I nuovi finocchi mini e baby piacciono all’estero e ai single

ORTICOLTURA

Con lo sviluppo della gdo, la preferenza va ai calibri più contenuti, anche per la facilità del packaging


Carlo Borrelli, Terra e Vita
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L’innovazione genetica ha messo a disposizione per il finocchio una tipologia di prodotto originale: il “mini e baby finocchio”. Questa innovazione consente di aumentare la competitività del prodotto campano sui mercati esteri e interni, rivolgendosi a un mercato dinamico atto alla valorizzazione del prodotto.

La commercializzazione del finocchio in Italia interessa, per oltre il 90%, il mercato nazionale con grumoli di peso variabile da 450 a 550 grammi. Fino a qualche anno fa i calibri preferiti erano quelli grossi (sopra i 600 g del prodotto lavorato) mentre ora, con lo sviluppo della grande distribuzione, la preferenza è per i calibri più piccoli, sia per la facilità di packaging sia per l’aumento dell’incidenza dei single sulla spesa quotidiana. Inoltre, l’esportazione, seppur in crescita, stenta a decollare perché il prodotto “finocchio” non solo è poco conosciuto all’estero, ma risulta anche poco conservabile e la pezzatura media (500 grammi/pezzo) è ritenuta eccessiva dai consumatori extranazionali.

«Il progetto Babyfino® (la cui unica varietà appartenente a tale tipologia è Clx4307 F1) – ci dice Marco Rinaldi, tecnico responsabile della Clause in Campania – ha consentito di proporre una nuova tipologia di prodotto di calibro ridotto (da 120 a 250 grammi per grumolo) per differenziare l’offerta e rispondere alle esigenze del mercato dell’esportazione e della grande distribuzione».

La coltivazione prevede sesti di impianto di natura e forma differente sia a fila singola che binata oppure, come si effettua nella carota, a banda.

Con la fila singola si possono utilizzare differenti opzioni con distanze e densità variabili come riportato in tab. 1.

In tutti i casi si possono effettuare le baulature del terreno (tecnica largamente utilizzata) o la coltivazione in piano.

Molto interessante è l’impiego della fila binata (doppia fila) per fornire un maggiore arieggiamento della coltivazione e agevolare le operazioni colturali (v. tab. 2).

Anche in questo caso si possono effettuare le baulature del terreno o la coltivazione in piano.

Per il sesto di impianto a “bande” si sistemano le piante a quinconce (tab. 3)

Questa tecnica si esegue con il terreno in piano.

Va sottolineato che la scelta del miglior sesto di piantagione dipende dall’organizzazione produttiva delle aziende e dall’attrezzatura disponibile.

Pezzatura midi

Alcuni mercati del nord Europa quali Olanda e paesi scandinavi prediligono grumoli di pezzatura Midi intorno ai 200\250 gr, che oggi vengono ottenute con vari sistemi: anticipando la raccolta e utilizzando la percentuale di grumoli sottocalibro che vi sono normalmente oppure defogliando opportunamente fino ad ottenere la pezzatura desiderata. Anche l’impiego di varietà molto precoci (commercializzate da diverse ditte), coltivate ad alta densità, consente di ottenere un prodotto di dimensioni contenute che, però, non presentano le caratteristiche degli ibridi selezionati per la specifica tipologia di prodotto.

Tuttavia il mercato principale di consumo di finocchi resta l’Italia ed i volumi di calibro Midi richiesti dal nord Europa non superano il 10% del totale finocchio commercializzato.

Secondo Angelo Diego Crucitti della ditta Monsanto «ci sono ostacoli di natura economica che hanno bloccato lo sviluppo di nuovi prodotti nella classe Mini e Midi, in quanto, alla fine, l’agricoltore che produce queste varietà deve realizzare un minimo di reddito e, a oggi, non vi sono le condizioni; pertanto Monsanto per il momento ha bloccato la ricerca su queste tipologie di finocchio pur essendo stata la prima a svilupparle».

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