Carpocapsa, ricetta integrata

DIFESA DEL FRUTTETO

Feromoni (anche spray), virus e nematodi insieme alla chimica


Stefano Bongiovanni et al., Terra e Vita
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La carpocapsa (Cydia pomonella) è un Lepidottero il cui adulto presenta ali di color grigio con una tipica macchia distintiva in posizione distale. Dalle uova lenticolari e biancastre alla deposizione, nascono larve che passano attraverso cinque stadi prima di raggiungere la maturità, incrisalidare e dare vita a nuovi adulti. Lo svernamento avviene come larva matura in vari ripari.

 

L’ottimo termico si aggira tra 25 e 30 °C con un limite minimo di 10 °C. Il compimento di una generazione richiede una somma minima delle temperature medie giornaliere al di sopra di 10 °C (gradi giorno) di 600 con un valore ottimale di 750.

Un modello preciso

 

Come supporto ai controlli periodici in campo, risulta molto importante l’utilizzo del modello previsionale di sviluppo a ritardo variabile (MRV) che ha dimostrato di simulare in modo abbastanza preciso la dinamica del volo, delle ovideposizione e delle nascite larvali di prima e seconda generazione di Carpocapsa. Tale modello, si inserisce come elemento di decisione spesso determinante, nella gestione biologico-integrata della difesa e, in particolare, nelle aziende che applicano i metodi della confusione o del disorientamento sessuale.

 

L’applicazione di tali metodi presuppone il rispetto di alcune norme generali legate alle caratteristiche dell’appezzamento (forma, dimensione) e alle tipologie di installazione (timing corretto e distribuzione in campo adeguata degli erogatori).

 

Vi è la possibilità, inoltre, di impiegare il metodo della confusione liquida (spray) in trattamenti durante tutta la stagione o solo in periodi limitati per rafforzare in corso d’opera la strategia di difesa.

 

Nella maggior parte dei casi, è necessaria l’integrazione di interventi larvicidi impiegando il virus della granulosi (CpGv) della carpocapsa che agisce sulle larve per ingestione e, in considerazione del suo meccanismo d’azione è più efficace contro le larve neo sgusciate. Sulla terza generazione si può “chiudere” eventualmente con lo spinosad (al massimo 3 interventi all’anno indipendentemente dall’avversità) efficace anche nei confronti di cidia molesta.

 

Da segnalare inoltre che l’olio bianco estivo permette di ottenere una buona efficacia contro le uova e, in miscela con virus , ne migliora l’efficacia.

Post-raccolta

 

In post raccolta (da metà settembre a metà ottobre) è poi possibile intervenire con trattamenti a base di nematodi entomopatogeni con l’obiettivo di limitare la consistenza delle popolazioni. Si consiglia l’utilizzo di Steinernema feltiae che si è dimostrato il più efficace a seconda soprattutto delle temperature ambientali al momento dell’applicazione.

 

Si ricorda che è sempre opportuno adottare strategie anti-resistenza, in particolare evitando i trattamenti con lo stesso prodotto su generazioni consecutive.

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