“Biogas anno zero” organizzato da Terra e Vita e Nova Agricoltura

Le slide del convegno a Fieragricola 2016 di Verona

biogas

Gli incentivi al biogas/biometano devono rimanere, ma non come “assistenza” bensì come “premio” al settore agricolo per il valore che rappresenta per la società. Concordano tutti in questo senso i partecipanti alla tavola rotonda tenutasi al termine del convegno organizzato a Fieragricola da Terra e Vita e Nova Agricoltura.

«Dobbiamo dare più valore alla nostra agricoltura e, consapevoli di questo, andare a contrattare con i palazzi del potere, ma senza il cappello in mano» ha detto con forza il presidente di Aiel, Marino Berton. Anche perché, secondo Fabrizio Adani dell’Università di Milano: «il biometano dovrebbe rientrare tra le priorità per ridurre le PM10 dell’aria e quindi dovremmo chiedere il biometano, incentivato proprio perché è meglio del biodiesel per l’ambiente». «In realtà – ha aggiunto Ezio Veggia, vicepresidente di Confagricoltura – siamo già oltre la grid parity, perché grazie al biogas le aziende zootecniche sono tornate competitive ed è cresciuto il valore del territorio con il risultato che i giovani sono rimasti in azienda».

«L’agricoltura è l’unico settore che può produrre bioenergie davvero sostenibili» secondo Francesco Ciancaleoni di Coldiretti. E gli agricoltori «ci hanno creduto davvero se hanno investito ad oggi 4,5 miliardi di € per creare una filiera tutta italiana» ha sottolineato Piero Gattoni, presidente del Consorzio italiano biogas. «E per dare vita ad una filiera dei biocarburanti, come Cib, saremo a fianco degli agricoltori per redarre i business plan».

Investire nel biogas è una delle sfide da cogliere per gli agricoltori perchè «In Italia produciamo 5 milioni di t/anno di rifiuti ma abbiamo solo 29 impianti a digestione anaerobica» ha detto Paola Muraro di Atia-Iswa.

Ma se il biometano rappresenta la naturale evoluzione del biogas «per l’agricoltore diventa molto difficile investire o anche fare un business plan perché sono ancora troppe le normative in via di definizione sia nazionali che europee» ha ricordato Marco Mezzadri di Aiel che mettendo a confronto la remunerazione media ottenibile da differenti tipologie di impianti (vedi tab.) ha rilevato come «la sostenibilità economica sia molto problematica per impianti riconvertiti al biometano».

Un aiuto agli investimenti potrebbe venire dai nuovi Psr, anche se, ammonisce Donato Rotundo di Confagricoltura «mancando ancora il decreto Fer non si potranno avviare bandi specifici. Il 30% delle risorse dei Psr vanno alle attività che mitigano il cambiamento climatico, tra cui, appunto, le bioenergie. I Psr prevedono regole diverse ma su alcuni punti concordano: poche risorse, totale chiusura alle colture dedicate, nessun interesse per le aree marginali e impianti di bassa potenza».

Leggi l’articolo completo su Terra e Vita 06/2016 L’Edicola di Terra e Vita

 

RELAZIONI PRESENTATE AL CONVEGNO:

 

Link video Gilberto Garuti:

Dalla Necessità alla Ricchezza

Sponsor:

www.novagricoltura.com

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