Con i biostimolanti più vigore e meno stress per le orticole

Semina e trapianto sono le fasi più delicate per le colture orticole. Se le piante sono sottoposte a stress, le conseguenze possono pregiudicare il raccolto. Ecco perché in questi periodi è importante nutrirle con biostimolanti, sostanze di origine naturale capaci di attivare varie funzioni fisiologiche

biostimolanti

Promuovere l’equilibrio tra la fase vegetativa e riproduttiva è fondamentale per garantire produzioni di qualità, specialmente in colture come il pomodoro, caratterizzate da una produzione scalare. Anche avere frutti di dimensioni più grandi e uniformi è un’esigenza imprescindibile per gli imprenditori agricoli che vogliono dare maggior valore alle loro coltivazioni e ottenere un reddito adeguato. Inoltre, per avere piante sane e produttive, è importante ridurre lo stress post trapianto.
La semina insieme al trapianto sono le fasi più delicate per una coltura orticola. È il momento in cui si gettano le fondamenta dell’apparato radicale e in cui si differenziano i primi fiori o grappoli fiorali, ovvero spesso quelli di maggior precocità e valore. Anche l’equilibrio vegetativo e riproduttivo, per almeno 4-5 settimane dopo il trapianto, è molto delicato perché è lo stadio di maggior rischio di contaminazioni fungine, batteriche o virali, che poi normalmente si trascina per tutta la vita della coltura.

Biostimolanti: cosa sono e a cosa servono
Ecco perché in questa fase può essere utile nutrire le piante con biostimolanti, sostanze di origine naturale e quindi senza impatto ambientale, capaci di attivare varie funzioni fisiologiche nei vegetali. I biostimolanti agiscono su specifici bersagli cellulari che, a loro volta, inviano messaggi in grado di stimolare alcune funzioni fisiologiche specifiche per ogni molecola biostimolante. In particolare, agiscono sulla fisiologia delle piante attraverso diversi canali per migliorare il vigore, la resa, la qualità del raccolto e la conservazione del terreno dopo la raccolta. Inoltre, i biostimolanti favoriscono la crescita e lo sviluppo delle piante durante tutto il ciclo colturale, dalla germinazione alla maturazione dei frutti. Questi prodotti stimolano la fotosintesi, l’azione antiossidante, le attività ormonali, la crescita dei vari organi, la resistenza agli stress abiotici (idrici e termici, la tolleranza verso la salsedine e la tolleranza nei confronti delle radiazioni ultraviolette).
I biostimolanti sono composti umici, estratti di alghe, amminoacidi di origine animale e vegetale, chitina e chitosani, antitraspiranti, acido salicilico, salicati, fosfati, complessi organo-minerali, ecc… La loro azione è complementare a quella della normale nutrizione minerale e organica.

biostimolantiNov@ un prodotto per tre obiettivi
Grazie alle fitosaponine (veicolanti naturali), la glicinbetaina e gli acidi organici (umici e fulvici) Nov@ è un prodotto sviluppato da Biolchim che migliora lo sviluppo e l’efficienza dell’apparato radicale e la struttura del suolo. Inoltre, L’azione è coadiuvata da polisaccaridi, vitamine e micronutrienti. Nov@ migliora lo sviluppo e l’assorbimento radicale, stimola la crescita vegetativa e favorisce l’ingrossamento dei frutti, permettendo una crescita equilibrata e un miglioramento dei parametri sia quantitativi che qualitativi. Nov@ stimola la crescita equilibrata della pianta e migliora quantità e qualità della produzione. Applicato in fertirrigazione su diverse varietà di pomodoro da mensa, ha stimolato la crescita equilibrata delle piante. Come si può notare negli esempi qui sotto, in tutti i casi le piante si presentano più sviluppate, con fusti più spessi e con maggiore superficie fogliare. Ciò ha permesso di aumentare la capacità fotosintetica che ha portato ad un aumento della produzione rispetto al controllo (trattamento standard).
Nov@ si può impiegare per ottenere tre tipi di risultati: favorire l’attecchimento e il superamento dello stress da trapianto, favorire lo sviluppo radicale e prevenire e curare la clorosi ferrica (fertirrigazione), abbinato a Keliron.

 

  • varietà: Saddya
  • Ubicazione: Sicilia
  • Applicazione: 20 l/ha ogni 15 giorni dalla fase di accrescimento pianta

 

nova_01

nova_02

 

  • Varietà: Piccolo
  • Ubicazione: Sicilia
  • Applicazione: 15 l/ha ogni 10 giorni a partire dal trapianto

 

nova_03

 

  • Varietà: Newton
  • Ubicazione: Emilia-Romagna
  • Applicazione: 20 l/ha 4 giorni dopo la fertirrigazione

www.novagricoltura.com

 

  • Varietà: Newton
  • Ubicazione: Emilia-Romagna
  • Applicazione: 20 l/ha 10 giorni dopo la fertirrigazione

10 giorni dopo il trattamento

NOV@: come si impiega
Si consiglia applicare Nov@ 10-20 giorni dopo il trapianto con 2-3 interventi ogni 10-15 giorni, e in post-allegagione in corrispondenza dell’allegagione di ogni palco fruttifero alla dose di 15-20 l/ha.

biostimolanti

Barbara Calegari in campo con un tecnico Biolchim

Il parere di chi lo usa
«La differenza tra le piante trattate con Nov@ e quelle non trattate è notevole – ammette Barbara Calegari, titolare assieme al padre Alessandro e al fratello Enrico di un’azienda agricola di 20 ettari interamente dedicata alle orticole nella zona di Budrio in provincia di Bologna – noi usiamo il prodotto su tutte le nostre coltivazioni, sia quelle in pieno campo che quelle fuori suolo».
Infatti, i Calegari hanno dieci ettari di serre, dieci in pieno campo e un ettaro e mezzo di impianti fuori suolo. Le varietà coltivate sono melanzane, cetrioli, e zucchine in serra, cavoli cappucci, lattuga e zucchine americane in pieno campo, mentre fuori suolo crescono soprattutto i pomodori.
«Utilizziamo Nov@ su tutte le colture dopo il trapianto – spiega l’imprenditrice emiliana – per stimolare la radicazione. Nel fuori suolo, invece, somministriamo il prodotto durante tutto il ciclo colturale per stimolare l’uscita di nuove radici. È una sostanza che funziona – afferma Calegari – incrementando le rese di circa il 10% a fronte di un’incidenza sui costi del 3%. Abbiamo confrontato Nov@ con prodotti simili: è quello che ha fatto registrare le performance migliori. Il suo utilizzo è strategico soprattutto nelle colture a ciclo lungo (cetriolo, pomodoro, melanzana) – conclude Calegari – perché garantisce vigore alle piante per un periodo di tempo prolungato, inoltre, le aiuta a superare gli stress del trapianto».

 

Pubblica un commento