Come fare reddito? Con nuove tecniche agronomiche e commerciali

Nella due giorni di “Coltiviamo reddito” nell’azienda Sant’Ilario di Mira (Ve) il Consorzio agrario del Nordest ha presentato ai soci e ai clienti una serie di innovazioni che possono aiutare gli imprenditori agricoli a migliorare il conto economico delle loro aziende

reddito

Le opportunità per creare reddito in agricoltura ci sono, ma serve un nuovo approccio: avanzate tecniche agronomiche e una gestione commerciale innovativa per la vendita delle produzioni. Questo, in estrema sintesi, il messaggio lanciato durante l’evento “Coltiviamo reddito”, organizzato dal Consorzio agrario del Nordest il 24 e 25 agosto nei campi sperimentali dell’azienda Sant’Ilario a Mira (Ve). Due giornate dedicate ai quattro obiettivi fondamentali per un’azienda agricola moderna: incremento del reddito, delle rese, della qualità e della sostenibilità attraverso prove in campo, 37 espositori di macchine, prodotti e soluzioni tecnologiche avanzate, workshop e spiegazioni da parte dei tecnici del Consorzio ai circa 10mila imprenditori agricoli arrivati da sette province (Venezia, Padova, Rovigo, Vicenza, Verona, Mantova e Brescia), in 40 ettari di innovazione suddivisi in parcelle dimostrative e sperimentali per un totale di 300 tesi e 200 varietà a confronto. Alla manifestazione ha partecipato anche l’assessore all’Agricoltura della Regione Veneto Giuseppe Pan.

Ad esempio, nella coltivazione del frumento, le sperimentazioni portate avanti dal consorzio diretto da Pierluigi Guarise hanno portato a un incremento dell’accestimento del 13% per il grano tenero e del 25% per il grano duro con la concimazione alla semina. Inoltre, maggiori guadagni si possono ottenere attraverso i contratti di gestione e di protezione che possono difendere l’azienda dalla variabilità dei prezzi. L’utilizzo di fertilizzanti ad alta efficienza ha portato a risultati migliori del 20% rispetto a quelli tradizioni a parità di costo per ettaro. Sono prodotti adatti anche per l’agricoltura biologica, che permettono di ridurre le unità di azoto. E poi soluzioni naturali per combattere le aflatossine del mais con risultati di successo vicini al 100% e nuove linee di prodotto per il miglioramento dell’alimentazione nella zootecnia e la riduzione di antibiotici in stalla e molto altro.
Il Consorzio Agrario del Nord Est, cooperativa fondata nel 1895 con finalità mutualistiche, a capitale interamente privato, ha chiuso il 2016 con un fatturato di circa 450 milioni di euro, e conta circa 45.000 tra soci e clienti e una fitta rete di strutture commerciali, logistiche e produttive dislocate sul territorio di riferimento. Nei primi sei mesi del 2017, il fatturato è in aumento del 5%.

redditoConcimazione in presemina e le rese spiccano il volo
La sperimentazione realizzata dai tecnici del Consorzio agrario del Nordest nei 130 campi sperimentali a Carpi di Villa Bartolomea (Verona) ha confermato l’efficacia in termini produttivi della concimazione presemina dei frumenti e degli orzi e della strategia di difesa testata. Sono state seminate 65 varietà di frumenti teneri e duri su circa 25 ettari, praticamente tutte le varietà top di gamma. Il terreno della sperimentazione è infatti di medio impasto-sciolto (tendenzialmente poco drenante in autunno) e sia prima sia dopo la semina è piovuto molto, tanto da destrutturare il terreno, creando zone asfittiche in diversi punti dell’appezzamento. La siccità primaverile ed estiva ha creato ulteriori difficoltà. In aggiunta ai frumenti, nel campo sperimentale di Carpi, è stato possibile vedere anche le prove condotte su varietà di orzo distico, polistico e ibridi da foraggio. Le strategie di concimazione in prova e il piano di difesa testato hanno permesso a tutte le varietà presenti nel campo di raggiungere rese ottimali in trinciatura. Tra le varietà di grano tenero a uso foraggero va segnalata l’ottima performance della varietà a ciclo precocissimo Argone, che ha prodotto una biomassa di qualità, con una produzione che ha superato i 480 q/ha. Anche la varietà Agape (tenero panificabile), grazie all’ottima vigoria e stato fitosanitario, ha raggiunto una produzione di cariossidi vicina ai 100 q/ha, con peso ettolitrico elevato.
Nello specifico, i tecnici del Consorzio hanno sperimentato una strategia di concimazione – utilizzando prodotti a pronto rilascio e a lenta cessione – che ha previsto due interventi distinti a fine inverno, oltre all’intervento alla semina (4 novembre) con l’impiego di 3 q/ha di un concime organo-minerale azoto fosforo 11.25 (Winner, Unimer). Il primo intervento a fine inverno è stato eseguito il 21 gennaio con 1 q/ha di organo-minerale azotato (Superazo- tek N32, Unimer) più 1 q/ha di un concime minerale 33,5% azoto + 11% calcio (CaO) (Azoto Express, Linealand) a inizio accestimento, il tutto effettuato nella stessa mattinata in modo da razionalizzare i costi di distribuzione. Il secondo intervento di concimazione previsto dalla strategia proposta dai tecnici è avvenuto l’8 aprile impiegando 1,5 q/ha di un concime minerale 38% azoto + 19% S03 (Azo- tech S38, Linealand) a levata-botticella; per un totale complessivo di 156 unità fertilizzanti/ettaro. I tecnici sono intervenuti con 2 trattamenti fungicidi, il primo l’8 aprile, allo stadio vegetativo di botticella, e l’altro il 29 aprile, a inizio antesi. Grazie a questi 2 interventi si è riusciti a ottenere frumenti e orzi di qualità e completamente sani.

Aumento della spigatura
Lo scopo delle prove è stato quello di garantire al frumento la presenza di elementi fertilizzanti quando questo ne ha più bisogno e i risultati di questa strategia sono evidenti: la concimazione autunnale ha garantito un incremento del numero di spighe del 25% per il duro e del 13% per il tenero. 
I risultati produttivi hanno dato quindi ragione ai tecnici del Consorzio: la concimazione di presemina, abbinata al frazionamento delle fertilizzazioni, ha permesso di ottenere maggiori rese e qualità dai frumenti, a tutto vantaggio del reddito aziendale.

Contratti di gestione: quotazioni più alte dal 5 al 20% 
Il Consorzio agrario del Nordest offre numerose soluzioni contrattuali per la gestione dei cereali e di altre colture, sottoscrivibili prima, durante o dopo la semina. Con i contratti di gestione, assieme ai nuovi contratti protezione, l’imprenditore agricolo può contare su formule flessibili, su misura, ma allo stesso tempo sicure, capaci di difendere l’azienda dalla variabilità dei prezzi. La redditività delle colture estensive, oltre che a rese e qualità, è legata anche all’abilità commerciale dell’agricoltore: la volatilità dei mercati rappresenta infatti un ostacolo, ma anche un’opportunità da gestire. Per agevolare gli imprenditori in questo senso il Consorzio Agrario del Nordest propone numerose soluzioni contrattuali: si va dai contratti classici, come le formule con vendita pronta con prezzo determinato al momento della consegna, alla vendita con prezzo da determinare con riferimento alle borse merci indicate nel contratto passando per il conto deposito, ma secondo la soluzione ideale per gli imprenditori è quella dei contratti di gestione che, unita ai contratti di protezione rappresenta un approccio innovativo alla vendita. Il contratto di gestione collettiva è una soluzione riservata esclusivamente alle realtà cooperative, come appunto quella del Consorzio Agrario del Nordest, è regolata dal Codice Civile e sottostà ad un regolamento, approvato dall’assemblea dei soci, e alle condizioni di campagna che annualmente vengono stabilite dal Cda. Il socio che aderisce al contratto di gestione conferisce il prodotto che dal quel momento viene interamente gestito nella sua commercializzazione dagli operatori del Consorzio. In pratica il prodotto, normalmente mais o frumento di qualunque tipologia o soia, ci viene affidato dai soci e il Consorzio Agrario del Nordest lavora per commercializzarlo al miglior prezzo possibile operando anche sui mercati internazionali. Il socio percepisce due acconti e, a fine campagna, si fanno i conti e si procede, dopo approvazione del consiglio, alla liquidazione.
Che questa formula funzioni sono i numeri a decretarlo: oggi circa un terzo dell’intero volume di prodotto consegnato al Consorzio agrario è «a gestione», quindi più di 1,5 milioni di quintali.
 Avendo la possibilità di operare con grandi quantitativi di merce sui mercati internazionali come il Cbot o l’Euronext nei dieci anni di attività di questa tipologia il Consorzio agrario è riuscito a liquidare ai sottoscrittori valori che vanno da un minimo del 5-6% no al 20% superiori rispetto alle quotazioni medie dei mercuriali dello stesso periodo.

redditoContratti di protezione
I contratti protezione rappresentano lo strumento messo in campo dal Consorzio agrario del Nordest per proteggere le aziende agricole dal fenomeno della variabilità dei prezzi di frumento, mais, soia e colza. Vengono proposti il prezzo determinato a temine (PDT) e il prezzo minimo garantito (PMG), con possibilità di fissare il prezzo fino a due anni. Il fenomeno della variabilità dei prezzi delle commodity, cereali in primis, ha raggiunto negli ultimi anni livelli difficilmente gestibili per l’imprenditore agricolo. Le oscillazioni dei prezzi delle produzioni determinate sui mercati internazionali, anche per effetto delle crisi geopolitiche, sono andate infatti sommandosi alle variabili di incertezza che da sempre governano l’agricoltura, quali l’andamento meteorologico, la qualità e il costo dei mezzi tecnici. In questo contesto per l’imprenditore
agricolo non è più sostenibile una gestione aziendale affidata al solo istinto
o alla fortuna (con un approccio «giorno
per giorno»), ma deve individuare soluzioni che proteggano la propria azienda dal rischio di variabilità dei prezzi. Il Consorzio agrario del Nordest ha messo in campo una nuova soluzione per il settore che permette agli imprenditori agricoli di affrontare con successo il mercato dei cereali: i contratti protezione. I contratti protezione, già in uso in altri Paesi quali Stati Uniti e Francia, sono a tutti gli effetti degli strumenti quotidiani di gestione del rischio che consentono all’agricoltore di governare e difendere la marginalità, potendo fissare il valore delle produzioni prima della semina o durante l’arco temporale che, mese dopo mese, porterà verso il nuovo raccolto. L’imprenditore agricolo non dovrà più aspettare di avere il prodotto fisico da conferire, ma potrà approfittare di congiunture di mercato positive durante ogni fase del ciclo colturale.
Dal 2013 il Consorzio Agrario ha messo in campo due tipologie di contratti di protezione: il prezzo determinato a termine (PDT) e il prezzo minimo garantito (PMG). In entrambi i casi per fissare il valore del raccolto sarà sufficiente consultare le quotazioni trasmesse quotidianamente via SMS dalla rete commerciale del Consorzio Agrario e intervenire con una semplice comunicazione quando le condizioni saranno in linea con gli obiettivi aziendali.
L’agricoltore può comunque decidere di non fissare il prezzo e di utilizzare una delle soluzioni contrattuali classiche.

Prezzo determinato a termine (PDT)
Il prezzo determinato a termine consente di fissare un prezzo fisso per la vendita del nuovo raccolto in un qualsiasi momento del ciclo produttivo da prima della semina alla raccolta. Al conferimento del raccolto la fatturazione della merce avverrà al prezzo fisso precedentemente stabilito, indipendentemente dal prezzo di mercato del momento. In questo modo l’agricoltore può fissare già nel corso dell’anno la propria marginalità, da definire in funzione dei costi di produzione. La soluzione più efficace per l’imprenditore agricolo – secondo i tecnici del Consorzio – è utilizzare i contratti di protezione per il 50% della produzione attesa; il resto della produzione potrà essere gestito con le altre formule contrattuali, ad esempio in gestione. Grazie alla disponibilità quotidiana delle quotazioni (nel caso del frumento vengono fornite sino al 31 maggio; per mais e soia no al 31 agosto), l’imprenditore agricolo potrà raggiungere la percentuale di copertura del 50% anche attraverso successive fissazioni incrementali, durante il corso del ciclo colturale, su quantità di prodotto più limitate. Questi i PDT stabiliti per i prossimi anni:
– grano tenero ( 2018, 181 €/ton; 2019, 183 €/ton)
– grano duro (2018, 251  €/ton; 2019, 263  €/ton)
– mais (2018, 160  €/ton; 2019, 161  €/ton)
– soia (2018, 365  €/ton; 2019, 354  €/ton)
– colza (2018, 351  €/ton; 2019, 355  €/ton)

Prezzo minimo garantito (PMG)
Il prezzo minimo garantito consente di fissare un prezzo minimo per la vendita del nuovo raccolto e allo stesso tempo di partecipare a eventuali rialzi. Al conferimento del raccolto la fatturazione della merce avverrà al prezzo di mercato del momento, a meno che questo valore non sia inferiore al prezzo minimo garantito fissato in precedenza. Quindi una garanzia determinante per la difesa della marginalità aziendale. Per questa tipologia di contratto, a differenza del prezzo determinato a termine, viene richiesto un onere di copertura per il servizio. L’imprenditore agricolo che utilizza per la prima volta queste nuove modalità commerciali può anche decidere di testare i contratti protezione su quantità minime (ad esempio 10% della produzione attesa); così facendo potrà impratichirsi con questi nuovi strumenti per la di- fesa del reddito, per poi andare ad aumentare le quantità l’anno successivo, in base al suo livello di soddisfazione». Questi i PMG stabiliti per i prossimi anni:
– grano tenero ( 2018, 168 €/ton)
– mais (2018, 146  €/ton)
– soia (2018, 334  €/ton)
– colza (2018, 326  €/ton)
Da quest’anno, inoltre, i contratti protezione proposti dal Consorzio Agrario del Nordest permetteranno di fissare il prezzo per i prossimi due anni (campagne 2018 e 2019). Un ulteriore vantaggio per l’agricoltore che potrà così gestire in tutta tranquillità le proprie produzioni e la propria marginalità aziendale.

“Azoto biologico” per erbacee, orticole e arboree
Nutribio N, testato dai tecnici del Consorzio, ha dimostrato la capacità di sostituire 70-80 unità di azoto su colture erbacee, orticole e arboree. Si tratta di una miscela di batteri azotofissatori e funghi micorrizici autorizzata in agricoltura biologica. Nutribio N è un ammendante vegetale costituito da una miscela di funghi micorrizici e batteri azotofissatori in grado di captare l’azoto atmosferico e renderlo disponibile alle piante. Un processo naturale del tutto simile a
 quello attuato dal Rhizobium, simbionte delle leguminose. I test in pieno campo
condotti dal Consorzio su frumento e mais hanno confermato la capacità di Nutribio N di sostituire in modo stabile come minimo 70-80 unità di azoto chimico. Nutribio N può essere applicato su diverse colture: soia, frumento, mais, colza, girasole, orticole, pomodoro, frutticole arboree, ecc.

redditoSoluzione per le aflatossine del mais
Gli sforzi della ricerca hanno portato alla messa a punto di un prodotto innovativo e totalmente naturale: AF-X1 di Pioneer. Si tratta di una miscela di funghi autoctoni non tossici del ceppo Aspergillus flavus appartenenti allo stesso genere dei funghi patogeni. Il ceppo, selezionato tra i 138 Aspergillus presenti in Italia, viene distribuito sulle coltivazioni in modo da inoculare le piante ospiti e occupare la nicchia ecologica prediletta dai funghi patogeni, impedendone lo sviluppo.
Le prove condotte nel 2016 dal Consorzio evidenziano che il livello di aflatossine delle coltivazioni trattate con AF-X1 è stato < 20 ppb (limite attualmente in vigore per le materie prime destinate a magnimi) nel 99,8% e < 3 ppb nel 96,2% dei casi, consentendo a queste produzioni l’accesso alle filiere di qualità, decisamente premianti in termini di prezzo della materia prima (in questo caso il Consorzio riconosce un premio di 5 euro/t). Questi valori straordinari sono solo l’ultima conferma di numerose sperimentazioni condotte dal 2012 in avanti, sotto il controllo dell’Università di Piacenza. AF-X1 è un agrofarmaco in via di registrazione per il quale il ministero delle Salute ha consentito l’autorizzazione provvisoria per il 2016 e per il 2017, in attesa della registrazione definitiva. Successivamente sarà possibile iniziare l’iter per la registrazione per le coltivazioni biologiche; si tratta infatti di un prodotto naturale. AF-X1 va distribuito quando il mais presenta 6-8 foglie in ragione di 25 kg/ha mediante un normale spandiconcime. Il costo del prodotto viene totalmente ammortizzato dal premio previsto dal Consorzio per il mais trattato che presenta un contenuto di aflatossine < 3 ppb.

redditoDigital farming
La collaborazione tra il Consorzio agrario del Nordest e la multinazionale dell’automazione Cobo porta le tecnologie digitali in azienda agricola per migliorare l’efficienza della gestione del parco macchine. Cobo ha sviluppato un sistema per monitorare e quindi gestire le risorse aziendali (macchinari, gasolio, ecc.) in tempo reale e a costi competitivi, attraverso apparecchiature elettroniche che facilitano la comunicazione tra trattrice e attrezzatura e tra questi e l’imprenditore. La tecnologia si basa su una serie di sensori, collegati via Gps e installati sull’intero parco macchine, in grado di dialogare con la presa Canbus e tra di loro. Tali sensori raccolgono così una serie di dati che vengono stoccati su una piattaforma web.
Il sensore installato sulla trattrice e collegato al Canbus accede a tutti i dati di funzionamento della macchina e al contempo è in grado di riconoscere l’attrezzatura, dotata anch’essa di sensore, con la quale viene accoppiata: da quel momento i sensori trasferiscono alla piattaforma web le informazioni su attrezzatura e trattrice relative sia al funzionamento sia al posizionamento, per- mettendo di tracciare in tempo reale le operazioni agricole: dove sono state effettuate, da quale operatore, con quali macchine, ecc. Il progetto consente di poter operare con tutte le macchine e attrezzature esistenti in azienda e non solo su quelle di ultima generazione, già dotate di strumentazioni molto più sofisticate (ad esempio ISOBUS).

redditoMonitoraggio cisterne gasolio
Grazie alla collaborazione con il Consorzio, Cobo ha sviluppato anche sensori e progetti ad hoc più semplici. Uno di questi, tanto semplice quanto funzionale, riguarda il monitoraggio delle cisterne di gasolio attraverso un sensore posto sulle cisterne che riconosce la trattrice e l’operatore, sblocca la pompa permettendo l’erogazione del carburante e registra in tempo reale i litri prelevati e il serbatoio di destinazione. A fine giornata l’imprenditore può sapere quanto gasolio è stato consumato da ogni macchina e operatore, quanto carburante è rimasto nel serbatoio di ogni singola macchina e quanto nella cisterna.

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