Alta tecnologia per la selezione e la lavorazione di albicocche di qualità

Sistemi selettivi, non distruttivi, possono oggi agevolare e rendere più efficienti tutte le fasi di lavorazione post-raccolta.


Luca Montanari, Frutticoltura
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Da alcuni anni, sia sotto l’aspetto agronomico, sia nella lavorazione post-raccolta delle albicocche, è in atto un forte processo di innovazione. In campagna l’introduzione di nuove varietà ha consentito di unire l’aspetto attraente alle buone qualità gustative, oltre ad ampliare il calendario di raccolta. Nelle centrali ortofrutticole le nuove tecnologie per la selezione e la lavorazione delle albicocche consentono oggi di massimizzare e valorizzare la qualità del prodotto che viene immesso sul mercato. Per valorizzare la qualità della frutta, infatti, oggi non sono più sufficienti solamente le “buone” pratiche colturali, ma occorre tenere in forte considerazione tutte le fasi del processo produttivo in grado di garantire la qualità al consumatore finale. Nonostante l’introduzione delle nuove varietà precedentemente citata, l’estrema variabilità delle condizioni colturali e agronomiche si riflette in una forte variabilità degli aspetti qualitativi dei frutti, che possono generare delusione e disaffezione al consumo delle albicocche. Da qualche tempo, però, grazie alle nuove tecnologie per la rilevazione della qualità installate nelle linee di lavorazione delle centrali ortofrutticole, è possibile selezionare le albicocche in modo da ottenere una qualità maggiormente coerente con le aspettative dei consumatori.

Rilevazioni ottiche e non distruttive

Le tecnologie oggi disponibili consentono di selezionare le albicocche sia in base alle caratteristiche qualitative esterne, come la colorazione ed i difetti dell’epidermide o della forma (Fig. 1) (si tratta del modello Unitec Apricolt_Vision©), sia in base alle caratteristiche di qualità interna non visibili all’occhio umano (modello Uni_Slm Apricot_Vision©; Fig. 2). Grazie all’impiego di speciali sensori ottici che operano nella banda di luce all’infrarosso è possibile infatti sia selezionare i frutti in modo da ottenere un prodotto esteticamente uniforme e gradevole alla vista, sia di rilevarne il grado di morbidezza senza toccarli. In particolare, la tecnologia per la rilevazione della morbidezza delle albicocche consente alle centrali ortofrutticole di garantire ai propri clienti (e quindi ai consumatori) una qualità fino a ieri impensabile e rende possibile l’esportazione dei frutti anche a lunghe distanze. La rilevazione della consistenza/”morbidezza” è un problema molto rilevante ed importante per frutti piccoli e fragili come le albicocche o estremamente piccoli e fragili come le ciliegie. Fino a ieri, infatti, l’unica possibilità di rilevare i frutti morbidi era toccarli con le mani, ma, come facilmente intuibile, tale manipolazione da parte del personale crea di per sé un danneggiamento al prodotto che ne riduce la “shelf-life” e quindi il valore commerciale, generando le basi della delusione da parte del consumatore.

Il precedente delle ciliegie

A titolo di esempio dell’effetto virtuoso generato dall’impiego su larga scala dalle tecnologie per la rilevazione non distruttiva della qualità esterna ed interna dei prodotti ortofrutticoli, nella figura 3 sono riportati i dati relativi all’esportazione delle ciliegie prodotte in Cile negli ultimi tre anni in relazione al numero di linee di lavorazione ad alta tecnologia installate in quel Paese da Unitec. In Cile, infatti, l’applicazione di questi sistemi per la rilevazione della qualità delle ciliegie ha contribuito in maniera consistente all’aumento dell’ esportazione verso i Paesi dell’Estremo Oriente, grazie alla possibilità garantire al mercato un prodotto di qualità elevata e uniforme nonostante le destinazioni siano molto lontane dal luogo di produzione. L’incremento del consumo di ciliegie di alta qualità nei Paesi dell’Estremo Oriente ha generato una così forte domanda per il prodotto cileno che a sua volta ha trainato l’intero settore cerasicolo. La tecnologia ha sospinto il consumo, il quale a sua volta ha sostenuto la redditività dei produttori e degli esportatori.

Linee complete

I sistemi per la selezione non distruttiva della qualità tuttavia, non sono sufficienti da soli a garantire un risultato finale di successo. Tutte le macchine presenti nelle varie fasi della linea di lavorazione per le albicocche, infatti, devono rispettare la delicatezza e le caratteristiche peculiari dei frutti. A questo scopo Unitec ha sviluppato una serie di tecnologie dedicate alle albicocche che consentono di svuotare gli imballaggi di raccolta, di calibrarle e confezionarle con delicatezza ed efficienza, garantendo l’integrità delle caratteristiche fisiche ed organolettiche. In particolare, per la calibratura sono state realizzate le macchine elettroniche Unical 300© (Figg. 4) e Unical 200©, che si caratterizzano per l’estrema precisione nella selezione ottica del calibro, del colore e del peso (solo per il primo modello). L’elevata capacità di queste calibratrici, unita alla grande delicatezza nel trattamento dei frutti, permette di coniugare elevata efficienza e qualità del prodotto lavorato. Queste calibratrici infatti, permettono di selezionare con elevata potenzialità anche varietà molto delicate che fino a ieri non era possibile lavorare meccanicamente su linea, con forte riduzione dei costi di lavorazione sia rispetto alle lavorazioni manuali tradizionali, sia rispetto ai sistemi di calibratura meno performanti. Entrambi i modelli possono essere equipaggiati con i sistemi per la rilevazione della qualità interna ed esterna e sono disponibili anche in versione monocanale per piccole produzioni. Sulle medesime calibratrici è inoltre possibile lavorare anche susine, pesche, nettarine e altri frutti di forma sub-sferica. Un’altra tecnologia realizzata specificamente per le albicocche è quella “condensata” nella macchina Uni_Fill Punnet© (Fig. 5). Questo nuovo sistema permette di riempire automaticamente i cestini direttamente dalla calibratrice senza ulteriori passaggi in altri sistemi di confezionamento. I frutti sono convogliati all’interno dei cestini in quantità omogenee per peso o numero.

Conclusioni

La necessità di evitare la delusione dei consumatori e le esigenze di un mercato sempre più segmentato e globalizzato rendono determinante per gli operatori che vogliono immettere sul mercato un prodotto di successo la dotazione di tecnologie che selezionano e rispettano la qualità delle albicocche durante tutte le fasi del processo di lavorazione post-raccolta. L’obiettivo di Unitec è quello di creare ed offrire queste tecnologie per aiutare gli operatori ortofrutticoli a valorizzare il loro prodotto minimizzando i costi e gli sprechi e massimizzando l’efficienza del processo di lavorazione.

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