Concimazione, tre esperienze vincenti

Dalla ricerca di maggior qualità e quantità dei raccolti a tecniche meno impattanti per l’ambiente, sono tante le nuove soluzioni per il nutrimento delle colture sperimentate dagli agricoltori

concimazione

Autunno tempo di semina per i cereali autunno-vernini. Per ottenere rese soddisfacenti è importante curare la concimazione, dato che queste colture rispondono in modo diretto, quasi proporzionale, all’input tecnico delle sostanze nutritive. Oltre alle variabili climatiche, alle diverse tipologie di terreno e alla tecnica di coltivazione utilizzata, a influenzare la concimazione possono essere le limitazioni imposte nelle zone ZVN. A questo proposito abbiamo raccolto l’esperienza di un imprenditore agricolo marchigiano che riesce a produrre 60-65 quintali per ettaro di granella di frumento duro, pur rispettando il limite dei 140 quintali di azoto per ettaro fissato dalle norme per le zone di vulnerabilità ai nitrati, grazie ai concimi a lenta cessione.
Un’altra case history significativa è quella di un’azienda del chietino, che da quando utilizza concimi organo-minerali ha aumentato le rese e ridotto le dosi di prodotto. Approccio interessante è anche quello di un’azienda del parmense che coltiva frumento e pomodori, alla continua ricerca di nuove soluzioni di concimazione per migliorare la qualità dei raccolti. Vediamo nel dettaglio di cosa si tratta.

concimazione

Francesco Bevilacqua

Con la lenta cessione i vincoli delle ZVN non fanno più paura
Francesco Bevilacqua
coltiva 40 ettari in località Falcineto nel comune di Fano (PU), la metà a frumento duro, 12,5 a colza o girasole (comunque a colture da rinnovo), 3 a proteaginose e 2,5 a frutteto. Essendo in una zona ZVN  (Zona di vulnerabilità da nitrati), non può superare le 140 unità di azoto per l’intero percorso nutritivo, ma riesce a ottenere comunque una resa di 60-65 q/ha di granella di frumento. Come? Con l’azoto a lenta cessione, che permette di arrivare con il giusto nutrimento per la pianta fino a metà febbraio, quando la normativa consente di tornare in campo. «E in quel momento – spiega Bevilacqua – dobbiamo già trovare la pianta in ottime condizioni. In funzione della stagione diamo 20-25 unità di azoto, ma il percorso della fertilizzazione parte dall’incorporazione dell’azoto in pre-semina che è fondamentale per far uscire bene la pianta dal periodo invernale, favorire l’accestimento ed evitare di compromettere la futura produzione». Per quanto riguarda gli interventi in copertura, l’azienda opera nella fascia critica di fine accestimento in cui viene distribuito il 30-40% delle complessive unità di azoto, anche in questo caso a lenta cessione. In levata completa la distribuzione delle 140 unità a disposizione, che accompagnano il grano fino alla fioritura e assicurano una fonte proteica alla granella. Bevilacqua utilizza azoto inibito da NBPT + N-Guard Azostar 54 di AG-OpenGreen.
Un altro pregio dei prodotti a lenta cessione è quello di colpire il bersaglio in maniera più precisa, riducendo la dispersione e fornendo un miglior nutrimento alle piante.

concimazione

Carlo D’Onofrio

Organo-minerali, più resa e meno spesa
Dopo aver sperimentato varie soluzioni, Carlo d’Onofrio nella sua azienda agricola di 200 ettari ad Ari (Ch), ha trovato quella vincente: concimi organici e organo-minerali. «In questo modo siamo riusciti a scendere dalla dose dei 3-4 q/ha tipici dei concimi minerali ai 2 q/ha – racconta D’Onofrio – oltretutto con rese più alte e prodotto di maggiore qualità».
Sono 130 gli ettari a seminativo (frumento e colture industriali), 72 quelli a vigneto. La terra è in parte di proprietà e in parte in affitto. D’Onofrio è anche presidente della cooperativa Pian di Mare Wine di Villamagna (Ch) e svolge l’attività di contoterzista. Lavora in conto terzi su una superficie di 350-400 ettari per lo più a vigneto, dove utilizza tre vendemmiatrici Pellenc.
Per il grano (ma anche per frumento, mais, piselli e fagioli borlotti), D’Onofrio utilizza i concimi Scam e in particolare Nutrigran Top (organo-minerale NP 12-24.5 a base di matrice unificata). La dose è di 2-2,5 q/ha in funzione della coltura che ha preceduto in frumento (chiaramente se c’è stata una leguminosa il terreno risulta di base più ricco). «Successivamente – precisa l’imprenditore abruzzese – a fine inverno/inizio primavera interveniamo con un primo passaggio distribuendo 1-1,5 q/ha di Azotop 30 (organo-minerale azotato a rilascio graduale) e con ulteriore passaggio nello stato di foglia a bandiera-spigatura con 1-1,5 q/ha di un prodotto a pronto rilascio, tipo nitrato ammonico o urea».
Le rese dell’Azienda D’Onofrio non scendono mai sotto i 50 q/ha e si aggirano sui 55-60 q/ha con punte di 70, elevate per la realtà abruzzese, ma soprattutto di con ottimali caratteristiche qualitative, apprezzate dall’industria di trasformazione. I concimi organo-minerali sono importanti per le buone rese quantitative e qualitative: «Perché sono praticamente delle spugne che richiamano acqua dal terreno permettendoci di superare brillantemente i periodi di siccità – spiega – spesso, quando si opera in condizione limite, se si è partiti con l’utilizzo di un biammonico, si vede che il grano stenta».
D’Onofrio conclude ricordando che per resa e qualità è molto importante una corretta rotazione: «Perché permette di utilizzare meno concimi e agrofarmaci, riducendo i costi e l’impatto ambientale».

concimazione

Remo Borlenghi

Alla continua ricerca della soluzione nutritiva migliore
Chi si ferma è perduto. Remo Borlenghi ha sposato in pieno il detto popolare per la sua azienda di 250 ettari a Soragna (Pr), puntando sulla sperimentazione di soluzioni nutritive sempre nuove che migliorino la qualità dei raccolti e quindi contribuiscano all’aumento del reddito. La superficie coltivata è così ripartita: 100 ettari a frumento tenero, 80 a pomodoro da industria, 40 a mais e altri 30-40 ettari a barbabietola da zucchero.
«Per il frumento adottiamo una concimazione di fondo di 3 q/ha di N Gooo NP 12-28 – spiega Borlenghi – la semina successiva viene effettuata in parte in modo convenzionale e in parte direttamente sul sodo. In primavera, per soddisfare la richiesta di azoto, impieghiamo in copertura N-Gooo Cap 30+36 SO3 che, contenendo al suo interno DCD (diciandiammide), efficace inibitore della nitrificazione, in sinergia con una elevata quota di SO3, accompagna la pianta fino al completo riempimento della cariosside e alla sua uniforme maturazione».
Per il pomodoro la concimazione di fondo prevede la distribuzione di 6 q/ha di Umex Trio NPK 5.10.15, un formulato organo-minerale la cui matrice organica è di origine vegetale con presenza di acidi umici. Subito prima del trapianto, nell’interfila, vengono apportati 3 q/ha di Umex NP 14 28, concime organo-minerale dal rapporto NP 1:2 arricchito con acidi umici. Infine, dopo il trapianto, con piante già attecchite, in fase di accrescimento e in occasione della prima sarchiatura, si procede alla somministrazione di 3 q/ha di Pronto Sulf 24 N + 48 SO3. La produzione può raggiungere livelli di 900 q/ha e comunque non scende mai sotto i 700.
Tra gli ultimi “concimi speciali” sperimentati da Borlenghi sui pomodori c’è il Brix Special PK 6-60 caratterizzato da un particolare rapporto tra gli elementi nutritivi e dalla presenza di specifici oligoelementi: «Grazie a un appropriato numero di applicazioni a intervalli di 7-8 giorni iniziando da 3 settimane prima dell’invaiatura – racconta Borlenghi – siamo riusciti a ottenere un incremento della colorazione, uniforme maturazione delle bacche e soprattutto un tangibile e apprezzabile incremento del grado Brix».

Se sei un agricoltore innovativo e vuoi segnalarci la tua storia scrivi a: simone.martarello@newbusinessmedia.it

Pubblica un commento