Concimare col rotolone è facile e conveniente

SPECIALE FERTIRRIGAZIONE

Uno studio del Cer ha dimostrato l’elevata efficienza dell’irrigazione a pioggia nella distribuzione degli elementi nutritivi


Anna Rita Orofino, Terra e Vita
concimare

Con la distribuzione frazionata dei fertilizzanti mediante l’irrigazione a pioggia su colture di pieno campo come il pomodoro da industria, patata, cipolla, mais, ecc., si possono migliorare le rese e tutelare l’ambiente.

Il progetto Roto-Fert del Consorzio per il Canale Emiliano Romagnolo (Cer) ha evidenziato l’effettiva potenzialità della fertirrigazione eseguita con macchine irrigatrici semoventi. Le valutazioni si sono concentrate sul frazionamento ottimale degli interventi fertirrigui, sui vantaggi economici in relazione al miglioramento della resa e della qualità delle produzioni, nonché sugli importanti benefici ambientali sulle acque.

Tutela dell’ambiente

Con questa tecnica, che elimina il rilascio dei nitrati nelle acque, è possibile tutelare l’ambiente: le piccole quantità di fertilizzanti impiegati, volta per volta, distribuiti in modo uniforme sull’intera superficie coltivata ed in quantità proporzionate alla fase vegetativa, garantiscono un’alimentazione puntuale e continuata della pianta che assimila l’intera dose di concime (foto 1). Lo studio del Cer ha anche evidenziato la convenienza economica della pratica di fertirrigazione a pioggia, risultata sostenibile sia per i bassi costi che per i buoni incrementi produttivi riscontrati. Da segnalare: un +17% sul pomodoro da industria, +6% su patata e +7% su mais da granella.

La tecnica consente di coniugare gli effetti irrigui con gli effetti fertilizzanti e di alimentare con quantità prestabilite e calcolate, la coltura.

Con un utilizzo mirato del fertilizzante azotato, somministrato con l’irrigazione a pioggia, è possibile ottenere un incremento progressivo dello sviluppo della coltura senza che si verifichino arresti vegetativi.

La corretta tecnica fertirrigua oggi è resa possibile dalle tecnologie adottate dalle macchine irrigatrici semoventi, che realizzano uniformi bagnature sul terreno, sia con irrigatori che con ali piovane, per cui anche la distribuzione delle dosi di fertilizzanti risulta esattamente omogenea. Questa tecnica massimizza gli effetti positivi che l’agricoltore intende raggiungere nella sua attività: incremento della produttività aziendale, miglioramento della qualità dei prodotti, risparmi nella gestione dei mezzi tecnici e della manodopera aziendale, maggiore tutela dell’ambiente soprattutto per l’eliminazione del dilavamento degli elementi fertilizzanti.

Tecnologie impiegate

Tra i vantaggi che ne derivano spicca il razionale uso del fertilizzante che, in funzione sia della fertilità del terreno sia dello stadio vegetativo della coltura, viene impiegato in quantità misurate e inferiori alle quantità usate solitamente nelle tecniche tradizionali.

I motivi per cui la concimazione si sposa bene con la tecnica irrigua possono essere individuati in una serie di fattori che andiamo ad analizzare (foto 2).

Le attrezzature irrigue, costituite da impianti per l’irrigazione a pioggia, sono dotate di sistemi di automazione per raggiungere ottimi livelli di uniformità di distribuzione dell’acqua sul campo; con l’uniformità di distribuzione è stato reso possibile l’omogeneo spargimento degli elementi fertilizzanti sulla coltura.

La realizzazione di pompe dosatrici specifiche per l’iniezione calibrata e proporzionale dei fertilizzanti all’acqua di irrigazione è stata resa possibile anche per i sistemi di irrigazione a pioggia. Si tratta di vere e proprie novità tecnologiche che stanno dando un grande contributo all’evoluzione ed alla diffusione della fertirrigazione anche su colture fino ad oggi trascurate da questa tecnica. In particolare è possibile realizzare la fertirrigazione con l’irrigazione a pioggia su enormi superfici coltivate a mais, barbabietola, sorgo, soia, tabacco, pomodoro, ovvero colture che difficilmente, o non sempre, possono essere coltivate con l’irrigazione a goccia (foto 3).

La produzione di nuovi fertilizzanti a elevata solubilità e con specifica azione nutrizionale è divenuta una nuova frontiera per tutte le aziende produttrici di fertilizzanti. Queste sostanze devono intervenire e operare in sinergia in precise fasi fenologiche della pianta, con un assorbimento molto rapido, a mezzo di attivatori, e/o microelementi catalizzatori delle più importanti e specifiche funzioni metaboliche e fotosintetiche delle colture.

Le pompe dosatrici disponibili per la fertirrigazione a pioggia, inoltre, offrono elevate prestazioni (foto 4). Queste sono costituite da: gruppo pompante con 2 pistoni contrapposti, valvola manuale di regolazione con fermo regolabile, raccordi per l’ingresso e lo scarico dell’acqua, raccordi per ingresso e iniezione del fertilizzante, indicatore di posizione e di funzionamento con magnete scorrevole nel tubo trasparente. Nel gruppo pompante c’è un foro per l’eventuale montaggio di un sensore magnetico per controllo, misura, dosaggio o arresto alla dose desiderata del fertilizzante. Il dosaggio è facilmente regolabile aprendo e chiudendo la valvola manuale di regolazione e controllando la frequenza di pompaggio. La pressione di lavoro va da 0,5 a 12 bar (max. 15 bar). Massima portata prodotto iniettato: a 0,5 bar 100 l/ora, a 3 bar 200 l/ora, a 10 bar 400 l/ora, portata manualmente regolabile da zero alla massima.

Le rilevazioni di campo del Cer

Il Cer ha effettuato una serie di prove in campo presso l’Azienda Marsili del Cer a Mezzolara di Budrio (Bo) su colture di pomodoro, patata, mais e cipolla, condotte con il contributo della Regione Emilia Romagna e alcune ditte produttrici di attrezzature per l’irrigazione per aspersione.

I test tecnologici effettuati hanno rilevato, nelle medie, perdite d’acqua durante il lancio molto limitate, con valori di efficienza prossimi al 100%, sia con l’impiego della barra irrigatrice che con l’irrigatore a turbina.

Dalle prove effettuate è emersa inoltre l’omogeneità di distribuzione dell’azoto che ha mostrato valori analoghi, evidenziando quindi una eccellente proporzionalità di iniezione dell’attrezzatura fertirrigua impiegata.

Infine è stato riscontrato che la somministrazione frazionata dell’azoto in fertirrigazione ha determinato una più prolungata disponibilità di azotati fin nelle fasi più avanzate del ciclo colturale. Questa condizione ha consentito, nel complesso, un più regolare accumulo di sostanza secca negli organi produttivi delle colture.

Economicamente la fertirrigazione a pioggia con rotolone ha permesso incrementi di Plv rispetto alla concimazione tradizionale che, in media tra le diverse colture, è risultato di 521 €/ha (tab. 1).

La coltura che si è avvantaggiata di più della fertirrigazione è risultata il pomodoro, che ha ottenuto un incremento di Plv di 1.226 €/ha, grazie anche alla migliore remunerazione conseguente all’aumento di °Brix.

I risultati del progetto hanno evidenziato che:

– la distribuzione frazionata dei fertilizzanti con l’irrigazione per aspersione, permette di migliorare le rese e salvaguardare l’ambiente mediante il ridotto rilascio di nitrati;

– i vantaggi economici, determinati dall’aumento della plv ottenuti con la fertirrigazione abbinata all’irrigazione a pioggia, si possono rilevare determinanti nel miglioramento del reddito colturale, grazie agli incrementi produttivi riscontrati, intorno a valori medi del 10-15% rispetto alla concimazione tradizionale;

– le tecniche di fertirrigazione a pioggia permettono una migliore gestione del bilancio idrico e nutrizionale delle colture con un incremento di resa per unità di azoto e acqua distribuiti del 48% (fig. 1);

– l’impiego di queste tecniche risulta economicamente conveniente e vantaggioso, perché il plus di Plv che si realizza ripaga ampiamente i costi.

Una serie di vantaggi

L’impiego di attrezzature moderne, capaci di irrigare con un’elevata uniformità di erogazione e dotati di adeguati sistemi di fertirrigazione, consente di sostenere bassi costi irrigui e di fertilizzanti, grazie al miglioramento della loro efficienza d’uso. Inoltre l’agricoltore assicura alle colture gli elementi fertilizzanti più specifici e in quantità indispensabili pilotando la coltura verso una maturazione di qualità. È possibile ottenere °Brix più elevato per il pomodoro mentre per la cipolla e la patata il risultato è un calibro omogeneo, da cui si realizza una raccolta più agevole sostenendo costi di manodopera inferiori (foto 5).

Un prodotto di qualità garantisce meno scarti e quindi una commerciabilità più elevata, che nella fattispecie raggiunge valori del 98%.

La tecnica di fertirrigazione a pioggia si è dimostrata essere una tecnica a basso impatto ambientale per il migliore utilizzo di fertilizzanti, in particolare per l’eliminazione del rilascio di nitrati nelle acque superficiali e di falda.

Come dimostrato dalle sperimentazioni del Cer, elevati sono soprattutto gli incrementi produttivi derivanti dall’utilizzo di questa tecnica: la migliore disponibilità di nutrienti durante il ciclo colturale e la buona uniformità di distribuzione in campo hanno determinato un generalizzato incremento produttivo rispetto alle tecniche tradizionali.

Con la fertirrigazione nell’irrigazione a pioggia ne derivano quindi notevoli vantaggi economici determinati dalla Plv: incrementa il reddito colturale come conseguenza degli incrementi produttivi.

Possiamo quindi affermare che questa è una tecnica molto redditizia, perché i costi vengono ampiamente assorbiti dall’incremento delle Plv.

Allegati

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