Agricoltura conservativa virtuosa se evita di compattare il terreno

AGRONOMIA

Carichi specifici a confronto tra trattrici e mietitrebbie di diversa potenza.


Terra e Vita
trinciatrice

Un regolare investimento colturale in agricoltura conservativa dipende da vari fattori e tra questi è ragionevole ritenere che il più importante sia la bassa e regolare densità del suolo per favo-rire:

a) la giusta e omogenea profondità di semina;

b) l’espansione orizzontale e verticale degli apparati radicali;

c) la penetrazione delle acque piovane;

d) il rapido riscaldamento nelle semine anticipate, soprattutto dopo le piogge di fine inverno-inizio prima-vera.

Questi requisiti fisici dipendono da vari fattori: genesi del suolo, tenore di sostanza organica, peso delle macchine e degli attrezzi, carico specifico al suolo, forma delle ruote/cingoli delle macchine ed attrezzi, numero di passaggi e dalla modalità più o meno libera di accesso agli appezzamenti (ponti su fossi irrigui o scoli). Al variare del grado di compressione di uno stesso terreno, variano la profondità di semina e il grado di copertura del seme stesso e ciò influenza, anche significativamente, la regolarità dell’investimento colturale.

Le macchine e i terreni

Sono determinanti il peso complessivo della macchina e soprattutto il carico specifico al suolo (peso della macchina in rapporto alla superficie della ruota o del cingolo), la forma dei cingoli e delle ruote (estremamente piatti i primi, tendenzialmente curvate in senso trasversale le seconde) e la forma e l’altezza delle estroflessioni. Le estroflessioni dei pneumatici molto accentuate, se da una parte favoriscono l’aderenza al suolo e l’azione ammortizzatrice delle vibrazioni durante il percorso stradale, dall’altra tendono ad aumentare la destrutturazione del volume superficiale di terreno interessato dalla deposizione e germinazione del seme.

Negli ultimi anni, con la riduzione del numero di passaggi conseguenti all’aumento della larghezza di lavoro degli attrezzi, questa destrutturazione è complessivamente diminuita in termini di superficie, per contro però l’intensità è aumentata con l’aumento del peso delle trattrici e delle attrezzature.

In agricoltura conservativa, caratterizzata da una sola lavorazione superficiale del suolo o dalla assenza completa di lavorazione con semina diretta, questo trend deve essere attentamente riesaminato. L’agricoltura conservativa necessita di trattrici leggere e potenti, progettate per evitare la destrutturazione superficiale del terreno. Suoli sciolti con o senza scheletro, senza struttura, anche se umidi, possono essere compressi con carichi specifici elevati senza richiedere “ristoro” invernale da parte del gelo-disgelo. Ma con l’aumentare del tenore d’argilla e limo, il ruolo del carico specifico sul terreno diventa sempre più dominante e ciò non tanto nei terreni asciutti e secchi con raccolte estive di mais pastone o trinciato integrale, ma soprattutto nei terreni umidi con raccolte in pieno autunno di soia o mais granella. Fare agricoltura conservativa significa ripartire dalla terra per scegliere momenti e modalità d’intervento compatibili con le buone pratiche agricole e ciò per non dover surrogare mancanze o deficienze tecniche con interventi energetici e strategie produttive non sostenibili.

Alcuni dati dal campo

Se è vero che le ormaie lasciate sul terreno non sono funzione diretta della sola compressione specifica, bensì della risultante tra compressione specifica e resistenza del suolo, è indubbio che su suoli non particolarmente sciolti, non essendo improbabili raccolte autunnali dopo qualche precipitazione, la realizzazione di un’agricoltura conservativa (minima lavorazione o semina su sodo) è praticamente condizionata dalla sola compressione specifica delle macchine che entrano nell’appezzamento, oltre che ovviamente dal numero di passaggi.

La tab. 1 riporta delle misurazioni di compressioni specifiche fatte su alcune macchine agricole. Indipendentemente dalla potenza della trattrice (110–390 CV) e dalla modalità di trasmissione e movimentazione della forza motrice (ruote o cingoli in gomma), i rilievi indicano una variabilità di compressione specifica dell’intera superficie di contatto col suolo da 0,96 kg/cm2 fino a solo 0,23 kg/cm2. Compressioni inferiori quindi, fino a 4 volte. Se tuttavia, anzichè calcolare la compressione specifica dell’intera area di contatto col suolo, si stima la compressione specifica delle sole estroflessioni, che rappresentano circa il 30-35% dell’intera superficie della ruota o del cingolo, tale valore sale rispettivamente a 3,2 kg/cm2 per scendere fino a 0,8 kg/cm2 con un aumento medio di circa 3-4 volte rispetto alla compressione dell’intera ruota o cingolo.

Un discorso a parte deve essere fatto per le trattrici tradizionali con cingoli in ferro o con ruote in ferro tipo “gabbia”, perché in questo caso non sembra corretto parlare di compressione; trattasi infatti più propriamente di “taglio”, rispettivamente superficiale e profondo del terreno, con una trascurabile o quasi nulla alterazione del volume superficiale del suolo.

Rivedere alcuni concetti agro-meccanici

Se si desidera fare agricoltura conservativa, ossia ridurre (minima lavorazione, strip till) o abolire (semina diretta) le lavorazioni del terreno è necessario ripartire da due principi agro-meccanici che coinvolgono:
a) la compressione specifica delle ruote/cingoli e delle estroflessioni;
b) lo stato idrico del suolo al momento della compressione, soprattutto nei suoli più strutturati.

Un’attenzione futura verso questi aspetti è la madre del progresso agro-meccanico italiano caratterizzato da coltivazioni, cicli colturali e suoli profonda-mente diversi da quelli dell’Europa del Nord, paesi dai quali importiamo macchine, tecnologia e filoni di ricerca innovativa che sono pienamente applicabili solo ai suoli più sciolti del nostro ambiente padano.

di Gianni Colombari, Francesco Negri, Fabio Araldi e Mario Marchesi

Gli autori sono di Ersaf – Regione
Lombardia – Struttura
“Sviluppo del polo di Carpaneta”

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