Frutticoltura e Orticoltura

Uva da tavola, ecco le novità sul miglioramento genetico

Uva da tavola, ecco le novità sul miglioramento genetico

Maggior resa, resistenza alle malattie, miglioramento delle caratteristiche estetiche e organolettiche, oltre alla capacità di sopportare meglio gli stress dovuti a manipolazione, stoccaggio e spedizione. Queste le principali direttrici lungo le quali si sviluppa la ricerca di nuove varietà di uva da tavola. Il punto sulla situazione sarà fatto durante l’ottavo simposio internazionale dell’uva da tavola. Ecco un’anticipazione

Uva da tavola, bisogna scommettere sulle nuove varietà

Uva da tavola, bisogna scommettere sulle nuove varietà

Da prima produttrice ed esportatrice al mondo di uva da tavola, nel giro di quindici anni l’Italia è scesa all’ottavo posto per volumi prodotti e al terzo per spedizioni oltreconfine. Le superfici coltivate si sono ridotte, mentre a livello globale il consumo è cresciuto. Le cause di questo declino sono molteplici, ma la resistenza degli imprenditori agricoli italiani all’introduzione di nuove cultivar è considerata da più voci la principale. E proprio di come fare per rilanciare questo importante comparto della frutticoltura made in Italy si parlerà durante l’ottavo simposio internazionale dell’uva da tavola in programma dall’1 al 7 ottobre in Puglia e Sicilia, le due regioni italiane più vocate a questa produzione

Frutta, con i biostimolanti maturazione migliore e più uniforme

Frutta, con i biostimolanti maturazione migliore e più uniforme

Per massimizzare la redditività delle colture frutticole oggi sempre più a rischio, è fondamentale raccogliere frutti con un grado di maturazione che soddisfi gli standard estetici e qualitativi via via più alti chiesti dalla Gdo. Inoltre, è necessario ridurre i deprezzamenti e gli scarti dovuti a calibri troppo fuori dallo standard commerciale. I biostimolanti sono una soluzione economicamente sostenibile per centrare questo obiettivo, sia in agricoltura convenzionale che biologica