Concimazione, perseverare nell’innovazione premia

Sedici anni di sperimentazioni con mappe di vigore, droni, sensori a infrarossi e guida satellitare per calibrare sempre meglio la dose nutritiva del riso: l’azienda piemontese Palestro è un esempio di innovazione

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Una dose ultra precisa nell’importante passaggio della fertilizzazione PI (Pannicle initiation), che permette di uniformare le colture e ottimizzare le rese, evitare fenomeni di lussureggiamento e quindi pericolosi attacchi fungini, oppure carenze se la quantità standard non fosse sufficiente. E poi un calo del 10-15% rispetto alle quantità di prodotto abituali, cioè un risparmio economico e un maggior rispetto dell’ambiente, aspetto quest’ultimo particolarmente importante soprattutto nelle zone vulnerabili ai nitrati, dove esistono limiti all’utilizzo dei fertilizzanti azotati. Tutto questo è possibile grazie alla concimazione di precisione, attuata con l’ausilio di tecnologie e pratiche innovative, dai droni ai sensori, dalle mappe di vigore alle macchine agricole di ultima generazione. Non è un discorso campato in aria ma quello che ha cominciato a fare già da sedici anni l’azienda risicola Palestro di Olcenengo (Vc), 232 ettari di risaie, condotta da Roberto Sarasso in collaborazione con il cugino, l’agronomo Giuseppe Sarasso che si occupa dell’elaborazione dei dati relativi all’agricoltura di precisione. Un percorso fatto di varie prove, successi e insuccessi, ma sempre rivolto all’innovazione. Ecco le tappe principali.

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Trebbia Claas Lexion 460 con sistema di mappatura delle rese

Precision farming: partenza in salita
Tutto è iniziato nel 2.000 con l’acquisto di un sistema di mappatura delle rese (Rds) montato su una mietitrebbiatrice Claas Lexion 460 acquistata nel 1998 e già dotata di quantimetro. Già con questo strumento i Sarasso notarono che le rese variavano da una zona all’altra: «Già a occhio avevamo intuito che c’erano differenze – racconta Roberto – ma non pensavamo arrivassero anche al più o meno 30% da una superficie all’altra». Nello stesso anno i risicoltori piemontesi hanno acquistato il primo sistema di guida parallela satellitare. Nel 2005 arriva lo spandiconcime Bogballe M2W dotato di pesa elettronica e predisposto per la concimazione a dose variabile.
«Tra il 2006 e il 2007 – continua Sarasso – abbiamo fatto vari tentativi per far dialogare il sistema Rds con lo spandiconcime Bogballe per iniziare a utilizzare mappe di fertilizzazione a dose variabile elaborate sulla base dei dati di produzione raccolti dal 2000 al 2007, ma i tentativi sono stati inutili in quanto i software che teoricamente avrebbero dovuto essere compatibili andavano in conflitto: non si era ancora affermato il protocollo Isobus».

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Sensore Opti Rx In azione

Con Arvatec arriva la svolta
Nel 2008 l’azienda Palestro inizia la collaborazione con Arvatec, acquista il software Farmworks e il nuovo sistema di guida satellitare Arvanav con relativo monitor. Finalmente si possono usare le mappe di prescrizione per la concimazione e dosare i nutrienti a seconda delle esigenze.
Ma i Sarasso non si sono accontentati e hanno continuato a innovare. Nel 2010 iniziano la sperimentazione dei sensori di vigore (Crop Circle) per verificare la possibilità di eseguire concimazioni di copertura (a luglio) mirate in funzione del vigore vegetativo della coltura e l’anno successivo diventano partner del progetto Astris (finanziato da Camera di Commercio e Accademia dell’agricoltura di Torino) dedicato a valutare le potenzialità e la corretta lettura dei dati dei sensori di vigore. La sperimentazione darà buoni risultati ad eccezione di quando è presente una forte rugiada mattutina, che impedisce la corretta interpretazione delle informazioni.
Sempre nel 2011 l’azienda acquista la mietitrebbiatrice Claas Lexion 750 Terra-Trac con sistema di mappature delle rese Ag-Leader e monitor Integra da 12”. In seguito acquista anche il software Sms Advanced di Ag-Leader per la gestione e l’elaborazione delle mappe di produzione, delle mappe di fertilizzazione e delle mappe di vigore vegetativo. Iniziano anche le prime prove di concimazione di copertura pilotate dai sensori di vigore Ag leader Opti Rx, in grado di rilevare un indice di vigore Ndre: «Sperimentalmente è risultato il migliore come lettura effettiva di vigore vegetativo – spiega Sarasso – grazie a queste prove ci siamo resi conto che esiste una variabilità legata alla natura del terreno che si può compensare con le mappe di fertilizzazione di base elaborate sui dati storici delle produzioni e una variabilità da collegare all’andamento stagionale della coltura che deve essere valutata in corso d’opera».

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Drone Mavtech con sensore Opti RX

Entrano in campo i droni
Nel 2012 iniziano le prime prove di utilizzo dei droni con fotocamere a infrarossi per valutare in anteprima il vigore vegetativo del riso nel mese di luglio, prima della fertilizzazione di copertura. All’inizio ci sono state difficoltà a interpolare e georefenziare i dati della fotocamera con le mappe satellitari, ma, come sempre i Sarasso non si danno per vinti e l’anno successivo introducono droni professionali per riprese cinematografiche dotati di fotocamere a infrarossi evolute: «Ma abbiamo riscontrato ancora difficoltà a esportare dei dati utili a elaborare delle tabelle di prescrizione adatte a lavorare in sincronia con i sensori di vigore che invece operano a terra» racconta Roberto Sarasso.
Nel 2014 è stato così acquisto il sistema Arvalivella di Arvatec per il livellamento dei terreni, pilotato da un sistema satellitare Dgps Rtk che «ha sostituito con notevoli vantaggi operativi il sistema con proiettore laser e permesso di dare indicazioni precise all’operatore sui volumi di terreno da spostare e sulle traiettorie da seguire nel campo da livellare per ottimizzare il lavoro».

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Guida automatica durante la semina

Nel 2015 è l’ora del sistema di guida automatica Ag-Leader On Trac 3 spostabile su diverse trattrici e dotato di un monitor Ag-Leader Versa e di una botte irroratrice Bargam da 21 metri a 7 sezioni, equipaggiata con sistema Ag-Leader Iso-liquid per la distribuzione di agrofarmaci pilotata dal satellite con apertura e chiusura automatizzata delle sezioni: «La prima botte irroratrice in Italia con collegamento Isobus» sottolinea con orgoglio Sarasso.
L’ultima fase è quella che ha impegnato i risicoltori vercellesi con un drone professionale messo a punto da Arvatec e Mavtech Srl, in grado di eseguire un volo radente a circa 100 – 150 cm dalla coltura e di portare lo stesso sensore Opti Rx utilizzato per pilotare lo spandiconcime in fase operativa. È la svolta: «Con questa tecnologia è stata eseguita una mappatura di vigore vegetativo in anteprima su tutta l’azienda, pochi giorni prima della concimazione di copertura – spiega Roberto – i dati rilevati hanno permesso di elaborare delle tabelle di fertilizzazione che hanno collimato per oltre il 90% con i dati rilevati successivamente dallo stesso sensore montato sulla macchina operatrice. I risultati ottenuti sono incoraggianti – conclude – poiché permettono di somministrare a ogni indice di vigore rilevato la corretta dose di fertilizzante azotato in quest’ultima fertilizzazione denominata P.I. (Pannicle initiation) evitando gli eccessi o le carenze localizzate che si avrebbero con una dose media standard».

Tanti vantaggi
Il sistema appena descritto permette di uniformare le colture evitando fenomeni di lussureggiamento dovuti agli eccessi che potrebbero innescare pericolosi fenomeni di attacchi fungini oppure delle carenze dove la dose fissa standard non permetterebbe di ottenere i risultati voluti. C’è, inoltre, un risparmio medio di prodotto rispetto ad una dose standard preventivata che si aggira dal 10 al 15% e questo vantaggio oltre a essere economico va anche a favore dell’ambiente, ed è da tenere in particolare considerazione soprattutto nelle zone vulnerabili ai nitrati dove ci sono dei limiti di utilizzo dei fertilizzanti azotati. Nei suoi 232 ettari, Sarasso coltiva risi indica, lunghi A e tondi dividendo la superficie con sei varietà diverse. I terreni sono pesanti, asciugano a fatica, quindi esegue ancora la semina in acqua.

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Roberto Sarasso

I risultati del progetto Astris
La sperimentazione triennale, condotta nell’ambito del progetto Astris, ha permesso di mettere a punto la tecnica di utilizzo dei sensori di vigore per la modulazione della concimazione azotata del riso allo stadio PI e ha dimostrato che si possono ottenere informazioni importanti per la gestione complessiva della coltura. La modulazione della fertilizzazione ha fornito risultati positivi in termini di produzione e rendimento dell’azoto. Su Centauro, con la dose variabile 1, mediante l’incremento di soli 4 kg/ha di azoto, si sono ottenuti 400 kg/ha in più di risone, con rendimento aggiuntivo di 100 kg di risone per ogni kg di azoto. La dose variabile 2 ha permesso un maggiore incremento di produzione (640 kg/ha), a fronte però di una maggiore somministrazione di azoto (24 kg/ha), ma con una minore efficienza nell’utilizzazione di azoto. Gli esperti dicono che queste prime indicazioni sulle modalità di prescrizione delle dosi modulate, costituiscono le basi propedeutiche per acquisire nel tempo una adeguata esperienza, specifica per ogni azienda e ogni appezzamento, ciascuno dei quali presenta peculiari caratteristiche di fertilità del terreno. In molte aree l’azoto non è l’unico fattore limitante, per cui la modulazione delle dosi dovrà avvenire per approssimazioni successive, con una puntuale analisi dei risultati produttivi. Nelle aree dove la fertilizzazione azotata non migliora la produzione, occorrerà identificare quale sia il reale fattore limitante ed agire di conseguenza, correggendo eventuali altre deficienze. Questo consente di evitare lo spreco di azoto contenendo le spese e rispettando l’ambiente.

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