aratura autunnale e, per ultimo ma non ultimo, una maggior produzione. Ma la semina anticipata, eseguita tra fine febbraio e fine marzo, può esporre le piantine di mais allo stress delle basse temperature notturne (in alcune zone anche a gelate), che può compromettere il processo di crescita e ridurre la quantità e la qualità del raccolto. Vediamo alcune soluzioni per superare questo inconveniente.

Perché anticipare la posa del seme
«La semina anticipata è la condizione necessaria per avere una fioritura anticipata e questa a sua volta è la chiave per avere una produzione elevata e sana – spiega Amedeo Reyneri, docente Agronomia e Coltivazioni Erbacee alla facoltà di Agraria dell’Università di Torino – e le rese elevate sono legate alla capacità della pianta di intercettare una radiazione più forte che si ha alla fine di giugno, quindi se la fioritura corrisponde al solstizio d’estate siamo nella condizione migliore per avere un raccolto ottimale».
Dal punto di vista sanitario, anticipando la fioritura si ritarda lo stadio in cui si verifica l’attacco della seconda generazione di piralide e conseguentemente il danneggiamento del chicco è ridotto, quindi le micotossine sono contenute.

BiolchimGli inconvenienti che si possono verificare
Tanti i vantaggi della semina precoce del mais, infatti è una pratica sempre più diffusa tra gli agricoltori, ma si può andare incontro anche ad alcuni problemi: «Il mais resta una pianta tropicale – sottolinea Reyneri – quindi ha bisogno di determinate caratteristiche climatiche per svilupparsi al meglio. In genere, seminare prima del 15 marzo non porta grandi vantaggi, mentre la finestra che va dalla seconda metà di marzo alla prima decade di aprile è quella ideale per l’anticipo. Quest’anno marzo è stato molto caldo, soprattutto nella prima decade, quindi molti agricoltori hanno seminato: credo che la decisione sia stata corretta, ma bisogna sempre fare attenzione ai ritorni di freddo, soprattutto nelle zone collinari».
Se dovesse verificarsi una gelata tardiva, possibile di norma fino alla metà di aprile, il mais sopporta temperature di -3/4 °C, non più basse. Queste condizioni non sono invece sopportabili per la soia.

Le soluzioni contro freddo e trattamenti
«Per proteggere al meglio le piantine di mais dalle basse temperature il miglior trattamento è una concimazione localizzata alla semina con concimi fosfoazotati, meglio ancora con dotazione di microelementi – afferma Reyneri – perché sono in grado di sostenere la crescita della pianta a basse temperature e dargli maggior vigore. Ma una valida soluzione sono anche i prodotti antistress – precisa il docente – perché contribuiscono con una nutrizione più facile da assorbire per un impianto radicale che abbia subito danni da freddo».
Uno di questi è Fylloton di Biolchim, prodotto di origine vegetale che migliora la ripresa delle piante che hanno subito affaticamenti da freddo ed evita gli arresti di crescita provocati dalla somministrazione di agrofarmaci.
Fylloton è un composto a base di amminoacidi di origine vegetale ottenuti per idrolisi enzimatica e di un estratto dell’alga bruna Ascophyllum nodosum. Gli amminoacidi liberi sono presenti nella forma levogira, più attiva e disponibile all’interno della pianta. Quello realizzato dall’azienda emiliana è il formulato con la più elevata concentrazione di triptofano (precursore dell’acido indolacetico, necessario per la sintesi delle auxine naturali delle piante) che contribuisce a stimolare il naturale sviluppo vegetativo. Oltre ad aumentare la resistenza agli stress abiotici, Fylloton favorisce la distensione fogliare, l’allungamento dei germogli e degli scapi fiorali, incrementa la produttività delle piante, favorisce la penetrazione dei principi attivi e ne potenzia l’azione, contribuendo ad aumentare la redditività delle aziende agricole.
Grazie alla sua composizione e alla flessibilità di utilizzo, Fylloton rappresenta una soluzione ottimale per ottenere le massime performance qualitative e quantitative delle colture anche in condizioni climatiche avverse. Ecco un esempio di impiego su mais varietà Pjoneer 1758 in Emilia-Romagna nell’annata 2016:

Biolchim

Modalità e dosi d’impiego
Semplice e sicuro da utilizzare, Fylloton è disponibile in confezioni da 1, 5 e 20 litri. Si applica sulle foglie nelle colture arboree: dalla ripresa vegetativa alla raccolta si consiglia di eseguire 5-6 interventi, associato ad altri fertilizzanti o agrofarmaci specifici per le varie fasi fenologiche, alla dose di 1,5-2 litri per ettaro. Sulle colture orticole: dal trapianto fino alla raccolta, eseguire 5-6 interventi, alla dose di 1-1,5 litri per ettaro. Sulle colture floricole: durante tutto il ciclo, alla dose di 1-1,5 litri per ettaro. Sul grano: per l’incremento produttivo e qualitativo (tenore proteico) dalla levata fino a post fioritura, alla dose di 2,5 litri per ettaro. Il dosaggio è riferito a circa mille litri d’acqua per ettaro.
Nella fertirrigazione Fylloton si può impiegare da solo o associato ad altri prodotti alla dose di 8-12 litri per ettaro. Qui sono disponibili tutti i dettagli sul prodotto e sulle modalità d’impiego.

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