L’impegno di Syngenta per un’agricoltura più sostenibile

A tre anni dal lancio del programma The Good Growth Plan, l’azienda svizzera fornisce un ulteriore aggiornamento del proprio contributo per un’agricoltura produttiva e in armonia con la Terra: più che raddoppiate le aziende nel programma di miglioramento della sostenibilità

Syngenta

Sabato 22 aprile si celebra nei quasi duecento Paesi aderenti alle Nazioni Unite la 47esima Giornata Mondiale della Terra, ricorrenza nata per promuovere nell’opinione pubblica la consapevolezza dell’impegno comune alla salvaguardia del pianeta. In questo contesto assumono un particolare significato i dati diffusi da Syngenta, azienda completamente dedicata all’agricoltura a livello globale, sui risultati dei primi tre anni del The Good Growth Plan, il piano lanciato dall’azienda nel 2013 che comprende sei ambiziosi impegni da raggiungere entro il 2020 per contribuire a un’agricoltura sostenibile e allo sviluppo delle comunità rurali.
Da sempre l’agricoltore viene identificato come il primo custode dell’ambiente e grazie all’agricoltura è possibile contenere fenomeni come il degrado e l’abbandono della terra. Oggi tuttavia, di fronte alla necessità di aumentare la produttività agricola per garantire cibo sano, sicuro e in abbondanza a una popolazione in grande crescita, è fondamentale gestire in maniera sostenibile le risorse naturali dell’ecosistema: gli impegni contenuti in The Good Growth Plan rappresentano il contributo di Syngenta allo sviluppo di un’agricoltura produttiva e attenta alla sostenibilità.
Nel 2016 i dati raccolti su 3.700 aziende agricole in 42 Paesi evidenziano che:

  • I progetti di Syngenta hanno contribuito al miglioramento della biodiversità e della conservazione del suolo su un totale di 9.2 milioni di ettari, arricchendo gli habitat naturali in 34 Paesi. Se si sommassero tutti i programmi dedicati al suolo e alla biodiversità, si coprirebbe un’area prossima alle dimensioni del Portogallo. Un contributo fondamentale arriva dal progettoSoja+Verde in Brasile, dove Syngenta lavora in partnership con The Nature Conservancy (TNC) per il recupero della foresta pluviale nelle zone rurali.
  • Syngenta ha raggiunto e coinvolto oltre 16,5 milioni di piccoli produttori e le proprie aziende di riferimento hanno beneficiato almeno dell’8% di aumento della produttività, a dimostrazione di come il potenziale della tecnologia e delle conoscenze agronomiche possa aiutare i piccoli produttori non solo nel sostentamento delle loro famiglie ma anche nel generale miglioramento delle loro condizioni di vita.
  • Sono state formate circa 7 milioni di persone sull’uso sicuro dei prodotti Syngenta, portando il totale complessivo a oltre 17 milioni di agricoltori dall’inizio del progetto, il 70% dei quali sono piccoli produttori in Paesi in via di sviluppo grazie al Fair Labor Program, che ora copre tutti i fornitori di sementi in America Latina e Asia Pacifico.

Bioagrofarmaci«The Good Growth Plan è un esempio del nostro modo di fare business e, grazie ai risultati che stiamo raggiungendo, aiutiamo gli agricoltori ad applicare le best practice in campo agricolo – dichiara il ceo della multinazionale svizzera Erik Fyrwald – monitorando i benefici per l’ambiente e per i loro profitti. In futuro, vogliamo continuare a sviluppare ulteriormente il piano, per comprendere al meglio il modo in cui gli agricoltori possono migliorare l’efficienza nell’uso dell’acqua e ridurre le emissioni di CO2. Portando avanti le collaborazioni con i nostri partner, i fornitori e gli altri stakeholder della filiera alimentare, riusciremo a combinare le risorse e la conoscenza richieste per nutrire in modo sicuro e preservare il nostro pianeta».

Anche in Italia The Good Growth Plan può vantare progressi altrettanto significativi:

  • L’impegno a rendere le colture più efficienti si rispecchia nell’evoluzione del progetto di filiera Armando. Nel 2015/16 il programma di coltivazione messo a punto dagli agronomi Syngenta ha visto aderire oltre 650 aziende agricole, per una superficie complessiva di 10.415 ettari coltivati in 9 regioni del Centro-Sud Italia e si è tradotto in rese per ettaro superiori del 15% alla media e in un contenuto proteico del grano pari al 14,5% contro una media nazionale del 12,5%. Il progetto “Armando” si consolida così come una delle più grandi filiere di grano duro presenti in Italia, che sta contribuendo in questi anni al sostentamento degli agricoltori del Sud: secondo un’indagine condotta da Agri 2000, nei sei anni di vita del progetto, gli agricoltori aderenti hanno fatto registrare una crescita media del 42% nelle rese produttive e del 123% nella redditività rispetto ad aziende agricole non coinvolte nel patto di filiera.
  • L’impegno assunto invece sullo sviluppo della biodiversità ha visto l’implementazione dei protocolli Syngenta su circa 26.172 ettari di terreni agricoli grazie a Operation Pollinator, il progetto multifunzionale di gestione del territorio che dimostra come un’agricoltura intensiva produttiva possa convivere con un ambiente vivo e ricco in termini di biodiversità.
  • Infine, l’obiettivo di contribuire alla formazione sulla sicurezza alimentare, la tutela del lavoratore e dell’ambiente è quantificato dal training erogato complessivamente a 12.414 persone.

Di seguito una descrizione di ciascun impegno e una panoramica dei progressi fatti nel 2016. Maggiori informazioni sono disponibili su www.goodgrowthplan.com,www.data.syngenta.com,o sul Syngenta Annual Review 2016: www.ar2016.syngenta.com.

Sei impegni: aggiornamento 2016

  1. Rendere le colture più efficienti: aumentare la produttività media delle colture più importanti almondo del 20%, senza utilizzare più suolo, acqua e mezzi tecnici per l’agricoltura.

–       Nel 2016, Syngenta ha lavorato con una rete globale di oltre 1000 aziende di riferimento e circa 2700 aziende agricole di confronto, raggruppate in cluster per condizioni agro-climatiche similari e per caratteristiche di agricoltori. Le aziende di riferimento hanno adottato protocolli di coltivazione su misura, aumentando la loro produttività in media dell’1,2%, il 3,8% in più rispetto alle aziende agricole di confronto.

  1. Preservare più terreni agricoli: migliorare la fertilità di 10 milioni di ettari di terreni agricoli a rischio degrado.

–       Nel 2016, i programmi di Syngenta hanno migliorato le condizioni di oltre 1,9 milioni di ettari di terreno. In tutto, è stato raggiunto circa il 40% dell’obiettivo prefissato per il 2020. La crescita del 2016 è dovuta a una migliore integrazione dei protocolli di gestione del suolo nelle offerte commerciali.

  1. Favorire lo sviluppo della biodiversità: aumentare la biodiversità su 5 milioni di ettari di terreni agricoli.

–       Nel 2016, la biodiversità è stata incrementata su 3,3 milioni di ettari di terreni agricoli in 34 Paesi. È stata sviluppata una nuova metodologia per la valutazione dell’impatto ambientale e socioeconomico degli interventi di biodiversità nelle zone rurali e Syngenta collabora con la conservation community per evidenziare l’importanza della connettività delle aree naturali ai decisori politici.

  1. Rendere più forti i piccoli produttori: raggiungere 20 milioni di piccoli produttori consentendo loro di aumentare la produttività agricola del 50%.

–       Syngenta ha raggiunto 16,6 milioni di piccoli produttori attraverso le vendite e sta misurando l’aumento produttivo delle aziende di riferimento. Nel 2016, la produttività delle aziende agricole di riferimento è aumentata dell’8%.

  1. Contribuire alla sicurezza delle persone: formare 20 milioni di lavoratori agricoli sui temi della sicurezza del lavoro, in particolare nei Paesi in via di sviluppo.

–       Nel 2016, Syngenta assieme ai propri partner ha formato 6,8 milioni di persone su una maggiore sicurezza del lavoro agricolo. È stata ampliata la partnership con la ONG Solidaridad per fornire agli agricoltori basi di agronomia e sicurezza in tutto il mondo. In collaborazione con Sustainable Food Lab Syngenta sta cercando di misurare l’impatto del business dei piccoli produttori sulle le loro condizioni di vita, così da poter ottimizzare il proprio approccio nei loro confronti.

  1. Prendersi cura di ogni singolo lavoratore: impegnarsi per ottenere eque condizioni di lavoro in tutta la rete di fornitori.

–       Nel 2016, il Fair Labour Program, ha coperto l’82% dei produttori di sementi Syngenta in tutto il mondo, incluse America Latina e Asia Pacifico.

Il 73% delle aziende florovivaistiche ha ottenuto la certificazione GLOBAL G.A.P. e il 24% ha la valutazione G.R.A.S.P. In aggiunta, i due terzi dei fornitori di prodotti chimici sono coperti dal Supplier Sustainability Program di Syngenta.

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