Le varietà di pero realizzate in Romagna dal Cra – Unità di ricerca di Forlì

Speciale Pero

Una serie di varietà in grado di diversificare il panorama pericolo italiano con connotati di qualità e bell’aspetto che derivano da un progetto di miglioramento genetico iniziato oltre 40 anni fa


Gianluca Baruzzi et al., Frutticoltura
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La coltura del pero in Italia, dopo il notevole incremento di fine anni ’60 in cui si arrivò ad una produzione record di circa 1,9 Ml t, ha subito un forte ridimensionamento degli impianti tra il 1970 e il 1980 con un calo produttivo stimato in circa il 50%. Negli stessi anni vi fu anche una progressiva riduzione del numero di varietà coltivate grazie alla crescente specializzazione della coltura che comportò un progressivo abbandono di quella promiscua. Negli anni ’70 lo standard varietale era dominato da Passacrassana (30%), William (15%), Abate Fétel (12%), Kaiser (10%), Dr.Guoyt (5%) e Coscia (5%). Il restante 22% era rappresentato da una ventina di altre varietà prevalentemente precoci o precoci-autunnali. Successivamente, si registrò una significativa espansione di Abate Fétel, divenuta in breve tempo la principale cultivar italiana (40%) e di Conference, molto coltivata anche a livello europeo, a scapito delle varietà invernali, soprattutto Passacrassana, attualmente quasi scomparsa. Attualmente, il 90% della produzione nazionale è rappresentato da sole 6 cultivar: Coscia, William, Conference, Abate Fétel, Decana del Comizio, Kaiser. Il restante 10% è certamente dominato da Carmen che, diffusa commercialmente nel 2000, nel 2009 ha rappresentato circa il 9% dei nuovi impianti di pero. Come appare evidente, l’evoluzione varietale del pero risulta molto statica e ancora fortemente legata alla zona di coltivazione, nonostante l’attività di miglioramento genetico (nel mondo occidentale) abbia realizzato, dal 1980 ad oggi, oltre 350 varietà di pero, di cui 16 di origine italiana. Di queste ultime, 7 (Tosca, Carmen, Norma, Turandot, Aida, Bohéme e Falstaff) sono state realizzate a Forlì dal CRA-Unità di Ricerca per la Frutticoltura (ex Istituto Sperimentale per la Frutticoltura – Sezione operativa periferica di Forlì) che conduce un programma di “breeding” avviato oltre 40 anni fa dalla preziosa opera del costitutore Lorenzo Rivalta (attivo fino al 1/4/2007). Molte di queste varietà a maturazione precoce hanno consentito una significativa estensione del calendario di raccolta nel periodo precedente a William. In questa nota vengono riportate le principali caratteristiche delle varietà del CRA, descritte in ordine di raccolta (Fig.1), a completamento del lavoro sul breeding pubblicato nel 2012 (Frutticoltura, n.10). Nelle figure 2 e 3 vengono riportati i principali dati fenologici, pomologici e qualitativi dei frutti di queste varietà a confronto con quelle di riferimento sulla base dei dati raccolti nel periodo 2000-2012 presso l’azienda sperimentale di Magliano di Forlì.

Turandot

Ottenuta nel 1980 dall’incrocio Dr. J. Guyot x Bella di Giugno. Selezionata a Diegaro di Cesena nel 1989 e valutata come ISF FO 80-15-69. Diffusa nel 2000, è la varietà più precoce, adatta sia agli ambienti settentrionali (circa un mese prima di William), sia a quelli più meridionali (anticipa la raccolta di Coscia di circa 15-20 giorni). Il frutto richiama quello di Carmen, di cui ne anticipa la raccolta di circa 10 giorni. E’ di pezzatura media (160 g), con caratteristico colore di fondo giallo-verde e sovraccolore rosso brillante su circa il 50% della superficie; la polpa è medio-fine, succosa, di buona qualità grazie all’equilibrato contenuto in zuccheri e acidi, leggermente aromatica a piena maturazione. La conservabilità dei frutti è limitata (massimo un mese), inferiore rispetto a Coscia ed è idonea ad un consumo immediato. L’albero ha medio vigore, portamento assurgente e buona affinità di innesto con il cotogno. L’entrata in produzione è rapida sia su cotogno che su franco e la produttività è leggermente inferiore a quella di William e Coscia. Fruttifica prevalentemente su brindilli e lamburde. La fioritura, così come l’epoca di raccolta, è risultata molto precoce (circa 5 giorni prima di William al Nord). I migliori impollinatori sono risultati Coscia e Tosca. Appare interessante anche nelle aree meridionali spagnole.

Norma

Ottenuta nel 1980 dall’incrocio Dr. J. Guyot x Bella di Giugno. Selezionata a Diegaro di Cesena nel 1989 e valutata come ISF FO 80-79-69. Diffusa nel 2000, è una varietà molto precoce adatta sia agli ambienti settentrionali (circa 27 giorni prima di William), sia a quelli più meridionali (anticipa la raccolta di Coscia di circa 10 giorni). Si contraddistingue principalmente dalle altre varietà precoci per l’elevata pezzatura del frutto (202 g) e la forma allungata. Il colore di fondo è giallo-verde con sovraccolore rosso chiaro e leggera rugginosità sul 5-10% della superficie; la polpa è medio-fine succosa, croccante, leggermente aromatica a piena maturazione, complessivamente di buone caratteristiche gustative, pur evidenziando una marcata acidità. I frutti non sono soggetti ad ammezzimento anche se i processi di maturazione sono piuttosto rapidi; pertanto la “tenuta” è piuttosto limitata, così come la conservabilità. Il frutto è idoneo ad un “pronto consumo”. L’albero ha vigore medio-scarso, portamento espanso e buona affinità d’innesto sia su franco che con cotogno. L’entrata in produzione è intermedia e la produttività è media, inferiore a quella di William e Coscia. Fruttifica prevalentemente su lamburde. La fioritura è risultata tardiva (circa 3 giorni dopo William al Nord e contemporanea a Conference). I migliori impollinatori sono risultati William, Santa Maria e Conference. Complessivamente non si è diffusa perché i produttori hanno privilegiato la varietà Carmen che si raccoglie pochi giorni dopo.

Bohéme

Ottenuta nel 1980 dall’incrocio Conference x Dr. J. Guyot. Selezionata a Diegaro di Cesena nel 1989 e valutata come ISF FO 80-57-83. Diffusa nel 2005, è precoce e pienamente adatta agli ambienti settentrionali (circa 27 giorni prima di William, contemporanea a Norma). È caratterizzata da tolleranza al fuoco batterico (Erwinia amylovora); il frutto è molto simile per aspetto a quello di William. La pezzatura è media (167g) e costante; il colore di fondo è verde chiaro-giallo con leggera rugginosità nella cavità calicina. La polpa è bianca, fine, fondente, di buon sapore grazie all’elevato contenuto zuccherino e di componenti aromatiche. I frutti si possono consumare già alla raccolta e possono essere conservati per circa 2-3 mesi. Alcuni test sensoriali condotti in passato hanno evidenziato un notevole apprezzamento per Bohéme. Le caratteristiche che hanno orientato il giudizio sono state l’aspetto (forma “classica” di pera con leggera rugginosità lenticellare) e le caratteristiche gustative (dolcezza e aromaticità in particolare). Anche l’analisi delle sostanze volatili emesse dai frutti ha confermato questi giudizi per il superiore livello di sostanze aromatiche (es. ottanolo; esil acetato) rispetto alle varietà di riferimento Butirra Precoce Morettini, Coscia, Carmen, S. Maria, Tosca. L’albero ha medio vigore, portamento assurgente, ma piuttosto compatto per gli internodi raccorciati. Ha buona affinità di innesto con il cotogno. L’entrata in produzione è risultata rapida sia su cotogno che su franco e la produttività è elevata, superiore a quella di William. Fruttifica prevalentemente su lamburde. L’epoca di fioritura è molto precoce (circa 5-6 giorni prima di William); i migliori impollinatori sono risultati Coscia, Tosca e William.

Carmen

Ottenuta nel 1980 dall’incrocio Dr. J. Guyot x Bella di Giugno. Selezionata a Diegaro di Cesena nel 1989 e valutata come ISF FO 80-18-69. Diffusa nel 2000, rappresenta la novità più importante del CRA nel periodo precoce. Si differenzia nettamente per aspetto e caratteristiche gustative dalle altre cultivar di pari epoca di raccolta. È già ampiamente diffusa in molti Paesi. In Italia, dal 2002 ad oggi, il numero di astoni certificati venduti è costantemente aumentato e complessivamente si è arrivati a oltre 1.500.000 (è fra le nuove varietà quella più coltivata). Oltre che in Italia, Carmen è coltivata con successo anche in Spagna, Cile, Nuova Zelanda e Argentina. Inoltre, attualmente la varietà è stata brevettata o è e in corso di brevettazione nei seguenti Paesi: Australia, Brasile, Cina, Croazia, Unione Europea, Israele, Messico, Marocco, Sud Africa, Svizzera, Tunisia, Ucraina e Uruguay. La gestione per lo sfruttamento commerciale di questa varietà nel mondo (ad esclusione dell’Italia) è stata affidata da CRA-FRF al CIV di Ferrara. I frutti si raccolgono nella seconda-terza decade di luglio (in media 22 giorni prima di William), sono di medio-grossa pezzatura (190g); l’aspetto è attraente e caratterizzato da lenticelle di grosse dimensioni, con colore di fondo giallo e sovraccolore rosso sfumato su circa il 30% della superficie; la polpa è di tessitura leggermente fine, succosa, aromatica, di sapore equilibrato, leggermente acidulo. La conservabilità è di oltre 4 mesi. L’albero ha vigore medio-elevato, portamento tendente all’assurgente e buona affinità di innesto con il cotogno. L’entrata in produzione è risultata rapida sia su cotogno che su franco e la produttività è media (leggermente inferiore a William). Fruttifica prevalentemente su lamburde. Si adatta bene a diverse forme di allevamento, sia ad alte che a basse densità d’impianto, utilizzando sia portinnesti deboli (Cotogno C) sia portinnesti che inducono una maggiore vigoria (BA 29, Farold). Inoltre, sono risultati efficienti anche i pereti costituiti con piante autoradicate. L’epoca di fioritura è contemporanea a quella di William; i migliori impollinatori sono William, Conference, Tosca e Norma.

Aida

Ottenuta nel 1980 dall’incrocio Coscia x Dr. J. Guyot. Selezionata a Diegaro di Cesena nel 1989 e valutata come ISF FO 80-104-72. Diffusa nel 2005, è una varietà caratterizzata da tolleranza al fuoco batterico (Erwinia amylovora) e da un interessante periodo di raccolta, subito dopo William e poco prima di Conference. I frutti si distinguono particolarmente per le caratteristiche della polpa: croccante e succosa. È adatta ad essere coltivata sia negli ambienti settentrionali che in quelli meridionali. I frutti sono di grossa pezzatura (230g) con colore di fondo giallo e sovraccolore rosso su circa il 30-40% della superficie; la polpa è bianca, di tessitura medio-fine e di buon sapore. I frutti si possono consumare già alla raccolta e la conservazione in frigorifero si può protrarre per circa tre mesi. Alcuni test sensoriali effettuati a confronto con frutti di William, Harrow Sweet e Abate Fétel dopo circa tre mesi di conservazione hanno evidenziato una maggiore dolcezza e acidità di questa varietà. Per gli assaggiatori sono risultate interessanti anche la polpa bianco brillante e la resistenza all’imbrunimento (ossidazione della polpa) dopo il taglio, probabilmente dovuta al contenuto elevato di acido citrico (antiossidante naturale). I frutti sono stati giudicati positivamente anche per la croccantezza della polpa e l’equilibrato sapore dolce-acidulo, ma non particolarmente aromatici. L’albero ha un portamento aperto, vigore medio su portinnesti franchi e scarso sui cotogni con i quali non presenta buona affinità di innesto. L’entrata in produzione è risultata rapida. La produttività è leggermente inferiore a William. Fruttifica prevalentemente su lamburde. La fioritura è medio-tardiva. I migliori impollinatori sono risultati Conference e William.

Falstaff

Ottenuta nel 1991 dall’incrocio Abate Fétel x Cascade. Selezionata a Magliano di Forlì nel 1999 e valutata come ISF FO 91-12-16-180. Diffusa nel 2012, è una varietà che si differenzia dalle altre cultivar diffuse nel mondo per la stabile colorazione rossa e per la forma caratteristica allungata che ricorda quella di Abate Fetél, da cui si è originata. Falstaff, ottenuta anche con un contributo significativo di NEW PLANT (a cui CRA – FRF ha affidato la gestione per lo sfruttamento commerciale), sarà coltivata in forma di “club” sia dagli associati di Apofruit Italia, ApoConerpo e Orogelfresco, sia da altri organismi produttivi italiani ed europei. In occasione del Macfrut 2012, la rassegna internazionale della filiera ortofrutticola di Cesena, a Falstaff è stato assegnato l’Oscar (1° premio assoluto) per l’innovazione. I frutti si raccolgono nella prima decade di settembre (in media 27 giorni dopo William e contemporaneamente ad Abate Fétel), sono di grossa pezzatura (250g), con colore di fondo giallo e sovraccolore rosso intenso (diventa rosso-aranciato brillante durante la conservazione frigorifera) su circa 85% della superficie; la polpa è di colore bianco-giallo, di tessitura fine, succosa, di buon sapore (diverso da Abate Fetel). La conservabilità dei frutti si può protrarre per oltre 6 mesi dalla raccolta. Di notevole interesse sono la tessitura e la succosità della polpa, ma soprattutto il sapore e le caratteristiche aromatiche che migliorano con il prolungarsi della conservazione in frigorifero raggiungendo livelli ottimi nei mesi invernali. L’albero ha portamento tendente all’assurgente, elevato vigore e presenta una buona affinità di innesto con i portinnesti di cotogno (anche su quelli più deboli). L’entrata in produzione è risultata media sia su franco che su cotogno. La produttività è risultata inferiore a quella di William. Il buon comportamento produttivo dell’albero è favorito da tutte quelle tecniche che mirano a ridurne il vigore (portinnesti nanizzanti, potatura verde, piegatura di rami, formazioni di pareti fruttificanti, ecc.). Appare poco adatta a forme di allevamento a fusetto. Fruttifica prevalentemente su brindilli e lamburde inserite su rami vecchi. L’epoca di fioritura è tardiva (circa 5 giorni dopo William). I migliori impollinatori sono risultati Aida e Kaiser.

Gianluca Baruzzi, Marco Castagnoli, Sandro Sirri, Walther Faedi

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