Mais, i pionieri dello strip till

TECNICA

Le nuove attrezzature comparse sul mercato sostengono la diffusione della tecnica.


Roberto Bartolini, Terra e Vita
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È il compromesso ideale tra minima lavorazione e sodo e si distingue come una delle innovazioni tecniche più promettenti emerse nella difficile campagna mais 2012. Si chiama strip till e prevede la lavorazione in banda dell’area interessata alla semina, da effettuarsi in un tempo antecedente alla deposizione del seme.

Effetti sulla salute del suolo

Marco Soave che coltiva una trentina di ettari a Villafranca (Vr) da quattro anni sta adottando lo strip till su mais e soia ed è giunto ad alcune interessanti conclusioni: «Dal confronto tra strip till e minima lavorazione, intesa come rippatura ed erpicatura prima della semina, la prima cosa da sottolineare è che le produzioni si sono sempre mantenute uguali, in media 130 q/ha di granella secca di mais e 50 q/ha per la soia. Quest’anno purtroppo la media aziendale del mais si è abbassata a 120 q/ha, nonostante le 12 irrigazioni a scorrimento, ma non ci sono state comunque differenze tra le due tipologie di lavorazione. Il risparmio in gasolio e in ore lavoro grazie allo strip till è di oltre il 50% e inoltre si possono impiegare trattori di bassa potenza, da 120 a 150 cavalli. Oltre che sul portafoglio, i benefici dello strip till si notano sullo stato di salute del terreno, che almeno per la nostra realtà, è nettamente migliorato. L’effetto positivo si evidenzia soprattutto in annate difficili quando sul terreno trattato con lo strip till si riscontra una maggiore portanza e un miglior drenaggio delle acque in eccesso. Ho notato con piacere anche il ritorno dei lombrichi e una sofficità degli aggregati che, con le lavorazioni tradizionali, era sconosciuta. Quest’anno posso affermare che nei periodi di massima siccità il terreno a strip till ha presentato minori necessità irrigue». Adottando lo strip till si modifica la gestione delle infestanti? «La tipologia di lavorazione a bande, rispetto all’aratura e alla minima lavorazione, favorisce la crescita delle infestanti quindi è opportuno prima della semina effettuare un trattamento con glifosate e, successivamente, eseguire un diserbo di pre-emergenza che nella mia azienda costituisce la linea operativa di controllo delle infestanti vincente e adottata ormai da molti anni». Soave per eseguire lo strip till usa l’attrezzatura Strip Hawk costruita da Mom.

Tecnica ideale per i terreni freddi

Giuseppe Elias, 420 ettari a mais in prossimità di Lodi (Mi), quest’anno ha adottato lo strip till su 150 ettari con lo Striger di Kuhn. «Ho voluto fare una prova estesa su molti ettari per poter avere un riscontro probante i termini di rese e di costi. L’andamento climatico ha portato ad una diminuzione generalizzata delle rese del 7% circa, con una produzione media aziendale di 110 q/ha di granella secca, ma il fatto significativo è che non ho notato alcuna differenza tra terreno a minima lavorazione e terreno con lo strip till. Quindi il risultato, anche in un’annata estremamente difficile, è molto positivo a tal punto che ho deciso di estendere lo strip till a tutta la superficie a mais della prossima campagna 2013. È evidente che questa tecnica va applicata su terreni che non sono stati calpestati e inoltre occorre prevedere una concimazione in contemporanea alla lavorazione, con la localizzazione di una quota dell’azoto totale. Circa la tipologia di fertilizzante, stiamo testando i concimi a lenta cessione che sono particolarmente adatti allo strip till, anche se l’ideale sarebbe l’ammoniaca anidra interrata, che è il prodotto azotato a più basso costo».
Quali sono i principali vantaggi dello strip till?
«Il primo e più importante vantaggio è di riscaldare il terreno quindi è un sistema ideale per le aree della pianura padana dove la semina diretta incontra ostacoli o non decolla a causa proprio dei terreni freddi. La banda lavorata infatti viene esposta al sole e senza la presenza dei residui in superficie si scalda con più facilità e la pianta di mais così parte velocemente. Infine, rispetto alla minima lavorazione eseguita su tutta la superficie, con lo strip till si opera solo sul 60% della superficie e quindi si risparmia in gasolio e in ore di lavoro.

Teniamo conto che il costo dell’aratura è di 439 euro/ha, della minima lavorazione di 245 euro/ha, mentre con lo strip till si scende a 185 euro/ha».
In quale epoca si effettua lo strip till?
«Sui terreni pesanti, conclude Elias, è opportuno preparare le bande lavorate già in autunno, mentre sopra il Po, con terreni più sciolti, lo strip till è da eseguire in prossimità delle semine ».

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