Droni e parassitoidi, la chiave è la professionalità

La lotta biologica è possibile utilizzando il Trichogramma brassicae, un imenottero parassitoide oofago di Ostrinia nubilalis, distribuito con l’ausilio dei droni

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Un’alternativa alla lotta chimica alla piralide del mais su larga scala si è presentata sul mercato da pochi anni, ovvero la lotta biologica per mezzo di Trichogramma brassicae, un imenottero parassitoide oofago di Ostrinia nubilalis, distribuito con l’ausilio dei droni.

I limiti dei diffusori
Sebbene il Trichogramma fosse stato già utilizzato in passato anche in Italia, il suo confezionamento su diffusori in cartone, da applicare sulle piante, costringeva l’operatore ad un poco agevole posizionamento manuale che ne ha frenato l’utilizzo, inoltre la bassa quantità di punti di inoculo, solitamente una trentina ad ettaro, non consentiva una ottimale copertura della superfice esplorata dal Trichogramma per via della sua limitata mobilità in una vegetazione rigogliosa come quella del mais al momento delle applicazioni. Alla fine del secolo scorso il confezionamento in capsule di cellulosa e la conseguente possibilità di distribuzione meccanizzata su ampie superfici per mezzo di aeromobili, ha decretato il successo di tale metodologia in Francia, dove mediamente all’anno si trattano 120.000 ha di mais pari a ca. il 25% della superficie trattata contro la piralide nel 2014. L’avvento dei droni a partire dal 2013 ha permesso la meccanizzazione della distribuzione anche in quei paesi dove la frammentazione e le limitate superfici aziendali non rendevano economicamente sostenibile l’utilizzo degli aeromobili tradizionali.
Dopo un paio di anni di transizione per l’affinamento della tecnologia di distribuzione dove si sono trattate solo poche decine di ettari, anche in Italia nel 2015 si sono trattati ca. 1.100 ha mentre dalle stime del 2016 si ipotizza di aver raggiunto i 10 mila ettari…

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