Biogas e digestato al centro dell’azienda agricola

In questo video alcune soluzioni innovative per la valorizzazione dei sottoprodotti delle lavorazioni agricole

Produrre di più con meno e meglio. Per fare questo è indispensabile pensare ad un’agricoltura innovativa che riesca ad utilizzare in maniera più efficiente acqua, nutritivi e terreno migliorandone e mantenendone la fertilità e riducendo l’apporto di energia fossile. È possibile quindi pensare ad un’agricoltura capace di ridurre i propri impatti ambientali producendo alimenti, foraggi ed energia rinnovabile in maniera efficiente?

Ottimizzare le produzioni e valorizzare i sottoprodotti
Per migliorare la sua efficienza, differenziando le produzioni in maniera sostenibile, l’azienda agricola si deve innovare al fine di costituire un sistema circolare in grado di integrare i vari cicli produttivi valorizzandone gli scarti e i sottoprodotti. Per questo motivo, quando bene integrato al centro dell’azienda agricola, l’impianto biogas diventa un fattore imprescindibile di efficienza e di integrazione dei cicli produttivi. Inoltre, grazie alle caratteristiche biofertilizzanti del digestato, l’azienda agricola può chiudere il ciclo produttivo ritornandolo in maniera continuativa ed efficiente ai terreni e garantendo aumento della fertilità, risparmio di fattori di produzione, quali concimi e acqua e immobilizzando carbonio nel terreno sotto forma di sostanza organica. Ne consegue che, in questo modo, l’azienda agricola può produrre alimenti, foraggi ed energia rinnovabile e può farlo riducendo, fino ad eliminare, il suo impatto ambientale. In una sola parola Biogas fatto bene®.

Sostanza organica, fertilità e digestato biofertilizzante
La sostanza organica è il primo fattore di fertilità dei terreni. Infatti una buona dotazione di sostanza organica significa migliore capacità di scambio di nutrienti, più stabile struttura del terreno, migliore capacità di ritenzione idrica e vita biologica del terreno. La coltivazione del terreno, però, porta ad uno sfruttamento della sostanza organica che, se non correttamente integrata, può trasformarsi da fattore di fertilità a fattore di emissione e forte impatto ambientale.
Il digestato biofertilizzante può essere un buon sistema per ricostituire un ciclo chiuso che garantisca il ritorno al terreno di sostanza organica stabilizzata in maniera continuativa. Tuttavia, per ottenere i risultati migliori, il digestato va utilizzato in maniera efficiente nell’ambito di un sistema agronomico avanzato che abbini pratiche conservative e reintroduzione di rotazioni e doppie colture al fine di mantenere il terreno coperto, mantenere la fertilità e intensificare la coltivazione in maniera sostenibile. Restituire fertilità al terreno ottimizzando l’uso del digestato, quindi, vuol dire utilizzarlo nell’ambito di una pratica agronomica integrata che permetta, allo stesso tempo, di ottimizzare la distribuzione e le lavorazioni combinandole riducendo gli input complessivi. Per questi motivi, i sistemi più avanzati di utilizzo del digestato prevedono una combinazione con la minima lavorazione e le lavorazioni conservative che consentano interramento diretto e massima efficienza biofertilizzante, la migliore conservazione della fertilità e la più efficiente immobilizzazione del carbonio nel terreno. Ma il digestato biofertilizzante può essere utilizzato anche a coltura in atto sia in copertura con interramento diretto alla sarchiatura che in fertirrigazione fino alla produzione, in futuro, di veri e propri concimi rinnovabili da utilizzare sulle colture di pregio. Il biogas, quando fatto bene, è davvero un fattore centrale dell’azienda agricola in grado di renderla efficiente, fertile e in grado di produrre davvero di più con meno.

L’esperto: Guido Bezzi
Dottore di ricerca in coltivazioni erbacee specializzato nella coltivazione di specie dedicate da biomassa e biocarburanti. Dal 2008 lavora come Agronomo libero professionista specializzato in iter autorizzativi di impianti per energia rinnovabile, ripristini ambientali e mitigazione di impianti e discariche, piani di approvvigionamento biomasse e analisi tecniche su impianti biomassa e biogas. Dal 2012 è Responsabile dell’Area Agronomia del Consorzio Italiano Biogas e Gassificazione e direttore della rivista Biogas Informa. Ha collaborato e collabora, come consulente, con associazioni, enti di ricerca e privati nell’ambito di progetti di sviluppo e applicazione delle energie rinnovabili.

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