Mais, rese aumentate variando la concimazione

In provincia di Mantova c’è un agricoltore sempre alla ricerca di soluzioni nuove per aumentare le rese del mais. Le sue sperimentazioni riguardano in particolare semina, concimazione e irrigazione. Proprio sul nutrimento del terreno si sono concentrate le prove fatte nella campagna appena conclusa. Scopriamo nel dettaglio di cosa si tratta

mais

Variare quantità, numero e periodo delle concimazioni per aumentare le rese del mais. Questa l’ultima trovata di Luciano Lanza, agricoltore innovatore di Roverbella, in provincia di Mantova, dove gestisce un’azienda di 60 ettari, la metà coltivati a mais. Da molti anni Lanza sperimenta nuove tecniche di coltivazione e usa strumenti di ultima generazione (tra cui drone e trebbia satellitare) per aumentare i volumi di granella secca prodotti, con risultati spesso incredibili. Oltre alla concimazione, il titolare di Corte Virginia cura molto la semina e l’irrigazione, anche se si dice deluso dalla nuova Pac. Ma andiamo con ordine.

La concimazione si fa in tre
Fosforo, potassio e azoto a rateo variabile. «Fino all’anno scorso facevamo due trattamenti – esordisce il vincitore del premio Agrofarma 2013 per l’agricoltura innovativa – con quantità così distribuite: un terzo alla semina e due terzi a 45 giorni dalla semina, al momento della sarchiatura. Quest’anno ho provato a fare tre passaggi con due modulazioni diverse. La prima con 30% di prodotto alla semina, 10% in post emergenza e 60% in contemporanea alla sarchiatura, la seconda con 30-60-10%». Corte Virginia utilizza uno spandiconcime Exacta CL con terminale Isomatch Tellus di Kverneland, dotato del sistema di geo-referenziazione e di un apposito software per il dosaggio variabile.
Con questa trovata Lanza ha ottenuto un incremento dell’1,5-2% della resa, che quest’anno è stata di 180 quintali per ettaro. Le varietà coltivate sono di Pioneer e Monsanto: «Tutto il raccolto di questa stagione è risultato in ottimo stato, con un monitoraggio eseguito sul 50% del totale, quindi assolutamente affidabile – sottolinea con orgoglio – nonostante una primavera un po’ umida e fredda che ha inciso negativamente sull’apparato radicale, quindi forse si poteva fare qualcosa di più a livello di resa». Per l’anno prossimo Lanza sta pensando di fare qualcosa di simile anche con il grano.

mais_ali_gocciolantiSemina e irrigazione all’avanguardia
Oltre alla concimazione, semina e irrigazione sono aspetti fondamentali per ottenere risultati soddisfacenti con il mais. Nei terreni di Roverbella la semina è a rateo variabile, in base alle mappe di fertilità e alle foto del drone. Quest’anno Lanza ha sperimentato tre diverse semine: a rateo variabile, fitta e normale: «Le prime due hanno dato più o meno lo stesso risultato – racconta – mentre la semina meno fitta ha avuto una resa inferiore dell’1%, ma non saprei dare una spiegazione, di certo continuerò a fare esperimenti anche su questo fronte».
«Il mais ha bisogno di almeno 800 millimetri d’acqua a stagione – afferma Lanza – e se non piove abbastanza l’agricoltore deve intervenire, altrimenti non si possono avere rese e qualità adeguate, soprattutto in un periodo come questo con prezzi di vendita molto bassi». Anche per questo da quest’anno si avvale di un rotolone Casella 180/330 dotato di motore Volvo Penta, in grado di fornire pressioni ottimali (6,5 bar per il getto in uscita con diametro 40 millimetri) con un minor impiego di carburante. Lanza valuta intorno ai 20 euro per ettaro il risparmio sui costi d’irrigazione e per il futuro dice di voler provare l’irrigazione satellitare.

Sempre più difficile fare reddito
Dopo aver illustrato tutte le innovazioni che gli permettono di ottenere rese massimizzate, Lanza non può fare a meno di elencare tutta una serie di criticità: «La nuova Pac invece di aiutare chi si impegna per produrre e innovare, ci penalizza – afferma con amarezza – ad esempio per prendere i contributi devo diversificare, quindi ho dovuto piantare anche soia e grano, perdendo superficie da dedicare al mais che è più redditizio. Poi ci sono sempre più problemi burocratici, non abbiamo ancora incassato il contributo 2015 relativo alla grandine e dal primo ottobre avremo grandi difficoltà per ottenere il gasolio, oltre a complicazioni con le assicurazioni contro gli agenti atmosferici».
Tanti piccoli ostacoli che sommati possono sembrare un muro invalicabile, ma siamo certi che Luciano Lanza ci stupirà ancora con qualche idea meravigliosa.

Se sei un agricoltore innovativo e vuoi segnalarci la tua storia scrivi a: simone.martarello@newbusinessmedia.it

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