Alimentazione di precisione per i bovini

In questo filmato mostriamo le tecnologie che permettono di tarare la razione somministrata ai bovini a seconda delle diverse esigenze nutritive

Il precision feeding, o alimentazione di precisione, è una nuova pratica zootecnica resa possibile dai recenti sviluppi dell’informatica, della telematica e della robotica. Consiste nel somministrare ai singoli gruppi di bovine una razione esatta, personalizzata e controllata, pesando e registrando carichi e scarichi dell’unifeed. Il precision feeding accompagna e guida le scelte alimentari dell’allevatore, rendendole più razionali ed efficaci. Per esempio, applicando rilevatori Nirs al carro miscelatore, può registrare e controllare anche la qualità del foraggio. L’alimentazione di precisione si occupa anche del fattore quantità. Tra le possibilità che il precision feeding apre all’allevatore, infatti, c’è quella di pesare con precisione i prelievi di insilato, fieno e altri alimenti che vengono immessi nel carro unifeed, pesandoli anche in modo automatizzato e controllato dal computer. Registrando e confrontando le quantità utilizzate ogni giorno e nei vari periodi dell’anno. Reimpostando in modo consapevole e controllato questi impieghi. Ovviamente questo si traduce anche in un risparmio di foraggio, o almeno in un controllo degli sprechi. Ma la principale finalità dell’alimentazione di precisione è quella di avvicinare la quantità di alimento somministrata a quella teoricamente prevista quando sono state progettate le razioni.

I confronti
Le quantità (e le qualità) rilevate e misurate dai dispositivi di precision feeding possono anche venire inserite in programmi di registrazione dei valori storici. Registrazione cui ovviamente segue una vasta possibilità di effettuare confronti, in modo da fornire all’allevatore informazioni utili per le proprie scelte tecniche e gestionali. Fra questi, confronti tra l’alimento distribuito e quello utilizzato, confronti tra gli utilizzi nei diversi gruppi, tra gli utilizzi in diversi periodi dell’anno, tra gli utilizzi in diversi allevamenti.

La Nirs per la valutazione della qualità dei foraggi
I sistemi di analisi per via chimica rimangono le metodiche di riferimento nella valutazione della qualità dei foraggi, ma presentano diversi svantaggi che ne rendono difficile un impiego diffuso: la complessità di esecuzione, i lunghi tempi di risposta e i costi elevati. Per superare questi ostacoli sono stati messi a punto metodi più rapidi di valutazione basati sul principio della spettroscopia di riflettanza del vicino infrarosso (Near Infrader Reflectance Spectroscopy, Nirs), e fra gli altri centri ricerca anche il Crea di Lodi vi si è applicato a fondo. Le predizioni Nirs permettono la descrizione precisa di prodotti molto variabili, come i foraggi, a costi accettabili per l’allevatore.
Le rilevazioni ottenute con la tecnica Nirs vengono messe in relazione con i risultati di analisi chimiche, così che da una serie di campioni analizzati può essere costruita una curva di predizione. In particolare la precisione di predizione della proteina è sempre molto alta, mentre famiglie chimicamente meno definite (per esempio le fibre, che riuniscono diversi composti) raggiungono livelli di correlazione tra il dato analitico e quello predetto meno elevati. La tecnica Nirs è rapida, poco costosa, non richiede reagenti chimici. Non genera prodotti di scarto e non crea problematiche di sicurezza e salute per gli operatori. Per contro richiede un investimento iniziale di una certa entità per l’acquisto della strumentazione e un costante mantenimento delle calibrazioni aggiornate. La valutazione Nirs può essere applicata, oltre che sui foraggi, anche nei magazzini di formaggio. Lo stesso Crea di Lodi ha realizzato l’ingegnerizzazione di uno strumento Nir portatile per la valutazione qualitativa non distruttiva delle forme di Parmigiano Reggiano. Permette di valutare ben 70-100 forme all’ora. Ed è in corso, sempre al Crea di Lodi, la calibrazione di uno strumento analogo per il Grana Padano.

L’esperto: Andrea Galli
Andrea Galli, medico veterinario specializzato in Zootecnia, è il direttore del centro Crea di Lodi, centro attivo nella ricerca per l’innovazione nelle produzioni foraggere e in quelle lattiero casearie. Galli è stato direttore del Consorzio di Fecondazione artificiale di Bergamo e del relativo Laboratorio nazionale di Andrologia veterinaria. Inoltre è stato dirigente (prima vice direttore e poi responsabile scientifico) dell’Istituto sperimentale “Lazzaro Spallanzani” di Rivolta d’Adda (Cr). Ha avuto numerosi incarichi come docente universitario in Biotecnologie della riproduzione, Genetica animale e Biometria.

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