Frutta, con i biostimolanti maturazione migliore e più uniforme

Per massimizzare la redditività delle colture frutticole oggi sempre più a rischio, è fondamentale raccogliere frutti con un grado di maturazione che soddisfi gli standard estetici e qualitativi via via più alti chiesti dalla Gdo. Inoltre, è necessario ridurre i deprezzamenti e gli scarti dovuti a calibri troppo fuori dallo standard commerciale. I biostimolanti sono una soluzione economicamente sostenibile per centrare questo obiettivo, sia in agricoltura convenzionale che biologica

frutta

Buona e attraente. Così la grande distribuzione organizzata pretende siano la frutta e la verdura per soddisfare le esigenze dei consumatori. Lo stesso scopo che si pongono gli agricoltori, consci di poter spuntare un prezzo più alto per i loro prodotti se rispondono a determinate caratteristiche. Ma raggiungere un simile obiettivo non è sempre facile, soprattutto quando si devono fare i conti con le incognite climatiche, via via più frequenti e capaci di compromettere anche in maniera grave i raccolti, oppure nelle coltivazioni biologiche, dove la limitata disponibilità di mezzi tecnici, rende ancora più complesso il raggiungimento di elevati standard in termini di dimensione, colore e sapore dei frutti.

Le proprietà dei biostimolanti
Oggi però esistono sostanze completamente naturali che aiutano le piante a produrre in maniera più efficiente e a superare gli stress ambientali quali squilibri idrici o sbalzi termici eccessivi. Questi prodotti favoriscono l’assorbimento e l’efficienza dei nutrienti e ottimizzano la fisiologia della pianta, inducendo quindi un aumento delle performance con conseguente miglioramento di resa e qualità. Sono i biostimolanti, che possono contenere sostanze umiche, proteine idrolizzate e amminoacidi, microrganismi o estratti di alga.
Uno di questi è Cet 46 Green di Cifo, specialità nutrizionale a base di polisaccaridi, acidi carbossilici e metionina, specificamente formulata per uniformare e migliorare i processi di maturazione di frutta e ortaggi. Il formulato, applicato nelle fasi finali del ciclo colturale, attiva i naturali meccanismi fisiologici che conducono alla biosintesi dell’etilene, l’ormone della maturazione, e dei pigmenti responsabili della colorazione dei frutti (antocianine e carotenoidi). Inoltre, i microelementi in forma chelata agiscono da catalizzatori influenzando positivamente il metabolismo degli zuccheri e degli acidi grassi, e stabilizzano le componenti lipidiche delle membrane cellulari proteggendole da fenomeni di degradazione. Per tale ragione Cet 46 Green, pur stimolando i processi di maturazione, mantiene inalterata la consistenza dei frutti e la loro conservabilità nel post-raccolta.
Il componente principale del Cet 46 Green è l’estratto di Macrocystis Integrifolia, alga che cresce in un parco naturale sulla costa canadese di Vancouver, dove l’azienda bolognese la raccoglie e la lavora senza l’impiego di agenti chimici, così da conservare intatte tutte le proprietà della pianta. Adatto a tutte le colture frutticole, se applicato nella giusta dose, Cet 46 Green è particolarmente efficace su melo, pomodoro e fragole, ma anche su piante da fiore e ornamentali per ottenere piante più rigogliose e colorate.

Stefano Pareti

Stefano Pareti

Il parere di chi lo usa
«Con Cet46 Green ho quantificato una diminuzione del 7-8% di prodotto verde e quindi una riduzione dello scarto, soprattutto nei raccolti di settembre». Questo il parere sugli effetti del formulato di Cifo sulle coltivazioni di pomodori espresso da Stefano Pareti, imprenditore agricolo di Sale (Al), dove coltiva cento ettari a grano, mais, pisello e pomodoro da industria che conferisce al consorzio Casalasco.
«Utilizzo Cet 46 Green per uniformare la maturazione del pomodoro – spiega Pareti – eseguo tre trattamenti, il primo a 25/30 giorni dalla raccolta e gli altri a seguire ogni 7/10 giorni. È un prodotto che si può miscelare ad altre sostanze e quindi non richiede per forza un passaggio in più in campo, però il ciclo di trattamenti va programmato con attenzione: se salto o ritardo il primo, l’efficacia può calare sensibilmente».
Un altro aspetto positivo di Cet 46 Green è che utilizzandolo secondo le tabelle suggerite dai tecnici di Cifo si ottiene anche un effetto sul grado Brix dei frutti: «Ho notato un aumento del grado Brix – conferma Pareti – soprattutto nelle raccolte di agosto. Di sicuro posso affermare che il costo del prodotto e dei trattamenti si ripaga ampiamente con l’incremento delle rese e con il maggior prezzo riconosciuto dagli acquirenti».

Cet 46 Green – scheda tecnica

Metodo di applicazione: fogliare

Colture

Dose

Indicazioni

Pomacee (melo e pero) 4 – 6* l/ha Effettuare 2 trattamenti, il primo a circa 15 – 20 giorni e il secondo a 7 – 10 giorni dalla prima raccolta. Su varietà a raccolta molto scalare si consiglia un terzo trattamento dopo il primo stacco
Drupacee (ciliegio, pesco, albicocco, susino, ecc.) 4 – 6* l/ha Effettuare 2 trattamenti, il primo a circa 15 – 20 giorni e il secondo a 7 – 10 giorni dalla prima raccolta
Uva da tavola, vite da vino, Actinidia, Agrumi e Olivo 4 – 6* l/ha Effettuare 2 trattamenti, il primo a circa 20 – 25 giorni e il secondo a circa 10 – 15 giorni dalla raccolta
Pomodoro da industria 3 – 5 l/ha Effettuare almeno 2 trattamenti, il primo a 15 giorni e il secondo a circa 7 giorni dalla raccolta. Negli ambienti più freddi del nord Italia si consigliano 3 trattamenti al dosaggio più basso, iniziando il primo a 25 – 30 giorni dalla raccolta e ripetendo ogni 7 – 10 giorni
Fragola e orticole da frutto in serra (Pomodoro, Peperone, Melone, Cocomero, ecc.) 400 – 600 ml/hl Effettuare 2 trattamenti, il primo a 15 giorni e il secondo a circa 7 giorni dalla raccolta
Orticole da frutto in pieno campo 3 – 5 l/ha Effettuare 2 trattamenti, il primo a 15 giorni e il secondo a circa 7 giorni dalla raccolta
Ornamentali da fiore 300 – 500 mlhl Iniziare i trattamenti da primi fiori aperti, ripetendo ogni 7 – 10 giorni

biostimolanti*Su piante da frutto, in ambienti/annate poco favorevoli alla colorazione della buccia (limitate escursioni termiche giornaliere, scarsa luminosità, ecc.) Si consiglia di utilizzare il dosaggio massimo di 6 – 8 l/ha. Si consiglia di utilizzare volumi di acqua, per singola applicazione, non inferiori ai 500 – 600 l/ha su colture arboree, di 150 – 300 l/ha su colture industriali ed orticole da pieno campo, e di 80 – 100 l/1000 mq su colture in serra. Dosaggi e numero di interventi sono puramente indicativi e devono essere modulati in funzione delle esigenze della coltura, della fase fenologica e delle caratteristiche pedo-climatiche.

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