Nuove idee per la risicoltura alle giornate in campo di Vercelli

TECNICA

Dalla lavorazione alla raccolta con interventi sempre più mirati.


Giuseppe Sarasso, Terra e Vita
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La semina interrata a file, una tecnica che presenta concreti vantaggi operativi, almeno per i terreni più sciolti, è una delle più interessanti proposte emerse nel corso delle giornate in campo sul riso della Fiera di Vercelli. La disponibilità di cultivar Clearfield®, per altro, permette di eseguire un’efficace lotta al crodo senza falsa semina.

Unico limite all’espansione della tecnica, che nel 2011 ha raggiunto il 30% (72mila ha) della superficie totale a riso, è la disponibilità d’acqua. Se non è stata accumulata l’acqua primaverile nelle falde e nelle camere di risaia tramite il tradizionale allagamento, al momento in cui anche il riso a semina interrata deve essere sommerso, a inizio giugno, non vi sarebbe disponibilità idrica sufficiente alla richiesta di maggiori superfici.

In fiera è stata esposta una vasta gamma di seminatrici da asciutto, alcune delle quali attrezzate per la semina su sodo. Sono state eseguite anche alcune prove “in bianco”, nonostante il terreno fosse ancora molto umido.

La proposta spaziava dalla più semplice seminatrice da grano a quelle più complesse e di grandi dimensioni, dotate di distribuzione pneumatica e controllabili elettronicamente. Ovviamente la tecnologia avanzata e le grandi attrezzature comportano costi ammortizzabili solo su grandi superfici.

Il terreno utilizzato per tutte le prove di lavorazione è di medio impasto tendente al leggero, ma con alcune aree ancora umide al limite della praticabilità. Condizioni ottime per valutare l’aderenza degli pneumatici e la scorrevolezza degli aratri.

In effetti, in fase di preparazione delle macchine era udibile un “concerto di sibili”, dovuti alle pressioni degli pneumatici che venivano abbassate ai limiti minimi di tolleranza. Questo accorgimento, unito a zavorrature adatte, ha permesso di eseguire generalmente lavorazioni di buona qualità, sotto l’attento controllo di Vittorino Bollo, l’agricoltore che tutti gli anni concede alla fiera l’uso dei propri terreni.

Software, gps, automatismi

Il tradizionale sistema di aratura a prose con aratri semplici è stato soppiantato dall’aratura in piano con aratri reversibili, unica tipologia presentata in fiera. Sono stati esposti e provati sia tipi fissi che con distanza tra i vomeri variabile idraulicamente. Per questi ultimi è disponibile un software collegato a ricevitore satellitare, in grado di regolare in continuo la larghezza di lavoro per rendere rettilinee le passate e adeguarle alla conformazione dell’appezzamento.

I continui aumenti dei costi del gasolio stanno spingendo molti risicoltori ad adottare tecniche di lavorazione ridotta. I ripuntatori combinati, con ancore ben distanziate e punte larghe, adatte a smuovere tutta la larghezza lavorata, corredati di dischi e rulli finali per il livellamento, godono dei maggiori favori.

Rispetto agli aratri, questi attrezzi richiedono un minor investimento d’acquisto, minor consumo di gasolio e maggiore semplicità di regolazione.

I risultati produttivi non ne risentono, a patto di utilizzare idonee strategie di fertilizzazione. Molto ampia, in fiera, anche l’offerta di questi attrezzi, alcuni dei quali in campo hanno mostrato ottime performance.

La risicoltura è stata pioniera nell’utilizzo del gps, per la guida parallela manuale con indicazioni visive. E il passo successivo riguarda l’introduzione della guida automatica. A giudicare dall’interesse dimostrato, i volanti motorizzati, trasferibili con facilità da una trattrice all’altra, sono la soluzione più popolare.

Si sta ampliando la proposta di sistemi per la mappatura delle rese produttive, sia da parte dei costruttori di mietitrebbiatrici che da alcune ditte specializzate che hanno proposto, oltre ai sistemi di guida gps e di mappatura delle rese, un’ampia varietà di software per la gestione delle diserbatrici, in grado di eseguire automaticamente l’apertura e chiusura delle barre sulle capezzagne, e di chiudere le sezioni di barra a evitare sovrapposizioni.

Concimazione “base”

L’automazione degli spandiconcime centrifughi utilizzati per fertilizzazione e semina in acqua si limita invece alla gestione di apertura e chiusura sulle capezzagne. Le innovazioni apparse all’ultima Agritechnica di Hannover per quanto riguarda spandiconcime centrifughi in grado di modulare la larghezza di lavoro in funzione della forma degli appezzamenti, non erano presenti, e pare che al momento non vengano importati in Italia. In fiera, la proposta degli spandiconcime si limitava ai modelli base; non erano invece esposti esemplari con pesatura e gestione elettronica, indispensabili per sfruttare le informazioni ricavabili dalle mappe di produzione, o dai nuovissimi sensori di vigore vegetativo, in fase di sperimentazione, che pure sono stati proposti in esposizione. Anche per chi non intendesse intraprendere la strada della precision farming, gli spandiconcime con pesatura elettronica sono comunque molto utili per ridurre drasticamente gli errori di dosaggio. In questo settore, quindi, la risicoltura trova ampi spazi di miglioramento.

Nel campo del livellamento dei terreni, attualmente dominato dai sistemi laser, si sono viste innovazioni interessanti. Una lama livellatrice è stata dotata di doppio ricevitore laser, in grado di mantenerne l’orizzontalità trasversale tramite il comando diretto del “tilt”. Il dispositivo è particolarmente utile durante il livellamento dei bordi campo.

Aumenta la precisione

Per chi dispone o vuole dotarsi di un tracciafile satellitare di tipo avanzato, è stato proposto un sistema di gestione della lama livellatrice senza laser. Se collegato ad un segnale di correzione Rtk (Real-time kinematic), il sistema Gps è in grado di raggiungere precisioni di livello intorno a un centimetro. Si evitano così i problemi causati dal trasmettitore laser, che va rimosso e riposizionato ogni volta che ci si allontana dall’appezzamento. Il sistema Gps non soffre infatti interferenze causate da nebbia, vento, polvere e presenza di linee elettriche ad alta tensione. Una ditta che opera nella zona risicola ha annunciato il lancio di un servizio in abbonamento della correzione Rtk, in modo da evitare l’acquisto individuale della stazione di base. Questo sistema permetterà, oltre alla gestione della livellatrice, di migliorare ulteriormente la precisione di guida, dagli attuali 35 cm forniti dal sistema gratuito Egnos, e dai 15 cm forniti dagli attuali servizi di correzione a pagamento, a 1 solo centimetro di errore per tutte le lavorazioni che richiedono passate parallele.

Nel settore delle trattrici a ruote, esposte tutte le novità fino a 400 CV, molte delle quali dotate di catalizzatore Scr, che costringeranno i risicoltori a organizzarsi per lo stoccaggio e il rifornimento di Ad-Blue (soluzione di urea non tossica, usata per ridurre chimicamente le emissioni degli ossidi di azoto – NOx – dai gas di scarico dei motori diesel). I promessi risparmi di gasolio dovrebbero però compensare l’incomodo. Non potevano mancare le proposte relative ai modelli adatti per le lavorazioni in acqua, nella classe tra 90 e 150 CV, e da 3,5 a 5 tonnellate di peso a vuoto. La scelta dipende dalla portanza dei terreni, ma bisogna attendersi che una tonnellata in più di peso da spostare nel fango sia fonte di consumi ag-giuntivi.

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